Os 8,4-7.11-13 e Mt 9,32-38
CUSTODIRE LA PAROLA ... don Fabio Gennai
di don Fabio Gennai
lunedì 6 luglio 2026
Vera Compassione
La fede salva
Os 2,16z-10.20-22 e Mt 9,18-26
domenica 5 luglio 2026
Il giogo leggero dell'amore
Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30
Il Vangelo ci pone una domanda attualissima: chi sono oggi i "sapienti e intelligenti" e chi sono i "piccoli"?
I sapienti e gli intelligenti non sono semplicemente coloro che hanno studiato, ma quanti confidano soltanto nella forza, nel successo, nel potere e nella sicurezza. Misurano la grandezza di un popolo con la ricchezza, l'influenza o la capacità di imporsi.
Quando la forza diventa criterio assoluto, si trasforma facilmente in dominio.
I piccoli, invece, sono coloro che guardano il mondo partendo dalla fragilità umana. Non distolgono lo sguardo dal povero, dal migrante, dal malato, da chi è scartato. Per loro la vera grandezza non consiste nel dominare, ma nel servire.
In questa prospettiva si comprende anche la scelta del Papa di recarsi a Lampedusa, luogo simbolo di tante vite spezzate nel Mediterraneo.
Non si tratta quindi di due idee politiche, ma di due modi opposti di guardare la realtà: uno parte dalla potenza, l'altro dalla persona.
Gesù afferma che il Padre si rivela ai piccoli, non perché siano migliori, ma perché hanno un cuore libero dall'orgoglio e capace di riconoscere ogni uomo e ogni donna come fratelli. La vera sapienza non consiste nel sentirsi forti, ma nel lasciarsi educare dallo sguardo di Cristo, mite e umile di cuore.
Solo chi diventa piccolo comprende che la grandezza di una comunità o di una famiglia non si misura dal potere che possiede, ma dalla cura che sa offrire ai più deboli. Questa è la sapienza del Vangelo.
Anche Gesù vive un momento di fatica e di apparente insuccesso nell'annuncio del Regno. Eppure, non si scoraggia: si rivolge al Padre con la preghiera: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra». La sua forza nasce dalla relazione con il Padre, che rivela il suo mistero ai piccoli.
Per questo sono gli ultimi e gli invisibili ad accogliere il Vangelo: hanno un cuore disponibile a entrare nella logica dell'amore.
Dio non si conosce semplicemente osservando una legge, ma vivendo una relazione che si traduce nella vicinanza a chi soffre e nell'attenzione ai bisogni degli altri.
Da qui nasce l'invito più consolante del Vangelo:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi». Gesù pensa a quanti erano schiacciati da una religione fatta di pesi, di obblighi e di paure, e propone un cambiamento radicale: «Prendete il mio giogo sopra di voi».
Il suo giogo non è quello di una legge che opprime, ma quello dell'amore che libera. Per questo il Vangelo ci ricorda che non saremo credibili per il rigore delle nostre regole, ma per la qualità del nostro amore.
La sola osservanza della Legge non crea comunione con il Padre; sono l'accoglienza, la misericordia e il servizio a renderci davvero suoi figli.
sabato 4 luglio 2026
I figli delle nozze
Am 9,11-15 e Mt 9,14-17
venerdì 3 luglio 2026
Credenti senza Pasqua
Ef 2,19-22 e Gv 20,24-29
giovedì 2 luglio 2026
La guarigione nel cuore della Chiesa
Am 7,10-17 e Mt 9,1-8
Siamo tornati a Cafarnao, nella casa di Simone, il pescatore, che di lì a pochi decenni sarebbe divenuta una delle prime Domus Ecclesiae. In questa Chiesa, ciò che conta è la fede, ossia il legame fondamentale con il Signore. La dinamica della guarigione può suscitare, in un primo momento, una certa delusione in chi ascolta il racconto. Occorre però cogliere ciò che l'evangelista intende far emergere. Il Vangelo provoca coloro che si attendono soltanto manifestazioni prodigiose, annunciando che esiste una guarigione ben più profonda e decisiva: quella del peccato e della riconciliazione con Dio. È una provocazione che Gesù non teme di rivolgere, pur sapendo che gli attirerà accuse ancora più gravi, fino a essere considerato un bestemmiatore. La fede è il punto di partenza di questo cammino: precede la guarigione del corpo e rende possibile la vera rinascita dell'uomo, che può così tornare alla sua casa e vivere in modo nuovo le proprie relazioni.
mercoledì 1 luglio 2026
Il male nei maiali
Am 5,14-15.21-24 e Mt 8,28-34