1. La delusione e la fuga → Emmaus come esperienza di crisi
Emmaus non è solo un luogo: è un’esperienza che tutti, prima o poi, attraversiamo. È il cammino della delusione. I discepoli tornano indietro, lasciano Gerusalemme. Tutto sembra finito: i sogni, le attese, la speranza. Quando non vediamo più futuro, la tentazione è sempre la stessa: rifugiarci nel passato, tornare a ciò che conosciamo, anche se non ci salva. E così il Vangelo ci dice una cosa sorprendente: quando Gesù si avvicina, loro non lo riconoscono. I loro occhi sono “trattenuti”. Trattenuti da cosa? Dalle loro idee, dalle loro aspettative deluse. Avevano immaginato un Messia diverso, e proprio per questo non riescono a vedere quello vero.
Noi stessi deventiamo incapacei di riconoscere Gesù quando vogliamo imprimere la nostra visione e non ci lasciamo interrogare dalla verità del vangelo, quando lo addomestichiamo, quando non lo viviamo.
2. L’iniziativa del Risorto → Gesù si fa vicino e accompagna
Ma è qui che accade qualcosa di decisivo.
Noi stessi deventiamo incapacei di riconoscere Gesù quando vogliamo imprimere la nostra visione e non ci lasciamo interrogare dalla verità del vangelo, quando lo addomestichiamo, quando non lo viviamo.
2. L’iniziativa del Risorto → Gesù si fa vicino e accompagna
Ma è qui che accade qualcosa di decisivo.
Il Risorto prende l’iniziativa. Non aspetta che siano loro a cercarlo: è Lui che va incontro. Si fa vicino, cammina con loro, condivide il loro passo lento e scoraggiato. Non si impone, non li rimprovera, non offre prove clamorose. Fa qualcosa di più grande: li educa a riconoscerlo. E come lo fa? Attraverso due segni semplici, che conosciamo bene.
3. Il riconoscimento e la ripartenza → Parola, Pane e ritorno alla comunità
La Parola e il Pane.
Con la Parola, illumina la loro storia. Li aiuta a rileggere ciò che è accaduto. E mentre ascoltano, il loro cuore ricomincia a bruciare.
Con il Pane spezzato, compie un gesto familiare. Non è qualcosa di nuovo: è il segno del suo amore di sempre. E in quel gesto, finalmente, gli occhi si aprono.
Anche noi riconosciamo il Risorto nella Parola che ascoltiamo e nel Pane che condividiamo. È lì che Lui è presente. È lì che continua a incontrarci
E quando lo riconosciamo, accade qualcosa: si rimette in movimento la vita. I discepoli non restano più fermi, non tornano più indietro. Si alzano e ritornano a Gerusalemme. Tornano alla comunità, tornano alla vita.
Ecco allora il messaggio per noi oggi:
anche quando siamo delusi, anche quando non capiamo, anche quando pensiamo che tutto sia finito, il Signore ci viene incontro. Cammina con noi. E ci insegna a riconoscerlo.
Nella Parola.
Nel Pane.
Nella comunità che rinasce. E ci dona di nuovo il coraggio di alzarci e ripartire.
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