mercoledì 22 aprile 2026

Un mistero da mangiare

At 8,26-40 e Gv 6,44-51

In queste parole del vangelo risuona il mistero stesso dell'incarnazione. L'immagine del pane rimanda alla quotidianità, e ci apre alla comprensione di un segno che va oltre la materialità: non si tratta di un piatto speciale e ricercato, non è il semplice cibo che troviamo ogni giorno sulla tavola, ma il segno che colloca nella quotidianità il mistero stesso di Dio. È proprio questo cibo ordinario che diventa per noi fonte di vita. La nostra fede nell'incarnazione si esplicita come fede eucaristica. Questo significa che l'Eucaristia e la Messa non sono accessori dell'essere Cristiani. Parole come: "lo sono il pane della vita", "lo sono il pane vivo, disceso dal cielo", "il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo", esprimono un mistero di consegna e di pienezza. Oggi, giovedì, giorno eucaristico, memoria dell'ultima cena di Gesù, cerco di partecipare alla Messa è di unirmi nell'Eucaristia a Dio e a tutto il mondo.

Nessun commento:

Posta un commento