martedì 24 febbraio 2026

Segno di cielo

Gio 3,1-10 e Lc 11,29-32

Fino a qualche tempo da era facile che capitasse di chiedere un segno, magari per una conferma, un bel segno dal cielo. Forse non tanto per mettere alla prova Gesù quanto piuttosto per esprimere e mettere in evidenza la nostra fragilità. Ma oggi in verità non credo siano molti dalle nostre parti a chiedere un segno, perché nessuno pone se stesso in relazione ai segni del cielo. In realtà la pagina del vangelo non intende vincere i dubbi con segni e prodigi, ma dietro all'aspra reazione di Gesù si vuole manifestare e affermare che solo l’amore salva, e l'amore è quel di più che ci è dato in Gesù. A tutti coloro che lo ascoltano, nonostante la loro chiusura preconcetta, Gesù ricorda che nella sua persona l’antica promessa giunge a compimento: “qui vi è uno più grande di Salomone […] qui vi è uno più grande di Giona”. Se siamo davvero convinti che Gesù è “più di…”, allora non cerchiamo dei segni, ma impegniamoci ad essere noi stessi segno di Gesù.


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