Geremia 20,10-13 e Giovanni 10,31-42
"... il Padre è in me, e io nel Padre ..."
Gesù figlio di Dio è una espressione che in duemila si è caricata sì un senso di ovvietà che rischia di perdere la sua forza kerigmatica.
Il trascorrere del tempo e l'inerzia dei credenti, annulla anche l'effetto di quelle parole e ciò che suscitò nei giudei, allorquando Gesù iniziò ad applicarla a sé stesso e a farne contenuto di rivelazione.
Ascoltando il Vangelo, o anche solo leggendolo, siamo invitati a ritornare realmente al momento in cui quelle parole furono dette; solo così se ne comprende la forza: Gesù dovette fuggire oltre il Giordano per salvarsi dalla reazione dei giudei che volevano lapidarlo. Dichiararsi "figlio di Dio" oggi significa giudicare la storia passata e presente attraverso un "mistero", attraverso un fatto e una esperienza: Dio stesso nasce e vive come uomo, muore come uomo, ma resta Dio e risorge dalla morte come Dio della vita.
È questo uomo, Gesù il Cristo, che oggi è giudice e giudizio per il tempo e per le nostre vicende umane. Quando dimentichiamo o neghiamo che Gesù è il "figlio di Dio", lo sguardo sulle "cose" si restringe alla sola possibilità dell'uomo: miopia ....
venerdì 7 aprile 2017
giovedì 6 aprile 2017
Genesi 17,3-9 e Giovanni 8,51-59
Chi credi di essere?
Rimango sempre colpito che quegli stessi giudei che, affascinati dalle parole di Gesù, quelli di cui il Vangelo dice: "quei giudei che credettero in lui ...", sono i primi che raccolgono pietre per lapidare il Maestro ...
Non è mai facile, infatti, accettare di fare un passo indietro rispetto alle proprie convinzioni ... a volte succede di negare pure l'evidenza pur di non perseguire un cambiamento ...
La parola di Gesù apre a una nuova comprensione della realtà, delle relazioni, del mistero stesso di Dio. Noi parliamo di Dio, Gesù parla del Padre; noi restiamo legati al morire, Gesù ci proietta nel non vedere la morte; noi con le pietre difendiamo la nostra tradizione, Gesù svela l'autentica relazione con Abramo: vera tradizione ...
Se riuscissimo a fare un passo indietro, di tanto in tanto, impareremmo a vedere meglio attorno a noi e in noi!
Chi credi di essere?
Rimango sempre colpito che quegli stessi giudei che, affascinati dalle parole di Gesù, quelli di cui il Vangelo dice: "quei giudei che credettero in lui ...", sono i primi che raccolgono pietre per lapidare il Maestro ...
Non è mai facile, infatti, accettare di fare un passo indietro rispetto alle proprie convinzioni ... a volte succede di negare pure l'evidenza pur di non perseguire un cambiamento ...
La parola di Gesù apre a una nuova comprensione della realtà, delle relazioni, del mistero stesso di Dio. Noi parliamo di Dio, Gesù parla del Padre; noi restiamo legati al morire, Gesù ci proietta nel non vedere la morte; noi con le pietre difendiamo la nostra tradizione, Gesù svela l'autentica relazione con Abramo: vera tradizione ...
Se riuscissimo a fare un passo indietro, di tanto in tanto, impareremmo a vedere meglio attorno a noi e in noi!
mercoledì 5 aprile 2017
Numeri 21,4-9 e Giovanni 8,21-30
Vogliamo essere innalzati pure noi!
Cosa significa essere innalzati?
Per Gesù ciò si identifica pure nella croce, quello è per il Vangelo di giovanni il culmine della rivelazione che si esplicita nella risurrezione, è "Gloria".
Ma per noi essere innalzati significa ripercorrere quello stile di Gesù che determina una evidente vicinanza e intimità con il Padre. Essere innalzati è incamminarci per avvicinarci al Padre. Il cammino di questo innalzamento, sembra non scontato o facile. Lo stesso popolo di Israele nel deserto ... "non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè ..."!
Una evidente alienazione da Dio è la costante umana che logora il cammino di innalzamento. Le nostre infedeltà sono alienanti ... Le nostre ipocrisie sono alienanti ... Le nostre durezze sono alienanti ... I nostri interessi particolari sono alienanti ...
Per essere innalzati occorre, dice Gesù: " ... non fare nulla da sé stessi, fare ciò che è a lui gradito ... Parlare come il Padre ci ha insegnato ... Desiderare ardentemente la sua vicinanza e la sua volontà ...
Vogliamo essere innalzati pure noi!
Cosa significa essere innalzati?
Per Gesù ciò si identifica pure nella croce, quello è per il Vangelo di giovanni il culmine della rivelazione che si esplicita nella risurrezione, è "Gloria".
Ma per noi essere innalzati significa ripercorrere quello stile di Gesù che determina una evidente vicinanza e intimità con il Padre. Essere innalzati è incamminarci per avvicinarci al Padre. Il cammino di questo innalzamento, sembra non scontato o facile. Lo stesso popolo di Israele nel deserto ... "non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè ..."!
Una evidente alienazione da Dio è la costante umana che logora il cammino di innalzamento. Le nostre infedeltà sono alienanti ... Le nostre ipocrisie sono alienanti ... Le nostre durezze sono alienanti ... I nostri interessi particolari sono alienanti ...
Per essere innalzati occorre, dice Gesù: " ... non fare nulla da sé stessi, fare ciò che è a lui gradito ... Parlare come il Padre ci ha insegnato ... Desiderare ardentemente la sua vicinanza e la sua volontà ...
martedì 4 aprile 2017
Daniele 3,14-20.46-50.91-92.95 e Giovanni 8,31-42
"Se Dio fosse vostro padre ... mi amereste ..."
Una relazione è sempre frutto di una reciprocità ... Una relazione rivela vicendevolmente e senza pregiudiziali il cuore, i desideri, le attese ... l'anima dell'altro. In questo brano di Vangelo assistiamo all'evidenza di una relazione male costruita ... Una relazione che entra subito in crisi tra i giudei e Gesù. Una relazione che anche noi possiamo sperimentare nel limite della assenza della fede, allo stesso modo dei giudei; non basta essere colpiti dalle parole di Gesù per avere fede in lui. La distanza che Gesù riconosce e che reclama come "vuoto di relazione" - "Se Dio fosse vostro padre ... mi amereste ..." - esprime il vuoto che è assenza di fede.
Non conoscere la sua Parola, non amarla è causa dell'esilio della sua presenza dalla nostra vita: "Gesù non dimora in noi!" Questo è vuoto!
La libertà personale condizionata dal nostro peccato ci impedisce di conoscere Dio, il Padre, ma questo ostacola anche la conosceva vera del Signore: non sappiamo ricercare la "misericordia". Questo è vuoto!
Ogni giorno noi stessi uccidiamo il figlio di Dio quando evitiamo, scaltramente, la volontà del Padre. Anche questo è vuoto!
"Se Dio fosse vostro padre ... mi amereste ..."
Una relazione è sempre frutto di una reciprocità ... Una relazione rivela vicendevolmente e senza pregiudiziali il cuore, i desideri, le attese ... l'anima dell'altro. In questo brano di Vangelo assistiamo all'evidenza di una relazione male costruita ... Una relazione che entra subito in crisi tra i giudei e Gesù. Una relazione che anche noi possiamo sperimentare nel limite della assenza della fede, allo stesso modo dei giudei; non basta essere colpiti dalle parole di Gesù per avere fede in lui. La distanza che Gesù riconosce e che reclama come "vuoto di relazione" - "Se Dio fosse vostro padre ... mi amereste ..." - esprime il vuoto che è assenza di fede.
Non conoscere la sua Parola, non amarla è causa dell'esilio della sua presenza dalla nostra vita: "Gesù non dimora in noi!" Questo è vuoto!
La libertà personale condizionata dal nostro peccato ci impedisce di conoscere Dio, il Padre, ma questo ostacola anche la conosceva vera del Signore: non sappiamo ricercare la "misericordia". Questo è vuoto!
Ogni giorno noi stessi uccidiamo il figlio di Dio quando evitiamo, scaltramente, la volontà del Padre. Anche questo è vuoto!
lunedì 3 aprile 2017
Daniele 13,1-62 e Giovanni 8,12-20
Voi non conoscete né me né il Padre mio...
La prima lettura di oggi è un brano citato come "la casta Susanna", merita di essere letto anche solo come brano narrativo per introdursi nella certezza che non è indifferente alla preghiera del giusto accusano ingiustamente: "Dio eterno, che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me! Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me. E il Signore ascoltò la sua voce".
Nel Vangelo, con oggi, iniziamo a conoscere Gesù per quello che è realmente: "il figlio di Dio", per una parte, ma anche per la rivelazione della paternità. Le parole usate da Gesù sono le stesse che Gesù rivolgerà a Filippo, quando chiede a Gesù di mostrargli il Padre. Non è possibile, sembra, accedere al mistero di Dio (nella sua pienezza) attraverso la religiosità e un Tempio, si accede a Dio Padre mediante il Figlio, solo ed esclusivamente mediante Gesù.
Voi non conoscete né me né il Padre mio...
La prima lettura di oggi è un brano citato come "la casta Susanna", merita di essere letto anche solo come brano narrativo per introdursi nella certezza che non è indifferente alla preghiera del giusto accusano ingiustamente: "Dio eterno, che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me! Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me. E il Signore ascoltò la sua voce".
Nel Vangelo, con oggi, iniziamo a conoscere Gesù per quello che è realmente: "il figlio di Dio", per una parte, ma anche per la rivelazione della paternità. Le parole usate da Gesù sono le stesse che Gesù rivolgerà a Filippo, quando chiede a Gesù di mostrargli il Padre. Non è possibile, sembra, accedere al mistero di Dio (nella sua pienezza) attraverso la religiosità e un Tempio, si accede a Dio Padre mediante il Figlio, solo ed esclusivamente mediante Gesù.
domenica 2 aprile 2017
Ezechiele 37,12-14 / Salmo 129 / Romani 8,8,11 / Giovanni 11,1-41
"Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro" - Prediresti cura dell'amico!
Il cuore del Vangelo di questa domenica è l'amicizia: "Lazzaro, il nostro amico ..."; "Guardate come lo amava ..."; tutto ciò che riguarda la fede in Gesù nasce dall'amicizia con lui.
Ciò di cui ci parla il Vangelo,e che tutto ciò che si dicono Gesù e Maria, Gesù e Marta; tutto ciò che accade a Lazzaro, tutto quanto ciò che ci viene detto è dentro a una condizione a cui non siamo abituati rispetto a Gesù: l'amicizia con lui.
Ciò che rappresenta il fulcro delle speranze e della fede di queste donne, è l'amicizia che Gesù aveva per questa famiglia, per questa casa. Una amicizia ricambiata. La fede in Gesù non si era costruita sulla meraviglia per i segno, o sul fascino delle due ostile, ma sull'amicizia. Una amicizia che dimostra di essere fonte di risurrezione e di vita. Questo è straordinario per noi. Come posso gustare l'amicizia con Gesù oggi? Questa è possibile solo nell'esperienza di amicizia che facciamo tra noi. Quando le nostre amicizie ci danno il gusto della vita, ci sostengono, ci comunicano e condividono affetto... Lì in quella condizione rivive lo stesso clima di Betania della casa di Marta, Maria e Lazzaro.
Tutto ciò che vi accade ha un altissimo e oro fondo valore teologico, umano ed esistenziale ... Ma soprattutto ci dice che tutto questo accade perché loro erano amici e che Gesù li amava. Gesù ci ama, per questo alla nostra vita succederà la risurrezione e la vita vera, la vita di eterno amore.
"Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro" - Prediresti cura dell'amico!
Il cuore del Vangelo di questa domenica è l'amicizia: "Lazzaro, il nostro amico ..."; "Guardate come lo amava ..."; tutto ciò che riguarda la fede in Gesù nasce dall'amicizia con lui.
Ciò di cui ci parla il Vangelo,e che tutto ciò che si dicono Gesù e Maria, Gesù e Marta; tutto ciò che accade a Lazzaro, tutto quanto ciò che ci viene detto è dentro a una condizione a cui non siamo abituati rispetto a Gesù: l'amicizia con lui.
Ciò che rappresenta il fulcro delle speranze e della fede di queste donne, è l'amicizia che Gesù aveva per questa famiglia, per questa casa. Una amicizia ricambiata. La fede in Gesù non si era costruita sulla meraviglia per i segno, o sul fascino delle due ostile, ma sull'amicizia. Una amicizia che dimostra di essere fonte di risurrezione e di vita. Questo è straordinario per noi. Come posso gustare l'amicizia con Gesù oggi? Questa è possibile solo nell'esperienza di amicizia che facciamo tra noi. Quando le nostre amicizie ci danno il gusto della vita, ci sostengono, ci comunicano e condividono affetto... Lì in quella condizione rivive lo stesso clima di Betania della casa di Marta, Maria e Lazzaro.
Tutto ciò che vi accade ha un altissimo e oro fondo valore teologico, umano ed esistenziale ... Ma soprattutto ci dice che tutto questo accade perché loro erano amici e che Gesù li amava. Gesù ci ama, per questo alla nostra vita succederà la risurrezione e la vita vera, la vita di eterno amore.
sabato 1 aprile 2017
Geremia 11,18-20 e Giovanni 7,40-53
"... non sapevo che tramavano contro di me ..."
Giorno dopo giorno, con la narrazione del Vangelo di Giovanni, veniamo introdotti nel clima degli ultimi giorni di Gesù a Gerusalemme. In questo caso è importante raccogliere tutto ciò che riguarda la realtà che ha accompagnato le scelte e l'agire di Gesù. La situazione che si è creata è esplosiva: da un lato l'umore popolare estremamente favorevole a Gesù, dall'altro la classe politica e religiosa sostanzialmente avversa; le stesse guardie del tempio, guardie giudee, non riescono a prendere una posizione univoca. Ciò che regna è la confusione, la contraddizione. In Gesù risuonano le parole di Geremia: "... mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me ...". Occorre notare come Gesù non si ribella neppure di fronte agli intrighi ... La mitezza si trasforma in una forza enorme; stare nella realtà per vivere la volontà del padre risulta più forte di ogni rivendicazione di giustizia.
"... non sapevo che tramavano contro di me ..."
Giorno dopo giorno, con la narrazione del Vangelo di Giovanni, veniamo introdotti nel clima degli ultimi giorni di Gesù a Gerusalemme. In questo caso è importante raccogliere tutto ciò che riguarda la realtà che ha accompagnato le scelte e l'agire di Gesù. La situazione che si è creata è esplosiva: da un lato l'umore popolare estremamente favorevole a Gesù, dall'altro la classe politica e religiosa sostanzialmente avversa; le stesse guardie del tempio, guardie giudee, non riescono a prendere una posizione univoca. Ciò che regna è la confusione, la contraddizione. In Gesù risuonano le parole di Geremia: "... mi ha fatto vedere i loro intrighi. E io, come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che tramavano contro di me ...". Occorre notare come Gesù non si ribella neppure di fronte agli intrighi ... La mitezza si trasforma in una forza enorme; stare nella realtà per vivere la volontà del padre risulta più forte di ogni rivendicazione di giustizia.
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