martedì 1 settembre 2026

Gesù per ogni uomo e donna

1Cor 3,1-9 e Lc 4,38-44

Ogni uomo, ogni donna è importante agli occhi di Dio; ogni uomo e ogni donna hanno un’infinita dignità, nella quale risplende la gloria di Dio, perché sono “l’unica creatura voluta per se stessa”. È questo il fondamento per realizzare una società dal volto umano. Questa sfida oggi riguarda anche noi, ma il Vangelo ci mostra come lo stesso Gesù abbia riconosciuto lo splendore divino nascosto in ogni creatura. La quotidianità del Signore è fatta di insegnamento nella sinagoga, di lotta contro il diavolo, di guarigione della suocera di Pietro… ma ecco che, dopo il tramonto del sole, Gesù viene assalito da una moltitudine di malati che vengono condotti a lui: è una folla che appare anonima, ma per Gesù si tratta di persone. C’è un gesto che svela tutto: “Imponendo su ciascuno le mani”, Gesù guarda alla singola persona e desidera incontrare ciascuno nella sua irripetibile singolarità.

Da Nazaret a Cafarnao

1Cor 2,10-16 e Lc 4,31-37

Dopo l’evidente insuccesso di Nazaret, dove ha incontrato il rifiuto dei suoi concittadini, Gesù si reca a Cafarnao e fa di questa città la sua “base”. Cafarnao è una cittadina importante e vivace, posta lungo una via di traffici commerciali, con una guarnigione romana. Gesù viene ad abitare in mezzo a pescatori e commercianti, ebrei e pagani, uomini devoti e prostitute. Non si ritira in un luogo deserto, lontano dal mondo, ma entra pienamente nella vita degli uomini, proprio in quella “Galilea delle genti” che non gode di buona fama. Sceglie di stare in mezzo alla gente, condividendo la sua storia, le sue fatiche e le sue attese. È qui, nel clamore della vita quotidiana, che la Parola comincia a risuonare. Il cristianesimo cresce silenziosamente come il lievito nella pasta, la Parola agisce senza clamore, ma in profondità. Gesù non salva l’uomo portandolo fuori dal mondo, ma entrando nella sua vita e incontrandolo là dove si trova.