1Gv 2,18-21 e Gv 1,11-18
mercoledì 31 dicembre 2025
Fine anno
martedì 30 dicembre 2025
Da Gerusalemme a Nazaret
1Gv 2,12-17 e Lc 2,36-40
lunedì 29 dicembre 2025
Stupore, portare Gesù al Tempio
1Gv 2,3-11 e Lc 2,22-35
domenica 28 dicembre 2025
Bisogno di famiglia
Sir 3, 3-7.14-17 Sal 127 Col 3,12-21 Mt 2,13-15.19-23
Fa sorridere che Dio abbia voluto sperimentare l’esperienza della famiglia. Ma alla lettura del vangelo di oggi, Dio, sceglie proprio la via della fragilità famigliare per rivelarsi. Non sta in mezzo a noi come un Dio onnipotente, che non ha bisogno di nulla e di nessuno. Al contrario. La prima cosa che Dio fa è quella di aver bisogno di noi e delle nostre cure. Ciò che gli permette di crescere in noi e fra noi è la cura che gli viene prestata dal suo essere in prima persona in una famiglia, il suo essere famiglia con Maria e Giuseppe.
Fa riflettere che, per farlo, abbia scelto una famiglia rendendola così anomala e complicata, certamente non perfetta agli occhi della legge ebraica.
Stupisce che la Chiesa si ostini nel proporre questa famiglia come modello, dove la coppia vive il dono della castità feconda, il figlio è la presenza del Verbo di Dio, e i coniugi sono messi alle strette dalla notorietà di un bambino …
Una coppia che prima di affrontare la vita si lascia custodire dalla Parola che Dio gli rivolge e quindi impara ad ascoltare e custodire la Parola, il verbo, Gesù come figlio.
Giuseppe e Maria sperimentano che bisogna lasciarsi scomodare dalla parola, bisogna lasciare che i propri piani e progetti siano modificati, bisogna accettare di avere come priorità la vita dell’altro. Essere famiglia credente è anche tutto questo.
C'è bisogno di famiglia, per questo c’è bisogno di seguire Maria e Giuseppe, nella loro concretezza di coppia che vede la propria vita ribaltata dall’azione di Dio; abbiamo bisogno della loro umiltà e umanità nel mettersi da parte, per inserirsi in un progetto più grande, quello di Dio.
C'è bisogno di famiglia? Alla tradizionale liturgia della Sacra famiglia oggi aggiungo una necessità urgente: il bisogno di famiglia oltre che di celebrarla. Cosa voglio dire?
Se fino a qualche decennio fa nel dire famiglia si esprimeva un concetto univoco, oggi questo stesso termine si apre a diversi contenuti di senso e significato.
In questo pluralismo di interpretazioni e comprensioni, io non voglio ergermi a dogmatizzare un modello rispetto agli altri, sarebbe troppo facile, ma voglio, insieme a voi tutti riscoprire una esperienza che si caratterizza come umana e capace di accogliere anche il nostro modo cristiano di intenderla ovvero, come realtà umana che esprimere e realizza una vocazione; relazioni capaci di accogliere la vita e di generala, di responsabilizzare, di portare a compimento la volontà di Dio e di raggiungere una felicità che ha a che fare col regno dei cieli.
Ma in una realtà ampiamente frammentata, ricomposta e disgregata, la famiglia tradizionale è marginale.
Beh, è solo teoria? ... insomma, non è facile affrontare il concetto, o meglio il problema: per cui famiglia cosa sei?
La famiglia nella visione cristiana è una comunità basata sulla rivelazione di Dio nell’umano: non è semplicemente famiglia naturale uomo, donna e figli, ma è vista sempre più come esperienza ed espressine dell’essere "chiesa domestica", dove i membri, uniti in un'alleanza sacra (matrimonio tra uomo e donna), vivono l'amore di Cristo, si educano nella fede, trasmettendo i valori cristiani, seguendo l'esempio di Gesù (i suoi sentimenti) e dei suoi insegnamenti, con l'obiettivo di raggiungere la santità e di essere una testimonianza di fede nel mondo.
In una comprensione cristiana la famiglia è un carisma naturale elevato a quasi sacramento cioè, che esprime una grazia che santifica il mondo.
La famiglia credente è una esperienza cristiana che significa:
"Cammino di Santità": L'amore coniugale e familiare fa crescere santo ogni suo membro, imparando dagli errori e vivendo la gratuità del dono di sé.
Misericordia e Accoglienza: la famiglia impara a non giudicare le altre famiglie in situazioni "irregolari" (divorziati, ricomposti, ecc.), ma ad accompagnarle con misericordia, vedendo in loro un potenziale di bene e la loro appartenenza alla Chiesa.
Evangelizzazione nella Vita Quotidiana: La famiglia è il primo luogo dove si trasmette la fede, attraverso la vita di tutti i giorni, le sfide, la preghiera e il servizio reciproco.
Realismo e Speranza: le famiglie vivono le proprie difficoltà, ma la fede e l’unità permette loro di superare le prove causate da società disgregata.
Famiglie come Segno per il Mondo: la famiglia è chiamata a essere "segno di pace" e a generare il futuro, portando la speranza del Vangelo che costudisce.
sabato 27 dicembre 2025
Amici come Giovanni
1Gv 1,1-4 e Gv 20,2-8
venerdì 26 dicembre 2025
Il primo martire
At 6,8-12;7,54-60 e Mt 10,17-22
giovedì 25 dicembre 2025
Oggi ci è stato dato un figlio
Is 9,1-6 Sal 95 Tt 2,11-14 Lc 2,1-14
mercoledì 24 dicembre 2025
Verrà a visitarci ...
2Sam 7,1-5.8-12.14.16 e Lc 1,67-79
Il brano evangelico è quello che ogni giorno recitiamo nella preghiera delle Lodi mattutine. L’inno è posto sulle labbra di Zaccaria: i suoi occhi hanno visto l’opera che Dio ha compiuto nella sua vita, il piccolo bambino è il segno visibile della salvezza che Dio è pronto a donare a tutti. Ora Zaccaria è “colmato di Spirito Santo” e la sua parola diventa una profezia, che gli permette di leggere gli eventi della storia con gli occhi della fede. Chiediamo la grazia di vincere le nostre paure e di partecipare attivamente all’opera della salvezza che Dio compie anche attraverso ciascuno di noi.martedì 23 dicembre 2025
Un nome nuovo
Ml 3,1-4.23-24 e Lc 1,57-66
lunedì 22 dicembre 2025
Ad Abramo e per sempre
Il Magnificat, che generalmente chiamiamo questa pericope, esprime l’intima gioia di Maria, frutto della grazia che Dio ha riversato in lei. Questa preghiera esprime la consapevolezza dell'umano di fronte all’accoglienza della Parola di Dio, rivela ascolto, lode e contemplazione del silenzio che non è assenza ma è lasciarsi ricolmare totalmente da Dio. In questa luce se il passato è il luogo in cui Dio ha dispiegato la sua potenza; il futuro sarà il tempo in cui Dio compirà le sue promesse, quella stessa promessa fatta ad Abramo ... per sempre! Ma nel presente siamo capaci di vedere le le meraviglie che Dio compie?
domenica 21 dicembre 2025
Gesù non centra con Babbo Natale
Is 7,10-14 Sal 23 Rm 1,1-7 Mt 1,18-24
Rileggendo il vangelo del sogno di Giuseppe lo sposo di Maria ripercorriamo anche dei retroscena importantissimi: emerge infatti come la mia nascita di Giovanni, come pure quella di Gesù era un unico unico grande segno di come Dio avrebbe realizzato quella profezia che il popolo di Israele custodiva da secoli, la profezia dell’Emmanuele, cioè del Dio con noi. Giuseppe sembra che in un primo momento possa aver allontanato Maria, la quale va dalla cugina Elisabetta; oggi si direbbe si sono presi una pausa. Giuseppe, in qul momento era piombato in una tristezza grandissima, non sapeva cosa fare, come comportarsi … quel bambino che Maria aveva in grembo non era il suo …
sabato 20 dicembre 2025
Ecco la vergine ...
Is 7,10-14 e Lc 1,26-38
venerdì 19 dicembre 2025
Non basta essere giusti ...
Gdc 13,2-7.24-25 e Lc 1,5-25
giovedì 18 dicembre 2025
Dalla giustizia alla profezia
Ger 23,5-8 e Mt 1,18-24
mercoledì 17 dicembre 2025
Genealogia della storia
Gn 49,2.8-10 e Mt 1,1-17
martedì 16 dicembre 2025
Due figli nell'obbedienza
Sof 3,1-2.9-13 e Mt 21,28-32
lunedì 15 dicembre 2025
Un’autorità liberante
Nm 24,2-7.15-17 e Mt 21,23-27
domenica 14 dicembre 2025
La gioia vera nasce nella prossimità
Is 35,1-6.8.10 Sal 145 Gc 5,7-10 Mt 11,2-11
Vieni, Dio della gioia che brilla tra le lacrime;
vieni, Dio della vita che germoglia nelle steppe;
vieni, Dio della speranza che infrange la disperazione;
vieni, Dio del futuro che va oltre la notte.
Signore Gesù, vieni tra noi
e insegnaci a vedere ciò che i nostri occhi
non riescono più a vedere,
insegnaci a credere in ciò che il nostro cuore
non riesce più a sperare.
Vieni, Signore, vieni
e donaci la gioia profonda di chi
sa di avere in te tutto! Amen
Con queste parole entriamo nella III domenica di avvento, conosciuta anche come la domenica della gioia … si chiama infatti (in latino) “domenica gaudete” cioè la domenica in cui rallegrarsi … ma di cosa poi oggi possiamo essere gioiosi?
Tutto attorno a noi progressivamente ci conduce e ci plagia nel ricercare ogni appiglio scenico e sentimentale-affettivo che possa suscitare in noi la gioia, o almeno quello che crediamo possa essere la gioia.
Una gioia che costruiamo col nostro desiderio fragile e che consumiamo con vorace ansiosità di dover essere felici almeno per un minuto ... e allora il Natale svuotato del suo vero mistero, può essere un bel contenitore per tutti i nostri tentativi di vivere la gioia, di aggrapparci a una felicità che non resta fatta ...
Ma la gioia che cosa è realmente?
A questa domanda come possiamo dare una risposta? Dobbiamo rassegnarci a una gioia illusoria?
Possiamo trovare risposta attraverso Giovanni Battista.
Allora che cosa è la vera gioia?
Alla richiesta di Giovanni "sei tu il veniente", Gesù rispose “… cosa avevano visto e cosa avevano ascoltato.”
La gioia si vede nelle cose che facciamo ... Siamo capaci di vedere le tracce della Gioia?
La gioia si genera nell'ascolto … Siamo disposti ad ascoltare?
Gesù dice a Giovanni, in un momento particolarmente triste e buio, pieno di Dubbi ... " Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me ..."
- ho visto ciò che Gesù ha fatto: ha dato tutto sè stesso per gli altri;
- ho ascoltato che Gesù parlava e diceva parole non sue ma del Padre.
Con Giovanni scopro e riconosco che la vera gioia è rendere felici gli altri nel dono di se stessi.
Ho scoperto che la vera gioia nasce dall’ascolto della parola amore, quando ascolto come si ama, imparo ad amare e amando genero gioia.
A quel punto ogni dubbio scomparve e la gioia si genera in tutti noi come anche in Giovanni in carcere.
La gioia di Gesù è gioia di Dio non diventano storia, non
si realizzano senza di noi e senza la nostra povera e incerta fede.
La gioia germoglia e si genera nella nostra vita quando Dio riesce ad abitarla
e a trasformala.
E allora, facciamogli casa, prepariamogli una buona accoglienza, perché tutto
il mondo possa vedere e raccontare le meraviglie che Dio opera in noi sordi,
zoppi, ciechi, morti…
Vieni Signore Gesù, toccaci e trasformaci, portaci tu nostra gioia!
sabato 13 dicembre 2025
Elìa ritornerà.
Sir 48,1-4.9-11 e Mt 17,10-13
venerdì 12 dicembre 2025
E se non ci vogliamo convertire?
Is 48,17-19 e Mt 11,16-19
giovedì 11 dicembre 2025
Tra grandezza e piccolezza ci sta il regno
Is 41,13-20 e Mt 11,11-15
Giocando sull’opposizione piccolo e grande, il Signore Gesù vuole dire che come già i profeti sussurravano coraggiosamente al cuore di Israele circa la venuta del Messia, mandando in corto circuito ogni giudizio con cui tutti erano soliti valutare le cose di Dio, nello stesso modo noi oggi non pssiamo misurare la sua venuta con i soliti logori termini e adpettative. Se vogliamo riconoscere la venuta del Signore, la sua incarnazione, dobbiamo essere disposti a convertire clamorosamente il nostro modo di sentire e di valutare la realtà. E’ il nostro basso profilo, la nostra piccola realtà, che consente a Dio di operare in noi cose grandi, senza il rischio che ce ne posiamo impadronire o vantare.mercoledì 10 dicembre 2025
Stanchi e oppressi ... tutti
Is 40,25-31 e Mt 11,28-30
martedì 9 dicembre 2025
Un "piccolo" guadagno comunitario
Is 40,1-11 e Mt 18,12-14
lunedì 8 dicembre 2025
Il nostro SI oltre la paura e l’impossibile
Gen 3,9-15.20 Sal 97 Ef 1,3-6.11-12 Lc 1,26-38
Una notte di veglia, nella quale chi è riuscito ha compreso l’urgenza, la bellezza e la necessità di ascoltare il SILENZIO.
E’ nel silenzio che impariamo, come a Nazareth che l’impossibile diventa possibile …
La nostra esperienza quotidiana è costellata da impossibilità che si nutrono della nostra paura … Ciò che rende “impossibile” il nostro cammino verso Dio non è tanto la sua lontananza, quanto la nostra paura nell’accoglierlo per iniziare qualcosa di nuovo.
La nostra storia nella relazione con Dio è fatta di tanti, troppi impossibili.
Maria ci insegna, ci fa capire che da soli noi siamo solo capaci di sterilità non siamo capisci di sfuggire dalle nostre paure … siamo incapaci di veri SI al Padre.
Ma Maria ci testimonia che nulla è impossibile a Dio e che possiamo permetterci anche di non avere più paura di nulla …
Con Maria il tempo della paura finisce, si apre il tempo della pienezza. Il tempo nuovo del verbo fatto uomo.
Per questo sconvolgimento Dio sceglie un luogo insignificante, Nazareth perché questo è il suo stile, lo stile del suo Regno, calarsi dentro la quotidianità ordinaria di una giovane donna di un paesino sconosciuto.
Nazareth rappresenta ogni luogo umano in cui l’impossibile diventa possibile e inizia la storia nuova del Dio con noi.
Allora occorre:
Riscoprire l’Annunciazione: spesso leggiamo e ascoltiamo questo Vangelo con troppa distrazione, superficialità, ma ciò che queste parole custodiscono sono il dialogo personale e perenne tra Dio e Maria, tra il Padre e ogni uomo o donna che vivono in questo universo.
Dio mi parla e mi chiede di dare spazio al suo verbo … che Cristo abiti in noi … i suoi sentimenti trovino casa in noi, nel nostro quotidiano.
Un angelo che corre da Zaccaria e ora da Maria … oggi anche da me? Gabriele rappresenta la forza e il desiderio di Dio di fare comunione con noi, con me, di condividere, donare la sua salvezza.
Sono consapevole, riesco a sperimentare che la vicinanza passa attraverso la carne, è attraverso quella incarnazione che si apre a noi la vita di Dio.
Tutto questo accade in Galilea: La Galilea, una terra disprezzata e insignificante, evidenzia la rottura delle aspettative umane e la preferenza di Dio per i luoghi e le persone emarginate, per chi è piccolo.
La Galilea è la nostra terra … anche la nostra piccola terra di Massa Lombarda … piccola, complicata, fragile … eppure Gabriele viene anche qui a portare l’annuncio di pace, di vita e di verità …
Maria come Protagonista, ma non è un film, ... ma della vita. Maria è segno della nuova era di collaborazione tra Dio e l’umanità, rappresenta il nostro modello di fede e coraggio.
Maria ci insegna come si risponde SI, alla parola di Dio, al suo verbo che è uomo. Perché diversamente ci stiamo prendendo in giro.
La rivoluzione: L’annuncio di un figlio ad una vergine è sconvolgente, agli occhi di tanti è uno scandalo, rompe con le convenzioni culturali, segnando l’inizio di una nuova epoca per l’umanità e per la storia della salvezza.
Il timore di Maria di fronte all’annuncio è legittimo; la sua reazione dimostra la sua umana fragilità e insieme il suo desiderio di affidarsi. Fuori da ogni perbenismo o ipocrisia di facciata.
La Missione come conseguenza: La risposta di Maria, “Ecco la serva del Signore si compia in me la tua parola”, è un atto di totale disponibilità, rappresentando un modello di fede e dedizione, sicura certezza della iniziativa di Dio.
Non possiamo stare inermi a guardare il tempo che passa. Maria accoglie e si attiva immediatamente corpo, spirito, vita … tutto di lei freme in Dio.
Dopo l’esperienza della veglia mi piacerebbe riuscire a celebrare in cappellina all’oratorio una Messa tutti i lunedì sera con i giovanissimi, giovani, noviziato e Clan…
· Una Messa a inizio settimana per raccogliere la parola e la sua possibilità di radicarsi in noi e di germinare.
· Vorrei che i ragazzi e i giovani abbiamo l’occasione di mangiare quel pane che abbiamo adorato per poter custodire anche in noi stessi il verbo di Dio che si fa uomo e si dona a noi.
IL DESIDERIO: conversione e regno
Is 11,1-10 Sal 71 Rm 15,4-9 Mt 3,1-12
sabato 6 dicembre 2025
Una attesa colma di annuncio ...
Is 30,19-21.23-26 e Mt 9,35-10,1.6-8
venerdì 5 dicembre 2025
Il grido di chi attende
Is 29,17-24 e Mt 9,27-31
giovedì 4 dicembre 2025
Dire e fare ... la fede!
Is 26,1-6 e Mt 7,21.24-27
mercoledì 3 dicembre 2025
Quel pane era di Dio
Is 25,6-10 e Mt 15,29-37
martedì 2 dicembre 2025
Beati … se capaci di vedere e ascoltare!
Is 11,1-10 e Lc 10,21-24
lunedì 1 dicembre 2025
Io verrò da te ...
Is 2,1-5 e Mt 8,5-11