venerdì 7 agosto 2015

Deuteronomio 4,32-40 e Matteo 16,24-28
Conserva bene nel cuore ... se vuoi andare dietro al Signore

"Ricordo le gesta del Signore, ricordo le tue meraviglie di un tempo. Mi vado ripetendo le tue opere, considero tutte le tue gesta" (Salmo 77) ... "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". Da quando abbiamo deciso di "seguire" il Signore, ogni giorno diventa occasione per esercitarci nella memoria delle meraviglie di Dio; non semplicemente riaffermando quelle di un tempo, ma quelle che si rivelano nella mia vita. Infatti devo, e devo realmente avere memoria dei fatti nei quali si esprime "essere con Gesù!" Se non conservo nulla nel cuore, ciò che mi accompagna sarà sempre una perenne infelicità ... La felicità infatti non è nel ricordate (questa è una consolazione) ma nel percepire la presenza del Signore. La mia felicità è Lui, la mia felicità è il suo regno ... non le mie cose ... Ma proprio questo non è facile da ricordare!

giovedì 6 agosto 2015

Daniele 7,9-14 e Marco 9,2-10
Festa della trasfigurazione
Guardare Dio e guardare l'uomo

Ciò che accade sul monte detto in seguito della trasfigurazione possiamo riassumerlo nella descrizione da parte dei testimoni in due gruppi di situazioni:
1) splendore; candore (bianchissimo); la nube che avvolge; la voce che rassicura;
2) un alto monte su cui salire; solitudine/mutismo; Mosè e d Elia; bellezza; paura.
I testimoni ci riportano il modo di rivelarsi di Dio attraverso l'umanità di Gesù, è evidente che ciò che essi sperimentano è la straordinarietà dell'evento attraverso il filtro della carne umana, la loro, ma anche e soprattutto quella del Signore.
Gli stessi testimoni ci raccontano come la loro stessa umanità ha reagito in quel contatto. In questo senso a trasfigurazione rappresenta un evento di sintesi, storicamente collocato, in cui il mistero di ciò che è eterno diviene parte di ciò che è terreno e fragile, e viceversa. Il luogo di questo incontro è l'umanità nella sua interezza, spirito, anima e corpo.

mercoledì 5 agosto 2015

Numeri 13,1-35 e Matteo 15,21-28
La paura di ciò che è nuovo


La Parola di Dio, la Scrittura si pone di fronte a noi con la sua straordinaria forza di novità ... All'idea del nuovo si associa quella della rinascita, del riscatto, della vita realizzata; eppure anche noi cristiani subiamo rispetto al "nuovo" della Parola, della Chiesa, della comunità e della quotidianità il condizionamento della paura: "Noi non saremo capaci ..."
Una paura che ci trasforma in ruderi del passato, fissati nei pensieri e bloccati nelle opere ... Una paura che entra subito in contrasto con la fedeltà di Dio, con la fedeltà alle Promesse, che per realizzarsi necessità della novità rispetto alla realtà dell'uomo. Le promesse di Dio si coniugano con la novità grazie alla fede che non si costringe nello sterile dogmatismo. Anche la donna del Vangelo non si arrende di fronte alla facile conclusione di chi in Israele l'avrebbe condannata al l'esclusione, ma per la fede è capace di provocare la novità del Vangelo che deriva dall'incontro con Cristo.

martedì 4 agosto 2015

Numeri 12,1-13 e Matteo 14,22-36
Dove Dio rivela sé stesso


"Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito".
Difficilmente riusciamo a sottrarre il nostro spirito alla presunzione che emerge nei giudizi delle posizioni che assumiamo. Solitamente ci accaniamo contro i fratelli, ma in questo ci opponiamo anche alla rivelazione di Dio. Chiedere un cuore puro è prima di tutto aprirsi nuovamente alla fiducia in Dio e alla fiducia nel fratello. Dobbiamo fare attenzione che il nostro atteggiamento non sia una opposizione al modo in cui Dio opera ... ed opera nella vita di chi ci è accanto. Uno Spirito saldo non è solo stabile ma è uno spirito di umiltà e di sapienza ... Di quella sapienza che è della Chiesa e di chi la Chiesa riveste di autorità e autorevolezza.
La nostra presunzione rischia inevitabilmente di essere il tarlo della fede e della nostra fedeltà.

lunedì 3 agosto 2015

Numeri 11,4b-15 e Matteo 14,13-21
Dacci da mangiare carne!

A poche ore di distanza risuonano nuovamente le Parole che ci riportano al Segno della moltiplicazione del pane ... Sia nel Vangelo che nel brano dei numeri il Segno del pane si carica di tutta la sua valenza esistenziale: non è un semplice nutrimento spirituale ma il Segno efficace di Dio che si coinvolge con la vita è la storia. Il popolo nel deserto mette in crisi Mosè non semplicemente per la stanchezza generata dalla manna ma per l'esistenza nel deserto "in cui la vita inaridisce" ... Nel Vangelo la compassione di Gesù corrisponde al Segno che sta per compiere; una compassione che chiede un intervento speciale: "date loro voi stessi da mangiare"... Al "dacci da mangiare carne" dobbiamo immediatamente passare al "date voi stessi ..." Ma tutto questo cela quel mistero di vita e di trasformazione della morte che Gesù rende pienamente efficace nell'appropriarsi del "Segno" del pane: "Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua venuta".

domenica 2 agosto 2015

Esodo 16,2-15 / Salmo 77 / Efesini 4,17-24 / Giovanni 6,24-35
Diede loro pane dal cielo ...

La comunità di Giovanni ripensa al segno del pane e dei pesci, ripensa alle parole di Gesù a partire da quel "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!"
La comunità si riscopre custode e garante del "Segno che è Gesù". La conseguenza di questo sarà la divisione, infatti c'è chi abbandonerà, chi diverrà un oppositore, chi si scandalizzerà ...
Ma per chi rimane legato, per chi continuerà a nutrirsi di quel pane, scopre che il "regno dei cieli" tanto vociferato nelle parabole esiste solo e si realizza grazie a quel pane; senza il pane del cielo, il pane della vita, non esiste nessun regno dei cieli.
Il regno dei cieli infatti è quella trasformazione reale per cui ciascuno, nel seguire Gesù è chiamato ad abbandonare l'uomo vecchio per rivestire il nuovo ... L'uomo vecchio lo conosciamo bene, quello nuovo a volte fatichiamo a rivestircene.
L'uomo nuovo è colui che ha mangiato il pane della vita, il pane del cielo e che in forza di quel pane costruisce il regno dei cieli nella vita di tutti i giorni.
Il segno del pane chiede a ciascuno di noi un abbandono è un rivestirsi della novità che è vivere come Gesù, vivere per Gesù, vivere in Gesù... dirà San Paolo: "non sono più io che vivo ma Cristo vive in me!" La novità della vita cristiana si esprime in questa manciata fu versetti:
- possiamo mangiare il cibo che non perisce ...
- possiamo compiere l'opera di Dio ...
- possiamo vedere e creare ...
- possiamo custodire il pane del cielo ...
Allora, "datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà".
Ogni volta che celebro l'eucaristia, non solo obbedisco a un desiderio del Signore: "fate questo in memoria di me" ma in realtà sia come chiesa che come discepolo rendo efficace l'unica realtà veramente nuova: "Amen amen io dico a voi: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». 
In un modo segnato dalla morte pongo la possibilità reale del segno della vita. Genero nel pane quella comunione che è il germe efficace del regno dei cieli.

sabato 1 agosto 2015

Levitico 25,1-17 e Matteo 14,1-12
Il giubileo


"Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto ..."
Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo... esso vi sara sacro!
Che cosa straordinaria e bella è pensare un tempo dell'uomo che diviene efficacemente tempo di amore e gratuità che è il tempo di Dio. Non c'è esperienza più significativa della gioia di Dio in tutto l'Antico Testamento ... L'anno del giubileo è uno sconvolgimento, in positivo; tutto trova una nuova occasione è una nuova possibilità ... 
Il giubileo è annunciato con il suono del corno, in tutto il paese, risuona per ogni essere vivente e per ogni condizione di vita; è annuncio di liberazione per tutti gli abitanti, è un dono di Yhwh ; è il ritorno alla propria casa: tornerò ... tornerò ... da mio Padre ... e alla sua fedeltà.
Il giubileo ci permette di gustare come la nostra realtà intrisa del mistero di Dio è bella e possibile ... Ogni giorno è possibile gustarne la bellezza a partire dal non fare torto al fratello: "Nessuno di voi danneggi il fratello, ma temete il vostro Dio, poiché io sono il Signore vostro Dio".