Fil 1,18-26 e Lc 14,1.7-11
Gesù non si limita a richiamare il galateo sociale o le precedenze legate al ruolo o alla posizione che si occupa all’interno della comunità. Quel pranzo in quella casa è una vera trappola, uno spazio di criticità e di avvilimento. Ciò che Gesù vuole è richiamarci a estirpare dal cuore l’istintiva e pervicace tendenza ad affermare noi stessi sugli altri. Tutta la Scrittura condanna l’orgoglio dell’uomo che esalta se stesso e, di fatto, mette Dio fuori gioco. La cosa interessante è che, nonostante questa inclinazione umana, Dio stesso ha posto l’uomo al di sopra di tutte le cose create. Questa condizione comporta una grande responsabilità che, se non è ben orientata e non rimane in tutto e per tutto sottomessa alla regalità di Dio, suscita e alimenta quella ricerca di sé che sconfina nell’orgoglio, finendo per inquinare anche le cose buone e sante.
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