Gal 1,6-12 e Lc 10,25-37
CUSTODIRE LA PAROLA ... don Fabio Gennai
di don Fabio Gennai
domenica 4 ottobre 2026
Capaci di prenderci cura
La vigna che ci è affidata
Is 5,1-7 Sal 79 Fil 4,6-9 Mt 21,33-44
Gesù comincia con una parola imperativa: «Ascoltate!» Non è un semplice invito. È una richiesta di attenzione, perché questa parabola parla anche di noi.
Ancora una volta ritorna l’immagine della vigna. La ritroviamo nella prima lettura di Isaia e nel Vangelo. La vigna è il popolo di Dio, è il Regno, è la comunità che Dio ama e alla quale affida qualcosa di prezioso.
Isaia ci ha raccontato una storia d’amore. Dio ha fatto tutto ciò che poteva per la sua vigna: ha preparato il terreno, ha piantato, ha custodito, ha protetto. Eppure la vigna non porta il frutto atteso. È l’immagine di un amore che non trova risposta. Di una fiducia tradita. Di una cura che incontra la durezza del cuore.
E viene spontanea la domanda: è questo il destino della vigna? È qui che finisce tutto?
Nel Vangelo Gesù riprende la stessa immagine, ma la porta a compimento.
Il padrone affida la vigna ai vignaioli e, quando arriva il tempo dei frutti, manda i suoi servi. Ma vengono rifiutati, maltrattati, uccisi. Alla fine, manda il proprio figlio. E anche il figlio viene rifiutato.
Ma proprio qui accade qualcosa di inatteso: la pietra scartata diventa pietra d’angolo.
Colui che viene respinto diventa colui sul quale Dio costruisce. Il rifiuto non ha l’ultima parola.La morte non ha l’ultima parola. Dio è capace di trasformare lo scarto in vita.
E allora questa parabola parla anche di noi. Cosa ci sta dicendo?
La vigna oggi è anche la Chiesa. È la nostra comunità. È ciò che Dio ci affida. Bella o brutta che sia...
Ma attenzione: affidata non significa posseduta. Noi non siamo i padroni della vigna. Siamo i vignaioli. Siamo chiamati a custodire, lavorare, servire. Non a impadronircene.
Non comportiamoci da padroni … E anche i frutti non sono nostri. Non possiamo pretendere di possederli o di presentarli come un nostro merito. I frutti appartengono al Signore. Ecco che qui deve cambiare molto il nostro atteggiamento comunitario.
La domanda allora non è: «Quanto è mia questa vigna?» Ma: «Quanto me ne sto prendendo cura?»
Perché il rischio dei vignaioli è sempre lo stesso: dimenticare che la vigna è stata affidata e cominciare a comportarsi da padroni.
E Dio continua a scegliere persone che, secondo i nostri criteri, sembrano inadatte alla vigna ma … Dio non guarda come guardiamo noi. Dio guarda il cuore.
E allora quella parola iniziale ritorna: «Ascoltate!»
Ascoltiamo, perché la vigna è nelle nostre mani, ma non è nostra.
Non per possederla, ma per custodirla.
Ascoltiamo, perché il Regno non è qualcosa da possedere, ma da servire.
Non per sfruttarlo, ma per farlo fiorire.
Ascoltiamo, perché il frutto nasce quando lasciamo che Cristo sia davvero la pietra d’angolo della nostra vita e della nostra comunità.
sabato 3 ottobre 2026
Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore
Gb 42,1-3.5-6.12-16 e Lc 10,17-24
venerdì 2 ottobre 2026
La piccolezza dei piccoli
Es 23,20-23 e Mt 18,1-5.10
giovedì 1 ottobre 2026
Dove ci mandi ...
Gb 19,21-27 e Lc 10,1-12
Viviamo in una società che ha ricevuto il Vangelo di Gesù e per secoli si è riconosciuta cristiana. Oggi, invece, sembra spesso rifiutarlo o considerarlo superfluo, guardandolo con indifferenza, quando non addirittura come un ostacolo. Non dobbiamo farci illusioni: nell’essere inviati incontreremo difficoltà crescenti. Un segnale evidente è l’assenza di Dio dalla vita di molti bambini, ragazzi e giovani: un ateismo spesso non frutto di ostilità, ma di insensibilità al mistero di Dio, sostituito dalla realtà virtuale e dalla pervasività del digitale. Questa situazione può però diventare un’occasione per riscoprire la fede nella sua essenzialità. Come nei primi secoli, l’annuncio del Vangelo dovrà essere accompagnato da una autentica testimonianza di vita. Abbiamo bisogno di una fede audace, che non si arrenda alle difficoltà e sappia dare pubblica testimonianza anche nella condizione di minoranza o di emarginazione. Una fede così vissuta mostra che il Vangelo ha ancora la forza di rinnovare la nostra vita e quella degli altri.mercoledì 30 settembre 2026
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Gb 9,1-12.14-16 e Lc 9,57-62
martedì 29 settembre 2026
Santi Arcangeli
Dn 7,9-10.13-14 e Gv 1,47-51