mercoledì 14 maggio 2025

Scelto secondo il cuore di Gesù

At 1,15-17.20-26 e Gv 15,9-17

Reintegrare il numero dei dodici, è il primo atto della comunità dei discepoli dell'origine, un atto che pone uncriterio, a fondamento della comunità stessa: l'integrità di un numero per garantire la comunione. E così come Giuda ha abbandonato il posto nel ministero e nell’apostolato “per andarsene al posto che gli spettava”, la scelta di Mattia è in ogni modo un necessario evento di risurrezione. Anche oggi la scelta dei Vescovi nella chiesa contemporanea, rappresenta il modo di consegnare tutto al Signore “conoscitore del cuore di tutti”.

martedì 13 maggio 2025

La fede: Gesù è il Signore

At 11,19-26 e Gv 10,22-30

Vari sono i modi in cui lo Spirito agisce: non abbandona coloro che sono dispersi  a causa della persecuzione, seguita alla lapidazione di Stefano, anzi li accompagna fino a farli divenire nuovo seme di discepoli. È lo Spirito che suscita in alcuni discepoli il desiderio di annunciare la fede anche ai Greci di Antiòchia, nonostante la consuetudine di avvicinare solo persone di origine ebraica; è lo Spirito che suscita stimola nuovi apostoli, da inviare nella grande città di Antiochia per consolidarne la fede. Non dobbiamo aver paura di riconoscere il soffio dello Spirito anche al di fuori del piccolo orticello delle nostre comunità, dobbiamo riconoscere che i “segni dei tempi” ta sono fuori della vista del nostro micro orizzonte.

lunedì 12 maggio 2025

Non poniamo impedimento

At 11,1-18 e Gv 10,1-10

C'è una notizia straordinaria: il “vangelo” coinvolge persone di altre tradizioni spirituali e culturali. Il testo ci descrive l’opera stessa di Dio, e quindi gli interrogativi, le obiezioni e i “pensieri nuovi” provocati dal Signore stesso. Di frone a questa nuova e buona parola, crollano gli schemi che normalmente costruiamo anche a livello religioso. Anche Pietro è messo in questione dal suo mondo proprio per essersi posto come annunciatore dei doni che Dio vuole offrire a tutte le genti della terra. Pietro prende gradualmente coscienza di una salvezza che ora deve dilatarsi dal popolo di Israele a tutte le nazioni: “chi ero io per porre impedimento a Dio?”

domenica 11 maggio 2025

Nessuno ci strapperà ...

Gv 10,27-30

Nessuno può strapparci, separarci, allontanarci da Dio, neppure noi stessi e il nostro senso di inadeguatezza.
Ogni giorno possiamo dire che non c’è caduta, non c’è giudizio, non c’è peccato che possa escluderci dalla vita di Dio.
Nelle parole di Gesù scopro che nella comunione con Dio posso sempre ricominciare, so che in Dio posso sempre fare esperienza di misericordia, potrò sempre sentire compassione, delicatezza, misericordia, amore, gratuità. Quando Gesù si è presentato come il Buon Pastore, credo che prima di tutto abbia guardato quelle persone con compassione perché stanche, disorientate, assetate di un qualcosa che era oltre il senso religioso, oltre le leggi e le prescrizioni dei sacerdoti del Tempio, oltre i riti e i sacrifici, che consolavano ma non aprivano alla speranza certa dell'amore di Dio per noi. La paura di Gesù era che qualcuno di quelli che stava guardando, camminasse nel silenzio nel cuore, la solitudine che divora e nella quale ci si perde. Gesù il Buon Pastore vuole sempre raggiungerci, accompagnarci, indicarci la vera meta della vita.
Il Buon pastore vuole condividere con noi un segreto che solo condiviso da senso a tutto: la sua vita è incrocio di vite, è comunione di storie, è incontro tra diversi, la vita è lo spazio che possiamo riempire della sua presenza di eternità.
 

sabato 10 maggio 2025

È Cristo che agisce

At 9,31-42 e Gv 6,60-69

Non è un genere letterario petrino presentare Pietro che compie gli stessi miracolosi di Gesù, perché dobbiamo rimettere tutti e sempre al cemtro il Signore e imparare a stupirci anche dell’idea che un uomo possa operare un miracolo. Il brano di Atti mette in evidenza come i miracolid8 Pietro (anche quelli di Gesù) non sono illusioni fuori dalla realtà ma avvengano in contesti di quotidianità e semplicità; nella vita semplice delle persone, in mezzo ai fatti di tutti i giorni. Il legame indissolubile che ciascuno ha con Cristo, gli permette di essere straordinario nell'ordinario quotidiano.

venerdì 9 maggio 2025

Un intreccio di grazia

At 9,1-20 e Gv 6,52-59

Gesù agisce nella storia e nella sua Chiesa attraverso il suo Spirito, che parla ora con voce di tuono, ora con sussurro leggero. Ma non può fare niente se noi non prestiamo attenzione al sussurro, o se resistiamo alla forza del tuono: se Sàulo o Ananìa non avessero permesso allo Spirito di farsi strada in loro, forse la storia dell’evangelizzazione sarebbe stata diversa.  E se noi oggi non crediamo che lo Spirito continua a suscitare profeti e apostoli per la sua Chiesa, non sapremo riconoscerli, anzi, non li aiuteremo a riconoscere in loro stessi la chiamata del Signore e a compiere la missione, pensata dal Padre per il bene della Chiesa e di tutti.

giovedì 8 maggio 2025

Sedersi accanto

At 8,26-40 e Gv 6,44-51

L’eunuco è un uomo privato, da altri uomini, della possibilità di ricrearsi e vivere la proprie emozioni ed esprimere le proprie possibilità, i propri progetti; tutto è condizionato da una violenza che ha deturpato la  natura ... Di fronte a questo uomo, e alle sue domande, Filippo compie l'unica visa ne essaria, si siede accanto e condivide la giornata annunciando il Cristo. Il battesimo che ne consegue è per questo uomo un vero riscatto, una vera rinascita. È La possibilità di recuperare senso e prospettive. Non ci sono parole, c’è solo il perdono, l’acqua che sana le ferite che spesso noi infliggiamo con la nostra crudeltà e la potenza di un abbraccio che cura e rigenera vita.