domenica 10 maggio 2026

Una intimità di cui prendersi cura

At 8,5-8.14-17   Sal 65   1Pt 3,15-18   Gv 14,15-21

Sesta domenica di pasqua. Ci avviciniamo alla conclusione del tempo pasquale: domenica prossima celebreremo l’Ascensione, poi la Pentecoste, e infine le solennità della Santissima Trinità e del Corpus Domini. Dopo tutte queste celebrazioni, una domanda rimane: che cosa resta davvero nel nostro cuore?

Abbiamo incontrato Gesù oppure ci siamo fermati solo ai riti?

C’è infatti un rischio: celebrare il mistero della fede senza lasciarsi toccare da esso. Possiamo vivere liturgie perfette, piene di parole e gesti, ma restare lontani da Gesù, conoscendolo poco nella vita concreta.

Per questo oggi la Parola di Dio ci provoca con una domanda essenziale:
che rapporto ho con Gesù?
Chi è davvero per me?

Il Vangelo di oggi non racconta miracoli o eventi straordinari. È piuttosto un dialogo intimo. Gesù parla al cuore e desidera entrare nella nostra vita in modo profondo, quotidiano, vero. Giovanni, l'evangelista', ci riporta il suo ricordo, quelle parole di Gesù che gli si sono fermate entro e che lo hanno cambiato, lo hanno costruito umanamente ... perché Gesù prima di tutto ha cercato una relazione intima con il gruppo dei suoi amici, i dodici.

Gesù cerca una relazione viva con noi. E questa relazione nasce dall’amore, non dall’obbligo. Il brano si apre infatti con le parole: "Se mi amate…" e si conclude con la promessa: "Chi mi ama sarà amato dal Padre mio".

Allora oggi siamo chiamati a chiederci:

Gesù è davvero presente nella mia vita centra davvero con me oppure è solo una figura religiosa?

Lui continua a donarci la sua parola, il suo Spirito, la sua stessa vita. Ma noi che cosa ne facciamo?

Chi ama custodisce. Chi ama accoglie con gratitudine e non disperde ciò che riceve. La nostra vita é una vita cristiana o è riflesso di noi stessi, dei nostri desideri, progetti e forse a che dei nostri limiti e difetti?

La vita cristiana é quella che custodisce e accoglie il comandamento di Gesú! Per questo siamo invitati a contemplare ciò che il Signore ha fatto per noi: riconoscere che la vita cristiana nasce davvero solo dall’incontro con il Risorto.

Se diciamo di amare il Signore e di essere suoi discepoli, allora il Vangelo deve diventare criterio concreto delle nostre scelte, del nostro modo di vivere, di giudicare noi stessi e il mondo.

Non possiamo partire soltanto dalle nostre idee o convinzioni. Anche i discepoli hanno dovuto lasciare che Gesù cambiasse il loro modo di pensare, aprendoli allo sguardo di Dio.

Tutto questo è possibile grazie a quell’intimità profonda che unisce da una prolungata esperienza di Gesù ... stare con lui, con il cuore, con la mente, con le azioni, nella quotidianità e ...


Il giardino abbandonato (da uno spunto di Bruno Ferrero)

Un uomo possedeva un giardino magnifico, pieno di fiori dai colori vivaci, piante rigogliose e alberi da frutto che offrivano ombra e freschezza. Era il luogo più bello del villaggio, e chiunque passasse si fermava a contemplarlo. 

L’uomo ne era orgoglioso, ma era anche molto occupato con i suoi affari: voleva lavorare duramente per guadagnare e assicurarsi una vita migliore. Ogni giorno, al mattino presto, lasciava la sua casa senza mai fermarsi a guardare il giardino. Tornava tardi la sera, troppo stanco per prendersene cura. “Ci penserò domani,” si diceva, ma quel domani non arrivava mai. 

Le settimane divennero mesi, e le erbacce cominciarono a crescere, soffocando i fiori. Gli alberi iniziarono a perdere le foglie, e i frutti non maturavano più. Anche i cespugli, che un tempo profumavano l’aria, si seccarono. Un giorno, dopo molto tempo, l’uomo si fermò finalmente davanti al giardino. Ma ciò che vide lo lasciò senza parole: era tutto spoglio, incolto, e sembrava un campo abbandonato. In quel momento capì quanto aveva trascurato il suo piccolo paradiso. 

Si sedette su un vecchio tronco e cominciò a piangere. Un anziano, che passava di lì, si avvicinò e gli disse con un sorriso gentile: “Amico mio, se solo ti fossi fermato ogni tanto a godere di questo giardino e a prendertene cura, ora sarebbe ancora il luogo meraviglioso che ricordi. Non basta possedere qualcosa di bello: bisogna dedicargli tempo e amore.” L’uomo comprese la lezione. Decise di ripulire il giardino, di prendersi cura di esso ogni giorno e, soprattutto, di non permettere più al lavoro di rubargli il tempo per ciò che contava davvero.

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