Gen 17,3-9 e Gv 8,51-59
Abramo è morto, come anche i profeti”, questa è la cruda constatazione della realtà. L’obiezione dei Giudei scaturisce dall’esperienza, oltre che dal buon senso. La morte non lascia niente dietro di sé, se non qualche ricordo, che col passare degli anni diventa sempre più vago. Insomma, la morte viene e domina. L’obiezione è dunque sensata, più che ragionevole. Ma Gesù non è venuto per confermare quello che già sappiamo ma per aprire i nostri occhi su un orizzonte che non avremmo potuto neppure immaginare senza di lui. Le sue parole possono essere pienamente comprese solo alla luce della Pasqua. Lui è passato attraverso la comune eredità di tutti gli uomini ma ha spezzato le catene della morte. La vita che Lui dona, nel suo morire, scardina ogni razionalità e ci colloca in quel rapporto unico col nostro padre Abramo, per cui "prima che Abramo fosse, Io Sono". Gesù inaugura il superamento del tunnel oscuro che pone fine ai giorni, introducendo il risorge come luce senza fine.
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