Am 9,11-15 e Mt 9,14-17
In queste parole del Vangelo si dischiude un annuncio straordinario: lo Sposo è arrivato ed è in mezzo a noi. La storia che Gesù inaugura è segnata da una sponsalità che nulla può cancellare né soffocare. Le sue parole fanno risuonare l'eco dell'antica alleanza sponsale tra Dio e il popolo d'Israele. La sponsalità, infatti, esprime un patto che possiede la forza e la tenerezza di un'alleanza nuziale, un legame al quale Dio rimane sempre fedele, anche quando Israele si allontana da lui o gli volta le spalle. Gesù non si limita a rivelare la propria identità divina e ad annunciare il compimento delle promesse nuziali del Padre; nello stesso tempo svela anche la nostra identità più profonda. Egli, infatti, chiama i discepoli «figli delle nozze», un'espressione molto più ricca e significativa di quanto lasci intendere la traduzione italiana. Nella festa di nozze non sismo semplici spettatori ma parte della gioia della festa.
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