Is 26,7-9.12.16-19 e Mt 11,28-30
Gesù si presenta con due aggettivi: mite e umile. Questa volta ci soffermiamo sull’umiltà. Il vocabolo greco tapeinós intreccia umiltà e piccolezza: Gesù è umile perché si fa piccolo e accetta di camminare con noi nella nostra piccolezza. L’uomo, per sua indole, cerca di elevarsi al di sopra degli altri; Gesù, invece, sceglie la via opposta: si abbassa fino al limite estremo della piccolezza, la croce: «Umiliò sé stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce» (Fil 2,8). Anche qui ricorre il verbo corrispondente, tapeinóō. Gesù si fa piccolo, così piccolo da accettare la croce. In questa prospettiva, l’invito a imparare da Lui acquista un significato preciso ed esigente, come se dicesse: «Fate come me: diventate piccoli, rinunciate a ogni ambizione, camminate nell’amore e, per amore, accogliete anche la croce». È questa la proposta del Vangelo!
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