sabato 30 novembre 2024

Sant'Andrea Ap.

Rm 10,9-18 e Mt 4,18-22

"Andarono dietro a Gesù e lo seguirono", nel fare questo si evidenzia una immediatezza che non si cura delle conseguenze, non si pone criticamente di fronte a future fatiche, insuccessi e delusioni. Tutto avviene per forza di una parola che ti chiama e tutto si concentra nel fascino di un uomo che per primo ti guarda e a cui tu offri te stesso. Ma perché tutto questo? La chiamara, cioè la vocazione è uno sguardo d'amore che trafigge il cuore di chi si abbandona, di chi si lascia toccare dalla parola; è sempre stimolante l'essere scelti da qualcuno... se poi quel qualcuno è il figlio di Dio ... beh, allora si capisce perchè Andrea e compagni pescatori hanno risposto subito ...

venerdì 29 novembre 2024

Il Signore si avvicina

Ap 20,1-4.11-21,2 e Lc 21,29-33

Silvano Fausti fece una bella riflessione sulla pianta di fico: "Il fico è un albero tra l’altro, che non fa foglie come tutti gli altri alberi che prima fanno i fiori, però i fiori del fico sono già frutti e poi continua a far costantemente frutti anche dopo, praticamente ogni mese tranne che nello stretto inverno e quando c’è lo stretto inverno rimane su qualche fico secco sulla pianta se no si dice “non c’è un fico secco”, cioè è un albero che deve sempre produrre. Come noi in qualunque stagione, in qualunque situazione siamo chiamati per la fede in Cristo a produrre il frutto ...; come il Signore che è il frutto perenne dell'albero della croce.

giovedì 28 novembre 2024

Gerusalemme distrutta

Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9 e Lc 21,20-28

Gerusalemme circondata, la sua caduta, la sua distruzione: fatti che trovano riscontro nel 70 e nel 135 dC. Nel 70 l'imperatore Tito, conquista Gerusalemme e reprimerà la ribellione dei Giudei, distrugge il Tempio e i segni della religione giudaica; nel 135 con l'imperatore Adriano i resti della città verranno rasi al suolo e i Giudei costretti alla diaspora. Questi fatti sono eventi che avvengono per la comunità giudaica e per la comunità giudeo-cristiana dei discepoli di Gesù. Alla luce di questi avvenimenti, le parole di Gesù, di contenuto escatologico e apocalittico, riacquistato senso e, attraverso le stesse viene riletta la storia e vengono recuperate come profezia: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”. 
Non è nell'intenzione di Gesù fare previsioni, o dare anticipazioni sul futuro; ma dare criteri di lettura della storia della salvezza, questo credo proprio di si!

mercoledì 27 novembre 2024

Perseveranza e salvezza

Ap 15,1-4 e Lc 21,12-19

La perseveranza non è semplicemente una forma di resistenza ostinata, ma è la capacità di rimanere stabili, in piedi, mentre attorno si scatena la tempesta della vita. Saper fronteggiare i colpi nella lotta è una caratteristica del discepolo di Gesù...
Il Signore ci racconta come ciascuno di noi è collocato nel dispiegarsi della storia della salvezza e nonostante le persecuzioni e i tradimenti, ci chiede di stare saldi, di resistere ..., di non cedere, anche se la lotta è apparentemente sproporzionata, come ha fatto lui.
Ma perché tutto questo? Perché la perseveranza dei figli del regno, rende attuale e concreta la salvezza che Gesù ha realizzato donando se stesso sulla croce.

martedì 26 novembre 2024

Pietre belle e che salvano

Ap 14,14-19 e Lc 21,5-11

La distruzione del Tempio è un argomento triste e delicato per Israele, eppure la profezia di Gesù, o la rilettura storica post evento, che può essere intesa nella pagina di Luca, ci rimanda al valore di questo luogo sacro per eccellenza. Anche oggi, pur in tutto il suo trascorso di storia e vicissitudini, quel luogo non perde la sua sacralità. Questa sacralità tende a difendere il fine profondo di quel luogo: "il rapporto con Dio". Ma proprio questo rapporto oggi trova piena comprensione e luce nel suo sacrificio d’Amore con il quale sta per imprimere una nuova sacralità alla Storia umana.

lunedì 25 novembre 2024

Gesù impara a donare

Ap 14,1-3.4-5 e Lc 21,1-4

Ai tempi di Gesù essere vedova significava perdere ogni diritto, non avere più un'appartenenza ufficiale, significava essere soli non solo sul piano esistenziale ma anche sociale. Gesù la osserva e da lei impara. Come tutti noi anche lui ha imparato dai segni e dagli incontri di ogni giorno. Gesù attento osservatore coglie dalla umanità più vera e più bella gli spunti per la sua missione. Da questa donna, vedova e povera, impara a donare tutto. Gesù farà come la vedova che dona tutto quello che aveva per vivere; quindi non dona qualcosa, ma dona se stessa. 

domenica 24 novembre 2024

Il Re dov’è?

Dn 7,13-14   Sal 92   Ap 1,5-8   Gv 18,33-37

Termine anacronistico, certamente non facile per trasmettere il contenuto biblico che era nell'idea dei discepoli delle prime comunità cristiane.
Per noi moderni il re è come un presidente della repubblica, un monarca di rappresentanza il cui potere è vincolato a forme democratiche di gestione del potere... ai tempi di Gesù è nella mente dei discepoli di dueuemila anni fa, il Re ha un potere assoluto ... spesso un tiranno ... un despota ... tanto che nel corso della storia rivoluzioni e rivolte hanno destituito monarchi  come anche alcuni sono stati decapitati.
Ma nella mente di Gesù il Re rappresenta Dio, è immagine della cura che Dio ha per il suo popolo. Il Re serve al popolo per la sua vita, per la sua pace, per la giustizia, per la sua libertà e il raggiungimento della felicità.

Chiarito questo, oggi partiamo da una domanda, quale sia il re della nostra vita, quale re vogliamo ... oggi sembra nascere una strana tentazione, quella di un Re che sia una guida, un uomo forte e potente, un uomo valoroso, che gli possa garantire ricchezza e sicurezza e protezione contro tanti e diversi benici ... i nazionalismi sono un sintomo allarmante.
Oggi questi uomini del potere hanno istaueato il loro regno, ma nessuno di loro pone al cuore del Regno il bene comune, la liberta e i valori umani e cristiani che fanno crescere la nostra dignità. Da qui l’attesa di un re diverso: da questa drammatica delusione il forse può ancora e di nuovo nascere il desiderio di un Re che si prenda davvero cura del suo popolo?
Parafrasando Pilato, la domanda di senso è: “Sei tu quel re, Gesù?”
Gesù non sembra molto interessato al tema della regalità ... il suo regno non è di questo mondo e non è da questo mondo ... non come le logiche di questo mondo?
Dove é il regno di questo Re?
Dove sono le tracce di questo regno?
Credo che il Regno di cui parla Gesú, 
Oggi sia a Gaza... tra le pietre scalcinate e i bambini impauriti, induriti e feriti da una guerra assurda. 
Credo sia a Beirut tra chi cerca ancora di recuperare qualcosa in una casa, una famiglia, una vita distrutta.
Credo sia in Ucraina e i Russia ... lì dove manca di tutto tutto ma non mancano bombe e missili, non abbiamo soldi per gli affamati, I malati, i diseredati, per tutelare la natura, ma per le armi i soldi ci sono.
Credo sia in Afganistan, ed è un regno al femminile, un regno di donne prigioniere di un burka, di un velo che le separa dal mondo contemporaneo.
Credo sia in Sudan, in Iran e in tutti quei paesi dove non è possibile esse liberi, ma solo privati della propria dignità umana, perché qualcuno pensa che in nome di Dio sia possibile dominare e possedere gli esseri umani.
Il regno di  questo re è li dove l'amore rappresenta ed esprime, nonostante tanti tentativi di reprimere il meglio di ciò che è immagine di Dio, l'uomo.