Fil 4,10-19 e Lc 16,9-15
Se la ricchezza legata ai beni materiali genera divisioni, ingiustizie sociali, povertà, invidia, ecc., possiamo affermare che è, per sua natura, immorale, perché alimenta una visione egoistica ed egocentrica della vita. La vera ricchezza è quella che ha come fine la dignità della persona umana. Gesù non si limita a chiedere un'elemosina, un'offerta per mettere a tacere la coscienza, ma ci propone un altro stile di vita e ci invita ad acquisire un diverso modo di pensare: i beni materiali non sono un assoluto, ma servono a rispondere ai bisogni essenziali della vita. Avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno può darci un senso di sicurezza, ma non potrà mai garantirci la pienezza di significato della vita. La ricchezza è buona quando è capace di generare la gioia della carità e della condivisione con i poveri, quando riesce a far nascere un sorriso sul volto di chi non ha nulla. Quando Gesù pronunciava queste parole, veniva deriso. Ma è proprio ciò che accade ancora oggi, soprattutto da parte di chi continua ad arricchirsi sulla pelle dei poveri e non solo.
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