1Gv 4,7-10 e Mc 6,34-44
Quando Gesù scende dalla barca vede una folla che lo attende, in quei volti, in quelle presenze egli vede tutte le loro attese e in lui nasce un sentimento profondo di compassione. Il verbo greco della compassione [splanchnízomai], nei vangeli, viene applicato sempre e soltanto a Gesù o nelle parabole in cui si descrive o annuncia l’agire misericordioso di Dio. Provare compassione significa sentire nella propria carne la sofferenza che consuma il corpo e ferisce il cuore. Dio non elimina la sofferenza ma com-patisce, cioè condivide il nostro dolore, si fa nostro compagno di viaggio. Ma cosa genera la compassione? La compassione genera amore; e l’amore non può restare inattivo; l'amore è coraggio, generosità e creatività.
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