mercoledì 4 marzo 2026

Il mio Lazzaro alla porta

Ger 17,5-10 e Lc 16,19-31

Questa bellissima parabola rilegge profondamente la vita umana, rispetto alla quale, Gesù assicura che chi ascolta la sua parola e crede in Lui, “non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”. La fede riveste di vita i nostri giorni, strappa le maschere delle nostre ipocrisie e ci fa vivere nella luce. Non dobbiamo chiedere né attendere segni spettacolari, è sufficiente camminare con umiltà e fiducia nel sentiero del Vangelo, quello che la Chiesa ha indicato all’inizio della Quaresima: la carità fraterna, la preghiera e il digiuno, e rileggere così la realtà fatta di molti ricchi solitari e dei troppi poveri Lazzaro. Le ricchezze rappresentano un vero pericolo perché ci chiudono gli occhi e il cuore e ci rendono indifferenti rispetto a quelli che soffrono attorno a noi. È questa la grazia che oggi chiediamo

Tra noi non sia così!

Ger 18,18-20 e Mt 20,17-28

Gesù presenta se stesso come modello del Servo, per farci capire che non si tratta semplicemente di promuovere una mentalità solidale di fronte all’egoismo che sempre accompagna la vita della nostra società. In gioco c’è molto di più, c’è tutto il mistero della redenzione. Dove l’uomo si rende disponibile a servire come Gesù e in nome di Gesù, la salvezza di Dio si compie nella storia. Non è una casualità che l'annuncio della passione confluisca in una proposta esistenziale che per i discepoli è pura follia ma che è ugualnente l'espressione piuvera del donare la vita. Gesù ci invita a diventare servi pazienti e amabili, capaci quindi di proporre la sua originale visione detta vita: mettendoci al suo servizio del prossimo.

martedì 3 marzo 2026

Dio, anche dei preti

Is 1,10.16-20 e Mt 23,1-12

Il Vangelo di oggi invita ad andare al cuore, lì dove troviamo anche gli atteggiamenti profondamente sbagliati. Il Vangelo di oggi riporta la denuncia severa che Gesù rivolge agli scribi e ai farisei, cioè a coloro che rappresentavano l’autorità religiosa. Il loro comportamento sembra irreprensibile ma Gesù non si ferma alle apparenze ma guarda il cuore e li rimprovera di mettere al centro se stessi e non Dio. Essi infatti fanno di tutto per farsi vedere, desiderano ricevere una pubblica considerazione, ma chi crede non fa ombra a Dio ma vive all’ombra di Dio, non cerca la sua gloria ma quella di Dio, in tutto quello che fa cerca di essere il riflesso di Dio, si sforza di parlare di Dio e di far parlare Dio. Oggi chiediamo al Signore di dare ai ministri che egli ha scelto la grazia di essere soltanto un riflesso di quella luce che viene da Lui e conduce a Lui.

lunedì 2 marzo 2026

Misericordia, ovvero, la miserabile miseria.

Dn 9,4-10 e Lc 6,36-38

Che Dio sia misericordioso lo dicono tutti, cristiani, mussulmani ecc... Ma il significato di questa parola ai molti, non è così  chiaro. Per alcuni la misericordia è segno di debolezza, di arrendevolezza; è lasciare che gli altri prevalgono su di noi, quindi non è poi una cosa così buona. Per Gesù significa il positivo dell'arrendevolezza! Significa infatti mettere nel proprio cuore le miserie degli altri, accettando inoltre che facciano altrettanto. La misericordia diviene inclusività e reciproca accoglienza. Non si tratta di uno slogan di interculturalità ma di una acquisizione umana molto antica, certamente ancestrale e antropologica rispetto all'umaba esperienza del rifiuto delle miserie che ci feriscono.

domenica 1 marzo 2026

Gli amici ascoltano

Gen 12,1-4 Sal 32 2Tm 1,8-10 Mt 17,1-9

Il vangelo della Trasfigurazione mi ha consegnato due immagini:

- prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni.

- Ascoltatelo ...

 

Perché solo loro tre e non gli altri?

Perché sono suoi amici stretti!

Sembra strano ma Gesù ha fatto una scelta, ha preso con sé, sul monte, solo coloro che avevano un interesse particolare a stringere un'amicizia a doppio nodo con lui.

Pietro è il discepolo più zuccone e testardo che Gesù abbia mai incontrato, eppure è l'unico che si mette di traverso e arriva quasi a litigare con Gesù contestando quello che dice il maestro.

Giacomo e Giovanni i due fratelli che il Battista ha inviato a Gesù che dall'inizio sono interessati a dove dimora quel maestro, e che hanno la presunzione di chiedere ruoli di comando, sdegnando tutto il gruppo.

Ma è lo stesso Giovanni che ci spiega il senso di una predilezione, lui è il discepolo amato, ovvero quello che ha imparato ad amare Gesù e a ricambiare il suo amore. Non è una scelta obbligatoria o per meriti ma una scelta per amicizia, per relazione.

È in quella amicizia che dobbiamo collocare l'esperienza di rivelazione e di manifestazione che è la trasfigurazione. Gesù è trasfigurato, ma sono gli amici che riconoscono nel trasfigurato il maestro. Se non coltiviamo l'amicizia con lui, come e quando potremo realmente riconoscerlo.

 

La seconda immagine è la voce dal cielo e l'invito ad ascoltare suo figlio.

Vi propongo due storie per capire questa immagine così strana ma così importante ... se avete notato è identica alla voce al Battesimo... Un errore o una pienezza di manifestazione?

Io sono per la pienezza... l'umanità di Cristo contiene ma non imprigiona la pienezza del Figlio di Dio rivelato a noi nell'acqua del Giordano.

 

Ascoltare la voce ... la parola ...

Un giorno Dio si stancò degli uomini. Lo seccavano in continuazione, chiedendogli qualsiasi cosa. Allora decise di nascondersi per un po' di tempo.

Radunò tutti suoi consiglieri e chiese loro: "Dove mi devo nascondere? Qual è il luogo migliore?". Alcuni risposero: "Sulla cima della montagna più alta della terra". Altri: "No, nasconditi nel fondo del mare, nessuno ti troverà". Altri: "Nasconditi sul lato oscuro della luna; questo è il posto migliore. Come riusciranno a trovarti là?". Allora Dio si rivolse al suo angelo più intelligente e lo interrogò: "Tu dove mi consigli di nascondermi?". L'angelo intelligente, sorridendo, rispose: "Nasconditi nel cuore dell'uomo! E' l'unico posto dove essi non vanno!".

 

Ascoltare con il cuore significa fare della nostra vita la cassa di risonanza della sua parola.

 

Poi occorre imparare ad ascoltare:

Un giovane, preoccupato perché era in crisi la sua amicizia più importante, si recò a chiedere consiglio da un famoso maestro di spiritualità.

Questi lo ascoltò e poi gli disse: Devi imparare ad ascoltare il tuo amico.

Il giovane prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva ascoltato ogni parola che il suo migliore amico dicesse.

Il maestro gli disse sorridendo: Ora torna da lui e ascolta ogni parola che non dice.

 

Sul monte, il Padre dice a Pietro Giacomo e Giovanni, questo Gesù è il mio Figlio amato, ascoltatelo. Ma oltre a questa Parola c'è tutto il non detto che va ascoltato e compreso perché ha a che vedere con la quotidianità della vita e la nostra personale felicità e salvezza.



sabato 28 febbraio 2026

Amare chi ci odia!

Dt 26,16-19 e Mt 5,43-48

Gesù chiede di dilatare il cuore oltre ogni ragionevole disponibilità, invita ad amare tutti, anche i nemici, cioè anche quelli che ce l’hanno con noi e parlano male di noi. Il Vangelo non dice che tutti sono buoni e bravi, al contrario afferma che i nemici esistono, ci sono persone che ci sono ostili. Essere figli di Dio è una grazia ma comporta anche la responsabilità di guardare gli altri come fratelli. Amare i nemici non appartiene alla natura dell’uomo ma … e se siamo sinceri, nemmeno alla umana giustizia, ma se Dio lo chiede, ci dona anche lo Spirito per attuare il suo comandamento. E quando non riusciamo ad essere fedeli a questo comando, quando reagiamo male in pensieri e parole e opere, occorre la misericordia.

venerdì 27 febbraio 2026

Prima va a riconciliarti ...

Ez 18,21-28 e Mt 5,20-26

Vivere il vangelo nella vita... Quante volte lo abbiamo detto e insegnato, ma poi ci scontriamo con la situazione più dura e difficile da realizzare: vivere il vangelo nelle relazione con i fratelli. Quel "Prima", pone una condizione necessaria senza la quale il resto risulta una maschera di meschinità e perbenismo. Vivere la relazione fraterna richiede un autentico combattimento, spirituale e umano. Occorre partire dal desiderio vero di cambiare. Solo se c'è il desiderio possibile cambiare il cuore. Ma come cambiare il cuore? Oggi chiediamo la grazia di vivere secondo il cuore di Dio ... ecco il cuore cambia quando centra Dio, e l'amore.