martedì 3 novembre 2026

Chiamati a seguirlo liberamente

Fil 2,12-18 e Lc 14,25-33

Gesù non ha mai considerato la folla un semplice gruppo di sostenitori della propria missione, ma ha riconosciuto in ciascuno di coloro che si entusiasmano e lo seguono una possibilità irrinunciabile: quella di diventare terreno nel quale radicare il Regno di Dio. Le parole che Gesù rivolge alla folla non vogliono scoraggiare, ma ammonire. Non invitano a ritirarsi, bensì a prendere coscienza dei propri limiti e della serietà della scelta di seguirlo. Il Vangelo propone a tutti mete impegnative, e di fronte alla nostra inadeguatezza, ci chiede di fidarci di Colui che ci rende capaci di essere e rimanere suoi discepoli. La chiamata a essere discepoli non si esaurisce all'inizio del cammino di fede, ma si rinnova nei passaggi decisivi della vita, quando siamo chiamati a compiere scelte importanti, ad assumere un coinvolgimento più impegnativo o a vincere la tentazione di rinunciare. È allora che dobbiamo ritrovare la fiducia in Colui che ci chiama e ci chiede di seguirlo liberamente.

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