sabato 14 gennaio 2017

Ebrei 4,12-16 e Marco 2,13-17
Vivente è la parola di Dio!


"... Io comunque ho letto tutta a Bibbia e non ci ho trovato nulla di interessante!"
Le Scritture vanno lette con fede. Senza la fede non è possibile scrutare il mistero che le scritture rivelano. Resterebbe solo la pretesa razionale di capire tutto con la conseguenza di vanificare ogni possibilità per accogliere il mistero. Il mistero è la possibilità rispetto a ciò che è "altro" attraverso la categoria di ciò che è spirituale, non razionale e sperimentabile.
Così anche Matteo il pubblicano, risponde alla "parola", la chiamata di Gesù, come conseguenza di ciò che penetra nell'intimo più intimo ... Ed è la sua fede che lo guida nella risposta, mentre per gli altri tutto ciò è lo scandalo più inaudito. La ragione senza la fede, è una esperienza "zoppa" che cerca continuamente dove appoggiarsi.

venerdì 13 gennaio 2017

Ebrei 4,1-5.11 e Marco 2,1-12
"Protocollo Cafarnao ... "


"... E tutti si meravigliavano e lodavano Dio ..."
Questa è la reazione di quel villaggio di pescatoti sul lago di Galilea; una meraviglia e una lode che nasce dall'esperienza viva ed efficace della presenza di Gesù. Il segno della guarigione del paralitico, suscita meraviglia, ma molto più importante è la lode a Dio; ciò significa che il vissuto di quella comunità non è solo emozione e stupore, ma è collocato e abita in quella realtà di mistero che è Dio stesso. L'uomo guarito dal suo male, l'uomo liberato dal peccato, l'uomo che può camminare con il suo Dio, tutto questo non è semplice stupore e meraviglia, ma è preghiera, testimonianza e annuncio: una lode per il Signore, cioè un canto gioioso che racconta la vita e la fede.
A Cafarnao non accadono solo miracoli e segni, ma, a Cafarnao si "applica il protocollo di redenzione", si rinnova la faccia della terra!

giovedì 12 gennaio 2017

Ebrei 3,7-14 e Marco 1,40-45
Siamo, infatti, diventati partecipi di Cristo!

Nella lettera agli Ebrei, l'essere partecipi di Cristo, cioè avere lui in comune tra noi e Lui stesso, è la condizione per orientare costantemente la scelta della vita, e per allontanare la seduzione del peccato, cioè del maligno. È la relazione bella con lui, umanamente compresa e affettivamente sentita che impone la conversione alla vita. Nello stesso modo si comprende anche la guarigione del lebbroso, narrata nel Vangelo di Marco. Ciò che determina la purificazione dalla lebbra, non è l'insistenza del lebbroso o la preghiera del Signore, ma partecipare di una unica volontà di salvezza: "lo voglio, sii purificato". Il nostro rapporto personale con Gesù esige una costante cura, anche da parte nostra, non è una condizione che si autodetermina; ma occorre una amorevole cura della amicizia, al pari di tutti gli altri miei amici, questo rappresenta il vero atto di fede!
In quale modo, oggi, avrò cura di questa amicizia?

mercoledì 11 gennaio 2017

Ebrei 2,14-18 e Marco 1,29-39
Una immagine da "Instagram"


È una immagine stupenda quella che ci offre il Vangelo di Marco questa mattina; per chi ha negli occhi Cafarnao e i luoghi vicini, capisce rivive la presenza del Signore, così come Marco ci testimonia. La Sinagoga, le strade strette della cittadina vicinissima al lago; le case una accanto all'altra; il deserto a poche centinaia di metri dalla riva del lago ecc... In questa quotidianità di Gesù, è molto bello poter collocare il modo col quale sperimentare la sua vicinanza che è comunione di "carne e sangue" ... Lo spazio e il tempo sono il luogo in cui Dio e l'uomo operano congiuntamente per realizzare la salvezza! Gesù si prende cura di noi, stirpe di Abramo, così come è detto nella lettera agli Ebrei; a Cafarnao tocchiamo con mano come Gesù si prende cura delle nostre fragilità: la febbre della suocera di Pietro, malati e indemoniati ... Per tutti, e su tutti, Gesù mette la sua preghiera al Padre e la sua voglia di annunciare e predicare.

martedì 10 gennaio 2017

Ebrei 2,5-12 e Marco 1,21-28
Antidoto al male: la Santità!


La Parola oggi ci porta a Cafarnao, dove Gesù ha vissuto e abitato per circa 3 anni. In quella Sinagoga ha ascoltato la proclamazione della "Legge"e dei "Profeti" ... Ma in quella sinagoga ha pure parlato con autorità, per questo le sue lato le sono insegnamento!
Ogni giorno tutti facciamo esperienza del male attorno a noi e del peccato attorno e dentro di noi. Proprio per questo non possiamo dimenticare, come dice la lettera agli ebrei che: "colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine"; solo la santità del Padre che rende santa la nostra esistenza è capace di contrastare il male e di vincere il peccato. Infatti dice a Gesù l'uomo posseduto: io riconosco benissimo che Tu sei Santo ... Tu sei la nostra rovina. La santità della vita è la rovina del male.

lunedì 9 gennaio 2017

Ebrei 1,1-6 e Marco 1,14-20
"Iniziamo pure ..."


Dio ha parlato a noi, così come lo ha fatto nel tempo antico, e oggi continua a parlarci attraverso il Figlio se ascoltiamo la sua Parola.
Ogni volta che ci accostiamo al Vangelo di Marco - l'invito che ci viene fatto è sempre quello di andare oltre l'ascolto - e mettiamo la nostra vocazione (chiamata) a servizio del Regno che si è fatto vicino ... tutto di noi inizia a muoversi in un modo nuovo (conversione, cambio di mentalità).
Gesù, ci invita realmente a seguirlo, a lasciare le reti e il resto per stare dietro a Lui. È straordinario, è sconvolgente questo invito, per chiunque voglia ascoltarlo. La nostra paura di fronte a questo invito ci ha convinti che sia solo per coloro che scelgono la speciale consacrazione a servizio del Regno, ma non è così!
La proposta fatta ad Andrea, Simone, Giacomo e Giovanni ... tocca chiunque vuole vivere fino in fondo una amicizia fedele e totale con il Signore. Da questo nasce ogni consacrazione della vita. Da oggi, viviamo questa Parola come la traccia in cui la nostra vita dimostra l'amicizia con il Signore .... Per cui, "iniziamo pure ..."

domenica 8 gennaio 2017

Isaia 42,1-4.6-7 / Salmo 28 / Atti 10,34-38 / Matteo 3,13-17
Le conseguenze del battesimo


Cosa rappresenta il battesimo per Gesù?
Indubbiamente una scelta fondamentale, una scelta che Gesù porterà avanti per tutta la sua vita. Non rappresenta certo un proforma religioso e nemmeno una tappa nel cammino di fede o di iniziazione ...
Il battesimo è la sua vocazione.
Nel battesimo al giordano Gesù è chiamato: "figlio; amato; mio compiacimento".
La vocazione di Gesù è di essere figlio di Dio, frutto concreto del suo amore; la sua vocazione è pure quella di essere amato, e ugualmente donato, non trattenuto ma offerto. La vocazione di Gesù è pure essere come al Padre piace, quindi essere nella sua volontà e per la sua volontà.
Il battesimo è la sua missione.
Conviene che facciamo ogni giustizia. Una espressione che ci lascia interdetti. Cosa è giusto? È giusto realizzare il progetto di amore del Padre, la salvezza di tutti gli uomini. Gesù nel gesto del battesimo mostra la sua azione/missione, quella di essere accanto e non separato dall'uomo peccatore. Lui si immerge nell'acqua dei peccatori per potersi immergere nella loro vita di morte e così donarvi la vita di Dio.
(...)
Che cosa rappresenta il battesimo che ho ricevuto?
In che modo quella scelta corrisponde al mio essere figlio di Dio, segno di amore e spazio in cui il Padre si compiace? Il che significa: nella vita reale, sono fratello dei miei fratelli; sono amore che si dona; sono nella volontà di Dio?
(...)