Geremia 38.4-6.8-10 / Salmo 39 / Ebrei 12,1-4 / Luca 12,49-53
Da bravi piromani ... mettiamo a fuoco il mondo!
"Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli". Sono queste le parole usate da Papa Francesco sulle crisi internazionali. Il Pontefice ha denunciato l'efferatezza delle guerre non convenzionali e che sia stato raggiunto "un livello di crudeltà spaventosa" di cui spesso sono vittime civili inermi, donne e bambini. "La tortura è diventata un mezzo quasi ordinario". Questi "sono i frutti della guerra, qui siamo in guerra, è una Terza guerra mondiale ma a pezzi". Quanti sono i conflitti oggi nel mondo? Se attraversiamo i cinque continenti possiamo renderci conto che il mondo è a ferro e fuoco... Un fuoco di distruzione, di male e disumanità.
Le guerre del mondo ... dai conflitti che travagliano il mondo islamico, a quelli contro gli estremismi islamici, contro i trafficanti di droga e contro tantissime sigle estremiste, integraliste e terroriste ... Per poi passare alla guerra dei poveri, quella della sopravvivenza delle masse di profughi, esiliati e migranti ...
Ma non è questo il fuoco che Gesù è venuto a portare nel mondo, e del quale vorrebbe infiammare ogni cosa.
Il fuoco di Gesù è l'ardore, la passione che nasce nel discepolo quando scopre che la parola di Gesù è quella forza nuova che sola è capace di rimettere apposto un po' le cose. Il cristiano nel mondo non porta il fuoco della distruzione ma il fuoco della passione per l'uomo.
Non posso avere paura e disprezzo per un profugo; non posso neppure tacitare la mia coscienza con 5, 10, 15 euro al mese che invio in Siria per i cristiani di Aleppo... Il fuoco di Gesù esprime amore all'uomo, e anche compassione per le sue ferite. Il fuoco è passione, interesse e anche comprensione della realtà...
Il fuoco di cui parla Gesù è il fuoco dello Spirito dell'amore, che arde e brucia per generare la novità del Regno di Dio.
Il fuoco di cui parla Gesù è quel fuoco che è custodito in ogni comunità parrocchiale, perché li il Signore lo ha gettato nel mondo; ma forse è coperto dalla cenere della "fiacca pastorale", dalla cenere della nostra pigrizia ed inerzia.
Nelle parole di Gesù non c'è giudizio di distruzione, ma desiderio di suscitare il Regno di Dio. Se il desiderio di Gesù arde nel cuore dei discepoli, è inevitabile che la realtà del mondo, in cui il principe del mondo regna, si avventi con ira e prepotenza per spegnere il fuoco dello Spirito gettato dal Signore.
Occorre che da oggi alimentiamo il fuoco di Cristo con le braci e la lega della comunione, della fraternità, della fedeltà, dell'impegno, del dono, della gratuità ... Solo così la comunità è fuoco che arde senza distruggere ma rivelando l'amore di Dio e il suo esistere. Quel roveto che arde e non si consuma e non distrugge ... Quel fuoco di Dio è il fuoco che Gesù ci affida per incendiare il mondo ...
Questo incendio sarà la pace ... Una pace che nasce nell'immergere nella realtà tutto di noi, con lo stesso stile di Gesù: "Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!" Con questa determinazione la pace vincerà le divisioni di questa terza guerra mondiale.
domenica 14 agosto 2016
sabato 13 agosto 2016
Esechiele 18,1-32 e Matteo 19,13-15
Se ... egli è giusto ed egli vivrà, ...
"Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo ... Convertitevi e vivrete"
Quando pensiamo alle opere di misericordia, ne intuiamo la portata del "fare" come veicolo della grazia, ma forse non esplicitiamo realmente come quel fare non agisce solo esternamente a noi, ma è condizione ed espressione di conversione. La conversione non è semplice cambiamento, ma è un modo di vivere; la conversione non è una presa di coscienza ma è una rivoluzione del pensiero; la conversione attraverso la misericordia non è esercizio di bontà ma creazione di un cuore nuovo da parte di Dio. Nelle opere di misericordia Dio non solo agisce per mezzo di noi, ma opera e continua quella creazione in cristo che è dal principio. Forse solo i bambini possono intenderla ...
Se ... egli è giusto ed egli vivrà, ...
"Liberatevi da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo ... Convertitevi e vivrete"
Quando pensiamo alle opere di misericordia, ne intuiamo la portata del "fare" come veicolo della grazia, ma forse non esplicitiamo realmente come quel fare non agisce solo esternamente a noi, ma è condizione ed espressione di conversione. La conversione non è semplice cambiamento, ma è un modo di vivere; la conversione non è una presa di coscienza ma è una rivoluzione del pensiero; la conversione attraverso la misericordia non è esercizio di bontà ma creazione di un cuore nuovo da parte di Dio. Nelle opere di misericordia Dio non solo agisce per mezzo di noi, ma opera e continua quella creazione in cristo che è dal principio. Forse solo i bambini possono intenderla ...
venerdì 12 agosto 2016
Ezechiele 16,1-15.60.63 e Matteo 19,3-12
... io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità ...
Il brano di Ezeciele di questa mattina merita proprio di essere meditato per rileggere attraverso questa parola la nostra storia personale; la storia di Israele diviene immagine di ogni uomo e donna e del patto di alleanza che Dio stabilisce con il suo popolo e con ciascuno. Ma questa immagine non solo descrive e racconta, ma stabilisce un criterio di fedeltà che ci deve sempre accompagnare. La nostra vita è lo spazio della fedeltà, le nostre azioni, desideri e scelte sono realtà che esprimono la fedeltà a Dio e tra noi stessi. Anche il Vangelo ci riporta all'origine della fedeltà: l'amore tra uomo e donna è infatti ben di pio di una unione psico-affettiva che compensa la fragile solitudine esistenziale; essa rappresenta l'origine della comunione che rende efficace l'esperienza di fedeltà della coppia. L'amore esige fedeltà oltre ai sentimenti.
... io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità ...
Il brano di Ezeciele di questa mattina merita proprio di essere meditato per rileggere attraverso questa parola la nostra storia personale; la storia di Israele diviene immagine di ogni uomo e donna e del patto di alleanza che Dio stabilisce con il suo popolo e con ciascuno. Ma questa immagine non solo descrive e racconta, ma stabilisce un criterio di fedeltà che ci deve sempre accompagnare. La nostra vita è lo spazio della fedeltà, le nostre azioni, desideri e scelte sono realtà che esprimono la fedeltà a Dio e tra noi stessi. Anche il Vangelo ci riporta all'origine della fedeltà: l'amore tra uomo e donna è infatti ben di pio di una unione psico-affettiva che compensa la fragile solitudine esistenziale; essa rappresenta l'origine della comunione che rende efficace l'esperienza di fedeltà della coppia. L'amore esige fedeltà oltre ai sentimenti.
giovedì 11 agosto 2016
Ezechiele 12,2-12 e Matteo 18,21-19,1
Come un esiliato ...
Ezechiele è per Israele un segno, il segno dell'esule, della tribolazione che colpirà il popolo e l'intera nazione: "Fa’ alla loro presenza un’apertura nel muro ed esci di lì. Alla loro presenza mettiti il bagaglio sulle spalle ed esci nell’oscurità. Ti coprirai la faccia, in modo da non vedere il paese, perché io ho fatto di te un simbolo per gli Israeliti".
I profughi e gli esuli, sono un segno? Non saranno anche per noi un segno come lo è stato Ezechiele? Il segno da guardare l'uomo nella sua sofferenza e fragilità, l'uomo in balia delle ingiustizie e delle discriminazioni frutto delle "politiche" delle nazioni. Il segno di un uomo che cerca i fratelli e trova fratellastri. La fraternità (quella che impariamo dal Vangelo di oggi) supera e appiana ogni differenza e distinzione.
Come un esiliato ...
Ezechiele è per Israele un segno, il segno dell'esule, della tribolazione che colpirà il popolo e l'intera nazione: "Fa’ alla loro presenza un’apertura nel muro ed esci di lì. Alla loro presenza mettiti il bagaglio sulle spalle ed esci nell’oscurità. Ti coprirai la faccia, in modo da non vedere il paese, perché io ho fatto di te un simbolo per gli Israeliti".
I profughi e gli esuli, sono un segno? Non saranno anche per noi un segno come lo è stato Ezechiele? Il segno da guardare l'uomo nella sua sofferenza e fragilità, l'uomo in balia delle ingiustizie e delle discriminazioni frutto delle "politiche" delle nazioni. Il segno di un uomo che cerca i fratelli e trova fratellastri. La fraternità (quella che impariamo dal Vangelo di oggi) supera e appiana ogni differenza e distinzione.
mercoledì 10 agosto 2016
2 Corinzi 9,6-10 e Giovanni 12,24-26
Dio ama chi dona con gioia.
Come buon seme di grano e della parola, a tutti noi è chiesto di moltiplicare il nostro frutto, morire nelle opere per risorgere nei frutti. È con questo sguardo che l'apostolato e ogni ministero, ordinato e laicale diviene espressine e appartenenza al Regno dei Cieli.
Perdere la vita, può essere anche il martirio, ma è prima di tutto "donare con gioia" cioè con generosa gratuità; perché perdendo in tal modo la vita, la si genera per l'eternità.
La gioia infatti non è di un momento, ma è parte dell'amore del Padre.
Dio ama chi dona con gioia.
Come buon seme di grano e della parola, a tutti noi è chiesto di moltiplicare il nostro frutto, morire nelle opere per risorgere nei frutti. È con questo sguardo che l'apostolato e ogni ministero, ordinato e laicale diviene espressine e appartenenza al Regno dei Cieli.
Perdere la vita, può essere anche il martirio, ma è prima di tutto "donare con gioia" cioè con generosa gratuità; perché perdendo in tal modo la vita, la si genera per l'eternità.
La gioia infatti non è di un momento, ma è parte dell'amore del Padre.
martedì 9 agosto 2016
Osea 2,16.17.21.22 e Matteo 25,1-13
Santa Teresa Benedetta della Croce
Ti farò mia sposa ...pure io!
La condizione sponsale non si esaurisce nella condizione di fedeltà sancito dal patto, ma è il continuo riaffermarsi della passione del primo amore. Nella parabola delle vergini, la correttezza morale e degli atteggiamenti delle vergini prevale rispetto al desiderio di essere parte con l'amato. La relazione umana che si stabilisce con Cristo rispetto e attraverso la Chiesa, è una relazione sponsale; se è una relazione viva, ogni momento della vita trasuda di passione per il Signore. Ogni giorno diventa il giorno in cui Lui arriva e ci conduce, dentro, alla festa di nozze, diversamente non è sponsalità ma una convivenza, uno stare puramente assieme. Convivere sarà pure bello ma nulla ha a che vedere con la possibilità che la sponsalità porta in sé: amare nella verità.
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lunedì 8 agosto 2016
Ezechiele 1,2-5.24-28 e Matteo 17,22-27
Passione, morte e risurrezione ...
Devo confessarlo, non riesco a immaginare cosa abbia potuto rappresentare un annuncio come questo,ascoltato da un discepolo. Matteo ci dice "tristezza" io credo anche una sorta di ribellione, di rabbia. Nessuno infatti è disposto ad accettare che il "mistero di Dio" (ciò che Dio è) passi attraverso la consegna (cattura), la morte e la risurrezione, della quale ci manca totalmente l'esperienza. Ci sono esperienza che si impongono nella vita, alcune si impongono per necessità, altre si impongono perché sono una "gloria", quindi secondo la logica dello Spirito e non della ragione. Gesù, per farlo capire a Pietro, lo costringe a confrontarsi con le tasse del tempio, ma proprio dove si comprende la logica puramente umana, si insinua la possibilità dello Spirito, cioè quella moneta che lega nel riscatto dalle tasse Pietro a Gesù: "... va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te". La passione, morte e risurrezione sono l'esperienza, la gloria, che ci associa a Gesù, al mistero di Dio.
Passione, morte e risurrezione ...
Devo confessarlo, non riesco a immaginare cosa abbia potuto rappresentare un annuncio come questo,ascoltato da un discepolo. Matteo ci dice "tristezza" io credo anche una sorta di ribellione, di rabbia. Nessuno infatti è disposto ad accettare che il "mistero di Dio" (ciò che Dio è) passi attraverso la consegna (cattura), la morte e la risurrezione, della quale ci manca totalmente l'esperienza. Ci sono esperienza che si impongono nella vita, alcune si impongono per necessità, altre si impongono perché sono una "gloria", quindi secondo la logica dello Spirito e non della ragione. Gesù, per farlo capire a Pietro, lo costringe a confrontarsi con le tasse del tempio, ma proprio dove si comprende la logica puramente umana, si insinua la possibilità dello Spirito, cioè quella moneta che lega nel riscatto dalle tasse Pietro a Gesù: "... va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te". La passione, morte e risurrezione sono l'esperienza, la gloria, che ci associa a Gesù, al mistero di Dio.
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