Is 7,10-14; 8,10 e Lc 1,26-38
L’annunciazione non è un evento isolato, strano, ma l’inizio di un’alleanza nuova: Dio ha scelto di abitare la nostra terra. Fori da fantasiose e irrealistiche interpretazioni, questo significa prendere con estrema serietà la mediazione storica, culturale e antropologica dell'esperienza umana come trasmettitore-interlocutore e mediatore del divino. Quest’annuncio è la pietra angolare della storia: se Dio si è fatto uomo, nessuno uomo è solo. In qualunque situazione ci troviamo, anche se apparentemente sconfitti, possiamo trovare la pace nell’abbraccio di Dio. Il Nuovo Testamento comincia con questo annuncio: “Rallegrati”, è un invito alla gioia. L’angelo annuncia che Dio si fa vicino, si fa carne, si presenta con il volto di un bambino che inizia la sua vicenda umana nel grembo materno. La nostra storia con Dio passa attraverso la vicenda di una giovane fanciulla che accoglie nella sua carne il Figlio di Dio, colui che riempie di vita la vita di tutto.
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