Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43
E se il Regno dei cieli, invece di collocarsi nell'iperuranio, fosse un Regno tanto umano quanto terrestre? E se Dio avesse scelto di collocare il suo mistero proprio dentro la nostra dimensione relazionale e comunitaria?
Forse era difficile anche per Gesù far comprendere questa realtà di estrema prossimità del Regno dei cieli. Figuriamoci quanto il gruppo dei Dodici fosse in difficoltà non solo a comprendere ciò che il Maestro diceva, ma soprattutto a entrare nel linguaggio delle sue parabole.
Proviamo allora a leggere queste immagini a partire dalla nostra parrocchia, domandandoci quale rapporto ci sia tra il Regno dei cieli e la nostra comunità.
La parabola del buon seme e della zizzania ci ricorda che la comunità non deve essere perfetta. Se lo fosse, probabilmente non sarebbe il Regno, ma l'esperienza di qualche eletto che, proprio in nome della perfezione, finirebbe per escludere la maggioranza.
Il Regno, invece, cresce nella pazienza di Dio, che lascia convivere il bene e il male, nella fiducia che il bene possa maturare. Anche la parrocchia è chiamata a essere una comunità che non elimina le fragilità, ma le attraversa insieme, aiutando ciascuno a crescere.
La parabola del granello di senape racconta una realtà piccola, quasi insignificante. Anche la parrocchia può sembrare poca cosa nel grande mondo. Eppure è proprio questa piccolezza a renderla aperto a tutti gli ambiti della vita. Non è una realtà che deve vivere chiusa in sé stessa, ma una piccola esperienza che può allargare lo sguardo, intrecciare relazioni, abitare il mondo e offrire riparo a chi incontra.
La parabola del lievito e della farina ci ricorda infine che il Regno non serve sé stesso. Il lievito non esiste per essere conservato, ma per far fermentare una quantità di farina infinitamente più grande di lui. Così anche la parrocchia non vive per custodire la propria esperienza, ma per essere fermento nella Chiesa e nel mondo. Se una comunità si limita a stare bene insieme, perde la sua vocazione; se invece riesce a far crescere la vita attorno a sé, allora diventa davvero immagine del Regno.
Forse è questa la domanda che il Vangelo ci consegna oggi: la nostra parrocchia è semplicemente un gruppo di amici devoti, oppure è un piccolo segno del Regno di Dio?
Una comunità dove non si pretende la perfezione, dove la piccolezza non è un limite ma una forza e dove ciò che viviamo insieme diventa lievito capace di far crescere molta altra vita?
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