sabato 21 febbraio 2026
TENTAZIONE
Gen 2,7-9; 3,1-7 Sal 50 Rm 5,12-19 Mt 4,1-11
La Quaresima è un cammino, certezza di progredire verso altri orizzonti. ma è in questo cammino che si colloca il Vangelo delle tentazioni che ci porta nel cuore del dramma di tutto: “Il tentatore gli si avvicinò”. Esiste un tentatore, dunque; esiste un nemico: «Satana, questo approfittatore di solitudini», lo chiama Turoldo – perché le tentazioni peggiori arrivano lì, nel deserto, dove morde la solitudine. Ma la cosa inaudita è che questo nemico gli si avvicina – non a me, piccolo, debole, povero, stupido, no. Si avvicina a Lui, il Figlio di Dio, il Verbo eterno del Padre, Colui per il quale tutto sussiste.
Gli si avvicina, lo porta nella città santa, lo pone sul punto più alto del tempio, e poi sopra un monte altissimo: ne dispone, senza che Lui opponga resistenza; si lascia portare, come preda. Niente distanza tra Dio e Satana, tra inferno e paradiso: è una lotta corpo a corpo. E se il Nemico ha questo potere su di Lui, che ne sarà di noi, così piccoli?
Ma noi cosa avremmo risposto? Credo così: «Se tu sei davvero il Figlio di Dio, di’ che le pietre diventino pane per me e per tanti; gettati giù, perché tutti ti credano; baratta col Nemico tutti i regni del mondo e la loro gloria, così regnerai ovunque». In fondo, sembrano richieste finanche evangeliche: la fame nel mondo; un mondo cristiano; la pace, finalmente. E invece no lui ha risposto diversamente: «Vattene!
Lui sceglie di restare senza pane, sebbene avesse fame; sceglie di restare senza imperi e senza ricchezze; si mette dalla parte del povero, è questo il Suo posto. Ed è quando sceglie questo posto che – come in una creazione rinnovata – "gli angeli gli si avvicinarono e lo servivano".Non è facile capire un Dio così. Non è facile capire un Amore così. Non lo capisce il tentatore, che vuole insegnare a Dio come si fa dio. Non lo capiamo noi, ma abbiamo quaranta giorni per provare a capirlo un po’ di più, a capire o almeno ad accettare, un Dio che ama e salva così.
Allora continuiamo a ripeterlo: Non abbandonarci alla tentazione ma liberaci dal maligno.
La tentazione come esperienza umana non è sconosciuta neppure a Gesù, il vangelo di Matteo ci dice che lo spirito spinge Gesù nel deserto per essere tentato ... e la tentazione arriva dopo i 40 giorni di digiuno, quando la forza viene meno per la debolezza del corpo.
Il lungo digiuno produce in Gesù ciò che anche produce in tutti noi, la fame. Gesù ebbe fame ... È in quel bisogno di risposte che arriva la tentazione, quando i bisogni si fanno sentire giunge a noi il tentatore. Quando la stanchezza, la fragilità aprono porte e finestre a soluzioni facili. Già… soluzioni facili: sono quelle che il tentatore propone. Stai per cedere? Fallo! Stai per prendere la decisione più tranquillizzante? Fallo! Stai per scegliere di stare dalla parte del più forte? Avanti, nessuna paura, è giusto proteggersi! Hai dubbi? Metti Dio al muro e costringilo a una risposta, è un tuo diritto… non può chiederti troppo!
Riconosciamo le nostre tentazioni:
Le tentazioni oggi sono più subdole e insidiose che nel passato, oggi la tentazione non passa attraverso il segno di un pane ma della sua assenza, è la tentazione che non ci sia nulla da condividere o non c'è ne sia abbastanza, per cui occorre tutelarsi, difendersi, occorre proteggersi da chi il pane lo chiede anche per sé.
Gesù di fronte alla tentazione del pane risponderà divenuto lui stesso, parola del Padre, pane di vita ... pane da donare e si condivide con tutti.
Mi fa male ascoltare discorsi pieni di odio e di ostilità rispetto agli altri, pur se giustificati da mille perché... fa male perché ci chiude nel nostro io egoistico, che nulla genera.
La tentazione di fidarsi ... di abbandonarsi a Dio ... ma lo mettiamo costantemente alla prova ogni volta che diffidiamo del vincolo di fraternità che lui stesso pone nel cuore dei suoi figli. Tentati a non riconoscerci fratelli; tentati dell'indifferenza gli uni verso gli altri. Tentati e sfiduciati rispetto a un Dio che non sentiamo più parte della nostra storia, forse semplicemente perché lo abbiamo esiliato dalla nostra vita ... Tentati di affidarci a chi è il più forte. Non importa chi sia, basta che ci sia uno forte che ci garantisca rispetto al nostro non affidarci a Dio.
Tentati, di adorare il principe di questo mondo, che non è il re dell'universo.
La tentazione di credere a chi alza la voce più degli altri, a chi dimostra la sua forza tenendo schiacciati gli afflitti, gli umili, i miti, i poveri, gli indifesi, ecc... una umanità diseredata e che non vive più di speranza ma di angoscia del tempo presente. Un'anomalia fatta di paura e di morte. Tentati di accettare ciò che accade senza affidarci a Dio, senza pregarlo, senza invocarlo come Signore e Padre.
Non abbandonarci nella tentazione ma liberaci dal maligno.
Occorre più cuore ... occorre più amore ... occorre più umanità ...
Eppure Gesù a tutto questo risponde: «Vattene!». Perché questa è la parola del tentatore, non di Dio. Questa è la parola che si nutre delle nostre ansie, delle paure, delle preoccupazioni, dei nostri legittimi bisogni. Ma questo non è Dio… La sua Parola e la sua via ci si aprono davanti attraverso Gesù e le sue scelte. Nutrirsi di Dio, affidarsi a lui, mettere lui e solo lui al centro di tutto: questa è la sua via, l’unica via capace di farci risorgere da ogni morte e di farci rifiorire in ogni deserto.
Buon cammino di Quaresima.
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