Ez 43,1-7 e Mt 23,1-12
Attualizzare questo brano di Vangelo significa mettere al centro dell’esperienza cristiana il rifiuto della differenza legata ai titoli onorifici, l’uguaglianza nell’unica fraternità e la logica del servizio e dell’umiltà. Uno stile che, se era difficile da comprendere ai tempi di Gesù, anche oggi, nella comunità cristiana, non sempre trova piena accoglienza. Il Vangelo ci ricorda infatti che «uno solo è il vostro Maestro» e «uno solo è il Padre vostro», mentre «uno solo è la vostra Guida, il Cristo»: nessuno può porsi al di sopra degli altri. Oggi ogni sforzo di rendere concreto il Vangelo si traduce nella lotta al clericalismo, che suddivide i battezzati in base a scale gerarchiche, e si concretizza nello stile sinodale, cioè nel camminare insieme, valorizzando i diversi doni di ciascuno: siamo tutti fratelli e sorelle. L’autorità nella Chiesa è credibile solo se diviene testimonianza di vicinanza ai poveri e agli emarginati, quando cioè si pone a servizio dei figli di Dio.CUSTODIRE LA PAROLA ... don Fabio Gennai
di don Fabio Gennai
venerdì 21 agosto 2026
Amare gli amici è riflesso dell'amore di Dio
Ez 37,1-14 e Mt 22,34-40
giovedì 20 agosto 2026
I nostri NO al regno dei cieli
Ez 36,23-28 e Mt 22,1-14
Siamo tutti invitati al Regno dei cieli, ma spesso rifiutiamo l’invito perché presi dai nostri affari, dalle preoccupazioni e dai nostri programmi. La parabola mostra la progressione del rifiuto: si parte dall’indifferenza e dalla distrazione, fino ad arrivare persino alla violenza. Anche in questo nostro mondo, infiammato dalle guerre e dalle tensioni geopolitiche, il male, i conflitti e le tensioni sociali e familiari possono essere il frutto di un’umanità che vive di "rifiuto" e pretende di fare a meno di Dio. Ma questo rischio riguarda anche noi credenti: una fede vissuta superficialmente, senza un rapporto vivo con Dio, rischia di diventare sterile e di ostacolare l’azione dello Spirito Santo in noi. Eppure, nonostante i nostri rifiuti e le nostre distrazioni, Dio non si stanca di chiamarci. La sua voce continua a rivolgersi a ciascuno di noi: «Tutto è pronto; venite alle nozze». L’invito è ancora oggi rivolto a noi e non è mai troppo tardi per accoglierlo. Sta a noi scegliere se fermarci, mettere da parte, almeno per un momento, i nostri affanni, le nostre sicurezze e le nostre preoccupazioni, per ascoltare ciò che Dio ci sta dicendo.
mercoledì 19 agosto 2026
Un Dio pro-attivo ...
Ez 34,1-11 e Mt 20,1-16
Il protagonista della parabola è Uno solo: è Dio che esce e chiama, è Lui che si prende cura della sua vigna. Gli altri possono corrispondere o meno alla chiamata, ma tutto nasce da Lui e trova in Lui il suo essenziale riferimento. Accogliere il suo invito e andare nella vigna significa collaborare con Dio per fare di questa nostra fragile storia il giardino di Dio. Anche la Chiesa è chiamata a essere una comunità sempre pronta a mettersi in cammino. Lo Spirito la sospinge continuamente, la ricolma di amore e le dona il coraggio di ricominciare. È lo Spirito che impedisce alla Chiesa di cadere nella trappola della rassegnazione, della stanchezza e della delusione. È Lui che la rende una Chiesa capace, ogni giorno, di chiedere e accogliere l’amore e, ogni giorno, di rispondere con amore. Per questo non misura la fatica e non pretende alcuna ricompensa, neppure quella che potrebbe sembrare più legittima.martedì 18 agosto 2026
Quando ti fidi di Gesù ...
Ez 28,1-10 e Mt 19,23-30
lunedì 17 agosto 2026
Cosa devo fare di buono?
Ez 24.15-24 e Mt 19,16-22
Una domanda lecita, direi quasi corretta e necessaria. Stare con Gesù, ascoltarlo, non può che suscitare desideri di bene. Chi lo incontra si sente chiamato a dare il meglio di sé. Il Vangelo ha per protagonista un giovane che si sente interpellato dalle parole di Gesù e che entra in crisi… una crisi buona, perché nasce da una lettura profonda e piena di senso della propria vita. Quando anche noi sentiamo di non essere “pieni”, che ci manca qualcosa; quando siamo al limite di ciò che viviamo ogni giorno e vorremmo aprirci a qualcosa di nuovo; quando non ci bastano più le risposte che sappiamo darci da soli, ma siamo disposti a confidare in un Altro… ecco che ci sono tutte le premesse per iniziare l’avventura della fede. È il momento in cui i desideri belli che ci infiammano vanno custoditi e difesi dalla “paura” di lasciare tutte le sicurezze e le “comfort-zone” per stare con Lui, quell’uomo dalle parole affascinanti, che generano desiderio di vita e allontanano dalla tristezza.
domenica 16 agosto 2026
Non uomini di buona volontà, ma amati da Dio
Is 56,1.6-7; Sal 66; Rm 11,13-15.29-32; Mt 15,21-28