Is 7,10-14 Sal 23 Rm 1,1-7 Mt 1,18-24
Rileggendo il vangelo del sogno di Giuseppe lo sposo di Maria ripercorriamo anche dei retroscena importantissimi: emerge infatti come la mia nascita di Giovanni, come pure quella di Gesù era un unico unico grande segno di come Dio avrebbe realizzato quella profezia che il popolo di Israele custodiva da secoli, la profezia dell’Emmanuele, cioè del Dio con noi. Giuseppe sembra che in un primo momento possa aver allontanato Maria, la quale va dalla cugina Elisabetta; oggi si direbbe si sono presi una pausa. Giuseppe, in qul momento era piombato in una tristezza grandissima, non sapeva cosa fare, come comportarsi … quel bambino che Maria aveva in grembo non era il suo …
Da una parte Giuseppe amava Maria con tutto sè stesso …
Dall’altra avrebbe dovuto cacciarla … mandarla via … consegnarla alla giustizia per essere lapidata … ma questo il suo cuore non lo permetteva perché la amava più di tutto …
Fu per quell’amore che Dio si rivelò in un sogno … da quel signo tutto cambiò per lui.
Dalla paura, dai timori e dai dubbi, all’improvviso come come con un "giro di timone" Giuseppe accoglie quel bambino nella sua vita, lo fa suo figlio. Da quel momento tutto per lui cambia. Il "dubbio di Giuseppe" serve a noi per descrivere le nostre paure di affrontare le sfide della vita prima di una grande decisione. Giuseppe si risveglia e non è più un uomo giusto ma è diventato un profeta ... che sulla forza della profezia accoglie Gesù come figlio.: accogliere Gesù per sempre!
Anche noi impariamo ad accoglire un Dio dal volto umano, piccolo e fragile come ogni creatura nata da donna, raggiungibile e toccabile come ogni figlio d’uomo; Dio che non usa il cielo per nascondersi, ma abita la terra per rivelarsi.
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