Gv 6,37-40
Fare memoria dei defunti significa abitare la soglia tra cielo e terra: da una parte il dolore della separazione, dall’altra la speranza della vita eterna. Gesù oggi ci consegna una promessa: non vuole perdere nulla di quanto il Padre gli ha affidato. La morte, dunque, non è l’ultima parola, perché siamo custoditi nelle sue mani e destinati alla risurrezione. La vita è un pellegrinaggio verso l’abbraccio di Dio. E l’eternità non è soltanto una promessa futura: comincia già ora, ogni volta che viviamo in comunione con Lui. Chiediamo oggi la grazia di camminare con lo sguardo rivolto al Cielo, certi che nulla di ciò che è affidato all’amore di Dio andrà perduto.
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