mercoledì 14 agosto 2024

Vita comune e comunitaria

Ez 9,1-7;10,18-22 e Mt 18,15-20

La comunità di Matteo confronta con le parole di Gesù con il proprio stile di vita e ciò che ne segue è l'insegnamento sulla solidarietà umana. Un crescendo dalle relazioni di ogni giorno, dalle fatiche conflittuali, dal fratello che sbaglia e che devi correggere, al bisogno spirituale sempre comunitario di pregare insieme. Come anche la gradualità del metodo: l’incontro con il peccatore da solo a solo, e poi con due o tre e poi con l’assemblea. Siamo tutti uniti fra noi e la comunione diventa comunicazione. Non viviamo se non insieme, se non appoggiandoci gli uni gli altri, se non sostenendoci gli uni gli altri. 


martedì 13 agosto 2024

Un regno per bambini

Ez 2,8-3,4 Sal 118 e Mt 18,1-5.10.12-14

Generare un figlio, è mistero perchè sei messo di fronte alla meraviglia dell'esistenza; ma farlo crescere lo è ancora di più perchè è sei provocato continuamente dalle domande di verità e da una scelta di amore non sempre facile. Un bambino per crescere chiede tanto amore quanto anche fermezza e rigore. Ma questa esperienza è per un genitore rivelazione del regno dei cieli: stupore, verità, fermezza e amorevolezza. Gesù sembra dirci che nell'esperienza della vita umana sta la chiave per comprendere quella relazione con Dio che è padre, che in realtà altro non è che il regno dei cieli. 


lunedì 12 agosto 2024

I figli sono liberi

Ez 1,2-5.24-28 e Mt 17,22-27

I figli sono liberi Un brano di Vangelo intricato o sconclusionato, annuncio della passione; tasse e tributi da pagare; pesci da pescare e monete da trovare ... ma il cuore del brano sembra essere che: I figli sono liberi. Il senso di tutto questo racconto è che i figli in quanto liberi non devono pagare nessun tributo, l'unico tributo da pagare al Padre è l'amore fraterno. Pietro trova il denaro per il tributo nel mare e nel pesce ... come dire in Gesù che paga lui stesso con la sua vita il tributo di libertà per tutta l'umanità … fratelli tutti.

domenica 11 agosto 2024

Un pane che da vita al mondo

1Re 19,4-8; Sal 33; Ef 4,30-5,2; Gv 6,41-51

Le nostre fatiche ci separano e allontanano dal pane
La fatica di credere non è una blasfemia, la fatica di credere, il dubbio rispetto al senso della realtà; la paura quando ci confrontiamo col mistero, fa parte della nostra natura. Sfiducia, dubbio e paura ... l'evangelista o chi per lui, ci riporta una annotazione nel vangelo che avevamo già sentito a Nazareth, ma che per Giovanni, a Cafarnao, a seguito dei segni fatti da Gesù nella Sinagoga, esprime tutto il disorientamento di una comunità: ... dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”? Ecco dalla loro conoscenza di Gesù non deriva nessuna certezza, nessuna sicurezza,  per cui l'affondo: Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?
Mormorare ci rende Gesú un estraneo, uno sconosciuto
La mormorazione di Cafarnao nasce quando lo sguardo della gente è incapace di riconoscere i segni compiuti da Gesù (voi mi seguite non perché avete visto dei Segni, ma perché vi siete saziati) Quando vedere il segno è semplicemente constatazione di una realtà, così com’è, senza intuire che questa realtà porta in sé la presenza di altro, senza capirne il senso, lì nasce la mormorazione. Entrare nel Segno significa riconoscere che tutto è segno di Dio, che ci porta a Lui. Il segno del pane è la concretezza di un passare dal disconoscimento (è solo pane da mangiare) al riconoscimento (il pane è mistero di Dio, è il suo corpo).
Riconoscere il pane tra i pani
Proprio e solo in questo riconoscimento posso capire che quel pane è cielo non solo disceso dal cielo, ma è mistero di cielo. Eccoci allora di fronte a un segno che ci offre di essere il vero pane, che ci introduce nella vita eterna. Ecco che il pane fa la differenza sul contenuto della nostra fede (Gv 6,47).É questione di saper cogliere la presenza di Dio nella vita, in tutto ciò che ci parla di Lui.
Fedeltà al pane del cielo
La conoscenza di Dio passa per Gesù, il Figlio. E si va al Figlio attirati dal Padre; questo è il percorso per accostarsi al mistero di Dio. Tutto ciò che è quel pane è solo dono di Dio, e chi ne mangia non muore in eterno, perché è dato per dare la vita al mondo. Il mondo, noi stessi, perché amati da Dio!
Mangiare il pane è in questo il nostro più completo atto di fede, ed è certezza della vita eterna.



sabato 10 agosto 2024

San Lorenzo ... martire ...

2Cor 9,6-10 e Gv 12,24-26

San Lorenzo, piuttosto che sottomettersi all’imperatore Valeriano accettò di morire, bruciato sul fuoco. Questa immagine ce la consegna la tradizione della Chiesa: il martirio per amore di Cristo, la chiesa e i fratelli e sorelle. È un perde la vita a cui occorre prepararsi imparando a morire ogni giorno, altrimenti non si accetterà mai la morte, tantomeno quella definitiva. Le persone infatti quando sono chiamate a scegliere, difficilmente scelgono di morire, proprio perché il morire non ci appartiene cone condizione accettata,  ma è come affrontare la condizione  l'estremo  di abbandono e solitudine. Gesù ribalta completamente il nostro sentimento piu profondo: se non muori, rimani solo. Non c’è niente da fare, ci dobbiamo fidare. 

venerdì 9 agosto 2024

Santa Teresa Benedetta della Croce, nostra patrona

Os 2,16.17.21-22 e Mt 25,1-13

Quante volte abbiamo già ascoltata questa parabola e forse ogni volta l'abbiamo messa da parte insieme a perplessità e molte situazioni irrisolvibili... In ogni modo l'accostamento, se la leggiamo a rigore di logica,  risulta un poco esagerata, ma se la guardiamo globalmente, aldilà dei nostri ragionamenti, resta una immagine nuziale ed escatologica. Quindi lo Sposo arriva riconosce le vergini, come il Pastore che conosce le sue pecore, sa che gli appartengono quelle che hanno custodito l'olio, mentre le altre, che non hanno olio, non vengono riconosciute. Il riconoscere presuppone il corrispondere all'amore dello Sposo, cioè un modo particolare di giudicare.


giovedì 8 agosto 2024

Tu sei Pietro

Ger 31,31-34 e Mt 16,13-23

Pietro sembra volare altissimo e, tuttavia, subito dopo crolla. Ciò che accadde a Pietro può succedere anche a noi; a volte ci sembra di vedere tutto chiaramente, che tutti i pezzi della nostra vita si incastrino alla perfezione e che, per di più, siamo capaci di dare luce agli altri. Ma poi, quando cominciamo a ragionare in una prospettiva umana, crolliamo. Ecco che solo con un atteggiamento umile e disponibile alla volontà di Dio, saremo capaci di muoverci con agilità per le altezze della vita di fede. Questo, Pietro lo capirà solo molto dopo ... forsecsolo alla fine della sua vita.