Am 9,11-15 e Mt 9,14-17
CUSTODIRE LA PAROLA ... don Fabio Gennai
di don Fabio Gennai
venerdì 3 luglio 2026
I figli delle nozze
Credenti senza Pasqua
Ef 2,19-22 e Gv 20,24-29
giovedì 2 luglio 2026
La guarigione nel cuore della Chiesa
Am 7,10-17 e Mt 9,1-8
Siamo tornati a Cafarnao, nella casa di Simone, il pescatore, che di lì a pochi decenni sarebbe divenuta una delle prime Domus Ecclesiae. In questa Chiesa, ciò che conta è la fede, ossia il legame fondamentale con il Signore. La dinamica della guarigione può suscitare, in un primo momento, una certa delusione in chi ascolta il racconto. Occorre però cogliere ciò che l'evangelista intende far emergere. Il Vangelo provoca coloro che si attendono soltanto manifestazioni prodigiose, annunciando che esiste una guarigione ben più profonda e decisiva: quella del peccato e della riconciliazione con Dio. È una provocazione che Gesù non teme di rivolgere, pur sapendo che gli attirerà accuse ancora più gravi, fino a essere considerato un bestemmiatore. La fede è il punto di partenza di questo cammino: precede la guarigione del corpo e rende possibile la vera rinascita dell'uomo, che può così tornare alla sua casa e vivere in modo nuovo le proprie relazioni.
mercoledì 1 luglio 2026
Il male nei maiali
Am 5,14-15.21-24 e Mt 8,28-34
martedì 30 giugno 2026
Tempesta e vita
Am 3,1-8;4,11-12 e Mt 8,23-27
lunedì 29 giugno 2026
La Chiesa che vogliamo
At 12,1-11e Mt 16,13-19
domenica 28 giugno 2026
Cosa significa metterti al primo posto
(...) È ormai evidente che mettere Gesù al primo posto non ha nulla a che vedere con i nostri metri di misura della fede o con una pratica religiosa fatta di gesti e doveri.
Non si mette Gesù al primo posto negando il primato dell'amore e magari pensando di consacrare sé stessi nella illusione di amare Gesù più di ogni altro ... sarebbe una scorciatoia ingannevole.
Non significa nemmeno cercare di soffrire come Lui, illudendoci di poter portare sulle nostre spalle il peso del dolore e delle ingiustizie del mondo. Finiremmo soltanto per rimanere schiacciati sotto una croce che non ci è stata chiesta.
E non significa neppure offrirgli la vita come una rinuncia continua: rinnegare la propria vita non vuol dire voltare le spalle a tutto ciò che il mondo offre. Se fosse così, la fede si ridurrebbe a una sequenza di privazioni, di affetti negati e di rimpianti.
Mettere Gesù al primo posto è un'altra cosa: è lasciare che la sua presenza dia senso a ogni scelta, trasformi ogni relazione e renda pienamente umana la nostra vita. Scoprire che solo se Gesù è il primo ha senso e pienezza la vita del discepolo, la vita credente.
Mettere Gesù al primo posto è trovarsi pienamente coinvolti nel giorno in cui tutto entra nella grande svolta: Il giorno in cui inizio veramente a credere in Gesù.
· Quando finalmente lo prendo sul serio e riconosco che Dio è anche mio Padre.
· Quando vedo che questo è veramente il bel mondo di Dio; quando vedo me stesso come un figlio, non ramengo nel tempo e nella storia ma nel cuore di Dio e quando sento il calore del suo amore;
· quando vedo gli altri come miei fratelli e sorelle nella grande famiglia umana ...
Ecco che mettere Gesù al primo posto non è come dirlo... dirlo a parole e con parole non pensate e non vissute ... belle nella forma ma insipide nella sostanza.
Quando Gesù disse queste parole hai suoi discepoli forse aveva una intenzione: provocare nei dodici, il desiderio di amarlo realmente. In definitiva a Pietro che cosa ha chiesto alla fine di tutto: "Mi ami tu più di costoro?”
È questa la domanda che continua a risuonare anche per ogni discepolo. Mettere Gesù al primo posto significa rispondere a quella domanda non solo con le parole, ma con la propria vita.