CUSTODIRE LA PAROLA ... don Fabio Gennai
di don Fabio Gennai
venerdì 6 marzo 2026
Solo il Padre “centra” la misericordia
Il figlio minore era uscito di casa inseguendo la gioia, ora comprende che quello che ha cercato, andando fuori, lo aveva già ricevuto stando dentro. Il figlio maggiore non gusta mai la gioia, pur desiderandola la pretende e rivendica come esperienza negata dal Padre in quella casa. Due percorsi in cui emergono tutte le fragilità e contraddizioni della vita perché è possibile allontanarsi dalla casa del padre ma non possiamo cancellare la coscienza di essere figli. Fino a quando rimane la memoria della comunione, la separazione non è mai lacerazione. La memoria del cuore ci riporterà sempre all'immagine del Padre che esprime realmente l'esperienza centrata della misericordia; ecco allora: “Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò…” Tutti abbiamo bisogno di conoscere questo Dio “ricco di misericordia”, per poter ritrovare noi stessi e non smarrire la via del ritorno a casa.
Dio sta davanti alla nostra iniquità
Gen 37,3-4.12-13.17-28 e Mt 21,33-43.45
giovedì 5 marzo 2026
Il mio Lazzaro alla porta
Ger 17,5-10 e Lc 16,19-31
mercoledì 4 marzo 2026
Tra noi non sia così!
Ger 18,18-20 e Mt 20,17-28
martedì 3 marzo 2026
Dio, anche dei preti
Is 1,10.16-20 e Mt 23,1-12
lunedì 2 marzo 2026
Misericordia, ovvero, la miserabile miseria.
Dn 9,4-10 e Lc 6,36-38
domenica 1 marzo 2026
Gli amici ascoltano
Gen 12,1-4 Sal 32 2Tm 1,8-10 Mt 17,1-9
Il vangelo della Trasfigurazione mi ha consegnato due immagini:
- prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni.
- Ascoltatelo ...
Perché solo loro tre e non gli altri?
Perché sono suoi amici stretti!
Sembra strano ma Gesù ha fatto una scelta, ha preso con sé, sul monte, solo coloro che avevano un interesse particolare a stringere un'amicizia a doppio nodo con lui.
Pietro è il discepolo più zuccone e testardo che Gesù abbia mai incontrato, eppure è l'unico che si mette di traverso e arriva quasi a litigare con Gesù contestando quello che dice il maestro.
Giacomo e Giovanni i due fratelli che il Battista ha inviato a Gesù che dall'inizio sono interessati a dove dimora quel maestro, e che hanno la presunzione di chiedere ruoli di comando, sdegnando tutto il gruppo.
Ma è lo stesso Giovanni che ci spiega il senso di una predilezione, lui è il discepolo amato, ovvero quello che ha imparato ad amare Gesù e a ricambiare il suo amore. Non è una scelta obbligatoria o per meriti ma una scelta per amicizia, per relazione.
È in quella amicizia che dobbiamo collocare l'esperienza di rivelazione e di manifestazione che è la trasfigurazione. Gesù è trasfigurato, ma sono gli amici che riconoscono nel trasfigurato il maestro. Se non coltiviamo l'amicizia con lui, come e quando potremo realmente riconoscerlo.
La seconda immagine è la voce dal cielo e l'invito ad ascoltare suo figlio.
Vi propongo due storie per capire questa immagine così strana ma così importante ... se avete notato è identica alla voce al Battesimo... Un errore o una pienezza di manifestazione?
Io sono per la pienezza... l'umanità di Cristo contiene ma non imprigiona la pienezza del Figlio di Dio rivelato a noi nell'acqua del Giordano.
Ascoltare la voce ... la parola ...
Un giorno Dio si stancò degli uomini. Lo seccavano in continuazione, chiedendogli qualsiasi cosa. Allora decise di nascondersi per un po' di tempo.
Radunò tutti suoi consiglieri e chiese loro: "Dove mi devo nascondere? Qual è il luogo migliore?". Alcuni risposero: "Sulla cima della montagna più alta della terra". Altri: "No, nasconditi nel fondo del mare, nessuno ti troverà". Altri: "Nasconditi sul lato oscuro della luna; questo è il posto migliore. Come riusciranno a trovarti là?". Allora Dio si rivolse al suo angelo più intelligente e lo interrogò: "Tu dove mi consigli di nascondermi?". L'angelo intelligente, sorridendo, rispose: "Nasconditi nel cuore dell'uomo! E' l'unico posto dove essi non vanno!".
Ascoltare con il cuore significa fare della nostra vita la cassa di risonanza della sua parola.
Poi occorre imparare ad ascoltare:
Un giovane, preoccupato perché era in crisi la sua amicizia più importante, si recò a chiedere consiglio da un famoso maestro di spiritualità.
Questi lo ascoltò e poi gli disse: Devi imparare ad ascoltare il tuo amico.
Il giovane prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva ascoltato ogni parola che il suo migliore amico dicesse.
Il maestro gli disse sorridendo: Ora torna da lui e ascolta ogni parola che non dice.
Sul monte, il Padre dice a Pietro Giacomo e Giovanni, questo Gesù è il mio Figlio amato, ascoltatelo. Ma oltre a questa Parola c'è tutto il non detto che va ascoltato e compreso perché ha a che vedere con la quotidianità della vita e la nostra personale felicità e salvezza.