sabato 28 febbraio 2026

Gli amici ascoltano

Gen 12,1-4 Sal 32 2Tm 1,8-10 Mt 17,1-9

Il vangelo della Trasfigurazione mi ha consegnato due immagini:

- prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni.

- Ascoltatelo ...

 

Perché solo loro tre e non gli altri?

Perché sono suoi amici stretti!

Sembra strano ma Gesù ha fatto una scelta, ha preso con sé, sul monte, solo coloro che avevano un interesse particolare a stringere un'amicizia a doppio nodo con lui.

Pietro è il discepolo più zuccone e testardo che Gesù abbia mai incontrato, eppure è l'unico che si mette di traverso e arriva quasi a litigare con Gesù contestando quello che dice il maestro.

Giacomo e Giovanni i due fratelli che il Battista ha inviato a Gesù che dall'inizio sono interessati a dove dimora quel maestro, e che hanno la presunzione di chiedere ruoli di comando, sdegnando tutto il gruppo.

Ma è lo stesso Giovanni che ci spiega il senso di una predilezione, lui è il discepolo amato, ovvero quello che ha imparato ad amare Gesù e a ricambiare il suo amore. Non è una scelta obbligatoria o per meriti ma una scelta per amicizia, per relazione.

È in quella amicizia che dobbiamo collocare l'esperienza di rivelazione e di manifestazione che è la trasfigurazione. Gesù è trasfigurato, ma sono gli amici che riconoscono nel trasfigurato il maestro. Se non coltiviamo l'amicizia con lui, come e quando potremo realmente riconoscerlo.

 

La seconda immagine è la voce dal cielo e l'invito ad ascoltare suo figlio.

Vi propongo due storie per capire questa immagine così strana ma così importante ... se avete notato è identica alla voce al Battesimo... Un errore o una pienezza di manifestazione?

Io sono per la pienezza... l'umanità di Cristo contiene ma non imprigiona la pienezza del Figlio di Dio rivelato a noi nell'acqua del Giordano.

 

Ascoltare la voce ... la parola ...

Un giorno Dio si stancò degli uomini. Lo seccavano in continuazione, chiedendogli qualsiasi cosa. Allora decise di nascondersi per un po' di tempo.

Radunò tutti suoi consiglieri e chiese loro: "Dove mi devo nascondere? Qual è il luogo migliore?". Alcuni risposero: "Sulla cima della montagna più alta della terra". Altri: "No, nasconditi nel fondo del mare, nessuno ti troverà". Altri: "Nasconditi sul lato oscuro della luna; questo è il posto migliore. Come riusciranno a trovarti là?". Allora Dio si rivolse al suo angelo più intelligente e lo interrogò: "Tu dove mi consigli di nascondermi?". L'angelo intelligente, sorridendo, rispose: "Nasconditi nel cuore dell'uomo! E' l'unico posto dove essi non vanno!".

 

Ascoltare con il cuore significa fare della nostra vita la cassa di risonanza della sua parola.

 

Poi occorre imparare ad ascoltare:

Un giovane, preoccupato perché era in crisi la sua amicizia più importante, si recò a chiedere consiglio da un famoso maestro di spiritualità.

Questi lo ascoltò e poi gli disse: Devi imparare ad ascoltare il tuo amico.

Il giovane prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva ascoltato ogni parola che il suo migliore amico dicesse.

Il maestro gli disse sorridendo: Ora torna da lui e ascolta ogni parola che non dice.

 

Sul monte, il Padre dice a Pietro Giacomo e Giovanni, questo Gesù è il mio Figlio amato, ascoltatelo. Ma oltre a questa Parola c'è tutto il non detto che va ascoltato e compreso perché ha a che vedere con la quotidianità della vita e la nostra personale felicità e salvezza.



Amare chi ci odia!

Dt 26,16-19 e Mt 5,43-48

Gesù chiede di dilatare il cuore oltre ogni ragionevole disponibilità, invita ad amare tutti, anche i nemici, cioè anche quelli che ce l’hanno con noi e parlano male di noi. Il Vangelo non dice che tutti sono buoni e bravi, al contrario afferma che i nemici esistono, ci sono persone che ci sono ostili. Essere figli di Dio è una grazia ma comporta anche la responsabilità di guardare gli altri come fratelli. Amare i nemici non appartiene alla natura dell’uomo ma … e se siamo sinceri, nemmeno alla umana giustizia, ma se Dio lo chiede, ci dona anche lo Spirito per attuare il suo comandamento. E quando non riusciamo ad essere fedeli a questo comando, quando reagiamo male in pensieri e parole e opere, occorre la misericordia.

venerdì 27 febbraio 2026

Prima va a riconciliarti ...

Ez 18,21-28 e Mt 5,20-26

Vivere il vangelo nella vita... Quante volte lo abbiamo detto e insegnato, ma poi ci scontriamo con la situazione più dura e difficile da realizzare: vivere il vangelo nelle relazione con i fratelli. Quel "Prima", pone una condizione necessaria senza la quale il resto risulta una maschera di meschinità e perbenismo. Vivere la relazione fraterna richiede un autentico combattimento, spirituale e umano. Occorre partire dal desiderio vero di cambiare. Solo se c'è il desiderio possibile cambiare il cuore. Ma come cambiare il cuore? Oggi chiediamo la grazia di vivere secondo il cuore di Dio ... ecco il cuore cambia quando centra Dio, e l'amore.

giovedì 26 febbraio 2026

Ma ... cosa chiedere? E perché?

Est 4,17k-u e Mt 7,7-12

La quaresima è per tutti noi un itinerario di conversione interiore che aiuta a riscoprire i valori fondamentali del nostro vivere e ci aiuta a discernere tutto ciò che appesantisce inutilmente la vita. Una vera Quaresima è e deve essere ricerca del senso profondo delle cose e contemplazione del mistero che è Dio.
È in questa prospettiva che possiamo leggere e ascoltare il vangelo di oggi, nel quale Gesù assicura che il Padre sempre risponde alle nostre richieste, smascherandoanche le nostre pretese,  ma non dice che ci darà esattamente quello che chiediamo. Quando accade questo, in verita stiamo accostando il mistero e siamo piu vicini a conoscere la volontà di Dio. È bello uscire dalle logiche infantili per addentrarci nella relazione umana vera e matura che ci proietta nel mistero.


mercoledì 25 febbraio 2026

Segno di cielo

Gio 3,1-10 e Lc 11,29-32

Fino a qualche tempo da era facile che capitasse di chiedere un segno, magari per una conferma, un bel segno dal cielo. Forse non tanto per mettere alla prova Gesù quanto piuttosto per esprimere e mettere in evidenza la nostra fragilità. Ma oggi in verità non credo siano molti dalle nostre parti a chiedere un segno, perché nessuno pone se stesso in relazione ai segni del cielo. In realtà la pagina del vangelo non intende vincere i dubbi con segni e prodigi, ma dietro all'aspra reazione di Gesù si vuole manifestare e affermare che solo l’amore salva, e l'amore è quel di più che ci è dato in Gesù. A tutti coloro che lo ascoltano, nonostante la loro chiusura preconcetta, Gesù ricorda che nella sua persona l’antica promessa giunge a compimento: “qui vi è uno più grande di Salomone […] qui vi è uno più grande di Giona”. Se siamo davvero convinti che Gesù è “più di…”, allora non cerchiamo dei segni, ma impegniamoci ad essere noi stessi segno di Gesù.


martedì 24 febbraio 2026

Misericordia adesiva

Is 55,10-11 e Mt 6,7-15

La misericordia del Padre ha un risvolto impegnativo per ciascuno di noi: "rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori"; poi a conclusione quasi a rimarcare: "Se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe ..." Siamo di fronte alla misericordia di Dio, ed ecco che Gesù la mette nelle nostre mani. Il Signore ci chiede una responsabilità e un impegno grande, quella di aderire alla misericordia di Dio, non semplicemente come se la misericordia ci scivoli addosso. Questa trasformazione della nostra umanità passa attraverso un esercizio di quotidianità: santificare il nome di Dio; chiedere il pane e condividerlo ...  E così via ...



lunedì 23 febbraio 2026

Venite, benedetti del Padre mio

Lv 19,1-2.11-18 e Mt 25,31-46

È consolante sapere che la nostra vita non termina nel nulla ma nell’abbraccio di Dio. E che questo abbraccio è il punto di arrivo di una vita impastata di carità. Se vogliamo fare esperienza dell'abbraccio di Dio dobbiamo imparare a vivere le relazioni fraterne come un bene essenziale: "Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me". Anche se nell'insieme il vangelo sembra duro, dobbiamo imparare a leggere il Vangelo nella sua interezza: beatitudine e supplizio, questo ci rende più attenti e responsabili nell'agire. Il per sempre si decide nell’oggi e passa attraverso i nostri piccoli gesti di amore.