Es 34,4-6.8-9 Dn 3,52-56
2Cor 13,11-13 Gv 3,16-18
Nel Prefazio di questa domenica pregheremo con queste
parole: "Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Con il tuo
Figlio unigenito e con lo Spirito Santo sei un solo Dio, un solo Signore, non
nell'unità di una sola persona, ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria
noi lo crediamo e, con la stessa fede, senza differenze, lo affermiamo del tuo
Figlio e dello Spirito Santo.
E nel proclamare te Dio vero ed
eterno, noi adoriamo la Trinità delle persone, l'unità della natura,
l'uguaglianza nella maestà divina."
Sono convinto che per
la maggioranza di noi queste parole sono quasi incomprensibili e non ci
permettono di capire e comprendere chi e come è Dio. Possiamo tentare di
tradurne così il significato:
Dio è uno solo, eterno e onnipotente, ma non è
solitudine: è comunione di tre Persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
La fede cristiana professa che queste tre Persone sono realmente distinte, ma
condividono la stessa e unica natura divina.
Per questo non adoriamo tre dèi, ma un
solo Dio in tre Persone. Ciò che crediamo del Padre lo affermiamo ugualmente
del Figlio e dello Spirito Santo, perché tutti partecipano pienamente della
stessa gloria, della stessa eternità e della stessa maestà. Nel mistero della
Trinità contempliamo quindi la perfetta unità di Dio e, insieme, la ricchezza
della sua vita d'amore.
Ma anche così ... siamo ben lontani
dall'appropriarci di una immagine concreta di Dio. Il mistero di Dio
resta mistero ...
Forse proprio questo occorre che capiamo: non abbiamo
degli strumenti di intelletto, di scienza e di natura umana capaci di
realizzare la comprensione di un mistero ben diverso e immenso più di noi
stessi.
Don Tonino Bello, famoso
vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, di cui Congregazione delle cause
dei santi ha avviato il processo di beatificazione ed è stato dichiarato
venerabile il 25 novembre 2021 da papa Francesco, cercò di spiegare la trinità
con queste parole:
(...) Colsi l’occasione per leggere al mio amico
Vincenzo la paginetta che avevo scritto. Quando terminai, mi disse che con
tutte quelle parole, la gente forse non avrebbe capito nulla. Poi aggiunse: “Io
ai miei zingari sai come spiego il mistero di un solo Dio in tre Persone? Non
parlo di uno più uno più uno: perché così fanno tre. Parlo di uno per uno per
uno: e così fa sempre uno. In Dio, cioè, non c’è una Persona che si aggiunge
all’altra e poi all’altra ancora. In Dio ogni Persona vive per l’altra. E sai
come concludo? Dicendo che questo è uno specie di marchio di famiglia. Una
forma di ‘carattere ereditario’ così dominante in ‘casa Trinità’ che, anche
quando è sceso sulla terra, il Figlio si è manifestato come l’uomo per gli
altri”.
Quando don Vincenzo ebbe finito di
parlare, di fronte a così disarmante semplicità, ho strappato i miei
appunti. Peccato: perché, tra l’altro, avevo scritto delle cose
interessanti (…).
Quello che oggi possiamo cercare di fare nostro, al di
là di ogni congettura e spiegazione teologica è che, come le tre Persone
divine, anche ogni persona umana è un essere per un rapporto o, se è più
chiaro, una relazione con un altro, la quale esprime il desiderio di
esistere per l'altro e con l'altro in un tutto uno, pur nella diversità e
identità originaria.
COME VIVERE E TESTIMONIARE LA FEDE IN
UN TEMPO DI CRISI?
Papa Leone XIV, giovedì scorso, richiama l'urgenza di un
annuncio cristiano che rimetta Cristo al centro.
Nonostante la secolarizzazione e
l'indifferenza religiosa che caratterizzano molti ambienti della
società contemporanea, il cuore dell'uomo continua a cercare speranza, verità e
significato.
Il Vangelo che ci rivela il mistero che è Dio non è una
teoria o una proposta morale tra le tante, ma l'incontro con una Persona viva
(Cristo) che illumina l'esistenza e apre alla speranza.
L'evangelizzazione non può essere
considerata un aspetto secondario della vita ecclesiale,
ma deve rimanere la motivazione fondamentale di ogni azione della Chiesa, sia
universale sia locale.
E qui inizia il nostro ricomprenderci
rispetto alla nostra fede; oggi soprattutto di fronte a comunità credenti che
non annunciano più la fede e che sono spente e morte!
MA COME TRASMETTERE LA FEDE OGGI?
Dice Papa Leone che la fede si
trasmette attraverso la testimonianza e la comunità.
L'evangelizzazione non dipende dalle strutture o dalle
strategie, o dal catechismo di iniziazione, ma dalla credibilità della vita dei
credenti.
1)
La testimonianza
di una fede vissuta con coerenza, gioia e carità.
2)
La santità quotidiana,
spesso nascosta e silenziosa, parla più di molte parole.
3)
La fede non cresce nell'individualismo,
ma nella comunità.
La Chiesa è chiamata a essere una casa accogliente, dove
ciascuno possa sentirsi accompagnato, sostenuto e aiutato a incontrare il
Signore.
In un tempo in cui la fede rischia di essere relegata
alla sfera privata, le comunità cristiane sono chiamate a diventare segni
concreti della presenza di Dio e della bellezza della vita fraterna.