lunedì 13 maggio 2024

Abbiate pace in me

At 19,1-8 e Gv 16,28-33

Gesù conosce il cuore dei discepoli e anche la fragilità della loro fede, che si scontra con lo scandalo della croce e deve passare attraverso una dispersione, secondo il disegno misterioso delle Scritture, egli sarà lasciato solo dai suoi, misterioso passaggio di scandalo, difficoltà e scoraggiamento, ma è la premessa della pace e della gioia duratura, perché fondata sulla resurrezione.
Ogni volta che pensiamo di essere “arrivati”, il Signore, con un po’ di ironia, ci fa comprendere che la fede vera è molto oltre le nostre limitate comprensioni o i nostri sentimenti spirituali. 

domenica 12 maggio 2024

Ascendere per rimanere

At 1,1-11; Sal 46; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20

I brani di Vangelo che abbiamo ascoltato in questo tempo pasquale ci hanno ripetuto più volte che Gesù è venuto a portare la vita in abbondanza, a donare la pace vera, a lasciarci la sua gioia. 

Ma dove trovare tutto questo? Come si realizza questa promessa? 

La liturgia di oggi è il Vangelo ci raccontano il ritorno di Gesù al Padre: al v.19 leggiamo infatti che il “Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra del Padre”. In realtà cosa rappresenta tutto questo se non la conclusione di un tempo ben definito e storicamente concreto, esperienza della comunità  delle origini, il tempo in cui il risorto ha fatto vita con loro, comunione con loro. L'Ascensione rappresenta la conclusione di quella esperienza, ma non l'assenza o la separazione da Gesù.

Gesù ha compiuto la sua missione, ha dato la vita per i suoi amici, ha aperto a una relazione di amore e di fiducia con il Dio Padre. Da ora inizia il tempo in cui egli agisce insieme con loro e conferma la sua Parola con i prodigi operati dai discepoli. Ora inizia il tempo in cui il regno di Dio è per tutti e il vangelo ha come destinatari ogni uomo e donna.

È il tempo in cui colui che parte ... rimane!

Il suo partire non equivale al nostro rimanere senza di Lui. Anzi, proprio la sua ascesa al cielo è ciò che gli permette di abitare ovunque sulla terra. Perché  questo compito, missione e vocazione il Signore affida  ai suoi e ad ogni discepolo.

Il Signore lascia la terra e i discepoli possono portare ovunque la sua presenza. 

Questo è il grande mandato dei discepoli del Signore. Come è possibile questa vocazione:

1) Amando tutti, amando anche questo mondo così ingiusto e scellerato ... Amare significa avere passione per ogni uomo, alimentare il desiderio che tutti siano salvati.

2) I segni che compiamo devono portare la vita e non la morte. La missione dei discepoli nel mondo consiste nel sottrarre potere alla morte, nello strappare alla morte la capacità di tenere prigionieri gli uomini. 

3)Credere in lui, avere fede in lui ... capace di vincere ogni morte e forza mortifera. Ecco che la nostra gioia è piena quando il dono di Dio per la nostra vita non si ferma a noi, ma, attraverso di noi, raggiunge i nostri fratelli. Oggi, smettiamo di fissare il cielo come se qualcosa dovesse cadere dall’alto e iniziamo a occuparci della terra: il Risorto è all’opera. Che c’è? Ancora non lo vediamo?


Ascensione

Sappiamo che moriremo tutti, anche l’universo. passando per i buchi neri e giungendo allo zero assoluto. Forse resteranno fotoni vaganti, ma in un universo freddo e ormai spento. È la morte termica, ed è dovuta a quanto descritto nel secondo principio della termodinamica. In questo principio abbiamo riscoperto così una verità decisiva, che la scienza racconta a modo suo: nulla di quanto è sotto i nostri occhi è eterno. Neppure l’universo. Tutto ha una fine. La celebrazione dell’Ascensione di Gesù, che la Chiesa ci propone questa domenica, ci dice però che tutto ha, soprattutto, un fine. (…) Gesù torna al Padre e dona una pace unica perché si mette alle spalle la morte, ogni morte, ogni nulla. Apre la strada che porta all’oltre. (…) Se l’idea di morire assale il nostro cuore e l’idea che l’intero universo si spegnerà, se il futuro o il presente sono silenzio e inerte freddo, con l’Ascensione celebriamo l’evento decisivo che porta l’umano dalla terra al Cielo, direttamente nel cuore della Trinità, dove né ladro, né tignola, né principi della termodinamica possono strapparci via. (…) La nostra speranza non è nei cieli ma “nei cieli dei cieli”. L’inizio del tutto che si muove inesorabilmente verso la fine di tutto ha trovato un fine per tutto che tutto riassume e glorifica al di là dello spazio e del tempo. Un nuovo cosmo, un nuovo ordine, che risponde alla relazione e non alla connessione, all’amore perpetuo come unica forza gravitazionale che tiene insieme quanto non si allontana più. L’Ascensione è la storia di un rapimento verso l’oltre e l’Altro, un rapimento d’amore di un corpo ferito dal male ma non vinto dal nulla. Un calore che non tende a un equilibrio di morte ma che si rigenera continuamente nella dinamica del dono di sé in un equilibrio di vita, per sempre. Per te.

sabato 11 maggio 2024

La vera gioia

At 18,23-28 e Gv 16,23-28

Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. È questo il desiderio di Dio Padre per ciascuno dei suoi figli. Non è una gioia del mondo, o che consola le nostre fragili umanità. È la sua gioia, quella del figlio dell’uomo, nel cui nome emerge il nuovo senso delle cose, il senso del vivere e dell'esistere per sempre nella risurrezione del corpo, come condizione di eternità. È questa possibilità e prospettiva che viene sussurrata al nostro cuore nell'inimicizia con Gesù salvatore!

venerdì 10 maggio 2024

In attesa di nascere

At 18,9-18 e Gv 16,20-23

L’immagine del parto è molto significativa, e coglie in profondità da un lato la drammaticità della nostra condizione umane, come anche il dono di vita eterna che ci è connaturale in quanto amati e creati dal Padre. Cristo, nel suo passaggio attraverso la morte ci conduce al dono di una vita nuova, di cui faremo misteriosamente esperienza. Questa immagine ci conduce a una nuova logica e interpretazione della nostra esistenza e delle realtà in cui viviamo. Noi tutti quanti ci troviamo come dentro un grembo materno, che ci sta partorendo con dolore ad una vita più bella e più piena. Tutte le sofferenze, dolori, fatiche, limiti, difficoltà che incontriamo a livello personale e sociale non sono altro che le doglie del parto della creazione che geme e soffre finché non sia avvenuta la nascita definitiva dei figli di Dio.

giovedì 9 maggio 2024

Un poco per tutti

At 18,1-8 e Gv 16,16-20

I discepoli di Gesù hanno vissuto il mistero del suo non esserci a partire dall'esperienza della morte in croce e della sua resurrezione il terzo giorno. Così anche la consegna dello Spirito non è per Gesù solo l’atto di spirare, ma molto più, esso è l'atto di consegnare, donare la vita, la sua, agli uomini. Come lo vediamo? Lo vediamo nell’agonia nell’orto, lo vediamo legato, condotto da Anna e da Caifa, lo vediamo giudicato, sputacchiato, condannato, ucciso e morto. E poi da li a poco ... non lo vediamo più. Ma è anche il tempo della gioia senza fine. Della gioia della risurrezione. Non è mai facile comprendere questi tempi e la loro successione; quando vivremo anche noi il tempo della partenza, e comprenderemo il significato del suo andarsene, allora gusteremo la conseguenza della vita nuova donata dallo Spirito.

mercoledì 8 maggio 2024

Tutto ciò che è del Padre è mio

At 17,15.22-18,1 e Gv 16,12-15

Difficilmente si riesce a comprendere la "grandezza" del vivere la fede in Cristo. Questo è vero per i primi discepoli, come pure per noi oggi.  La testimonianza di Giovanni, chiama in causa lo Spirito: ricevendo il dono dello Spirito, siamo condotti, nel tempo, ad approfondire la verità del mistero di Gesù e a comprenderne l’immenso significato.
Lo Spirito conduce chi crede e la Chiesa nella sua globalità, dentro la storia, e nella verità tutta intera, che si dischiude nel tempo. Questo significa che anche nella Chiesa c’è un progresso, una crescita, che attraversa la storia e permette una sempre più profonda comprensione del mistero di Cristo. Ecco perché non dobbiamo temere i tempi di transizione: cambiamenti inevitabili, cioè novità dello Spirito.