Is 58,9-14 e Lc 5,27-32
La relazione tra Levi e Gesù inizia con il verbo "vedere". Gli occhi di Gesù scrutano con attenzione, per questo sono capaci di scorgere quello che non appare ad uno sguardo distratto. Quello di Gesù è uno sguardo di amore che non si ferma alla superficie, ma penetra nell’animo, vede i bisogni più nascosti, quelli che neppure l’uomo sa chiamare per nome. Gesù lo guarda con amore e gli comunica l’amore. Il secondo verbo è un comando: "seguimi". L’iniziativa è sempre di Gesù ma questa volta crea una relazione visibile e implica una risposta. È lo stesso invito che ha rivolto agli altri discepoli, quelli che ha scelto per una condivisione più intima. Ma questa volta la chiamata è fuori controllo: Levi è un pubblicano, un peccatore. Gesù però non lo denuncia come pubblico peccatore, non scaglia contro di lui le pietre della condanna, ma lo invita a lasciare tutto, cioè a cambiare vita.
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