giovedì 7 settembre 2023

Amare concretamente la comunità

Colossesi 1,9-14 e Luca 5,1-11

Paolo prega perché la comunità di Colosse sappia accogliere la verità del Vangelo, crescere nella fede e, conoscendo meglio Dio e la sua volontà. Paolo mette in evidenza che l’iniziativa è del Signore. Egli afferma infatti che i cristiani partecipano in questo modo alla «sorte dei santi nella luce». La preghiera di Paolo per i Colossesi è una supplica a Dio, mam lo è per tutte le comunità e per tutti i tempi.
E noi siamo capaci di supplicare Dio per le nostre comunità, per il nostro prossimo, per le nostre famiglie, ecc ... e i miei amici ...
La preghiera di Paolo è una supplica, che esprime l’affidamento delle persone care, cioè di chi nell'amore di Dio scopre come prezioso e importante.

mercoledì 6 settembre 2023

La grazia di essere comunità

Colossesi 1,1-8 e Luca 4,38-44

Paolo scrive questa lettera ad una concreta e reale comunità e dà inizio al suo scritto ringraziando Dio per la fede dei credenti di Colosse, fede fondata sulla verità del Vangelo. E’ Cristo, figlio di Dio Padre, il punto focale della lettera anche nella sua parte iniziale.
La lettera é indirizzata ai Colossesi ma, oggi potrebbe essere indirizzata a ciascuna nostra comunità: quale messaggio posso cogliere a partire dal saluto?
Oggi capisco che devo ringraziare per la mia comunità così com’è, che devo riconoscere e valorizzare la fede dei miei fratelli in Cristo, per sentirci tutti destinatari di una grazia.

martedì 5 settembre 2023

Figli della luce

1 Tessalonicési 5,1-6.9-11 e Luca 4,31-37

Qual'è la differenza tra i figli della luce e i figli delle tenebre? I primi vivono nel presente, abitano il tempo, liberi tanto da vincoli che da nostalgie del passato, tanto da sogni utopistici di un futuro ideale, vivono il presente, distinguendo ciò che è bene e ciò che è male, hanno fiuto per le tentazioni da rifuggire e per le occasioni da prendere al volo. I figli della luce amano la purezza, evitano che si diffonda in loro quel velo che distorce la realtà, e permettono alla Grazia di Dio di mantenerli lucidi e consapevoli di sé e del mondo circostante. Dopodiché sono sereni, e vivono senza ansia l’attesa del giudizio che sarà ... I figli delle tenebre sono preoccupati di tutto ...

lunedì 4 settembre 2023

Sedotti

 

Ger 20,7-9; Sal 62; Rm 12,1-2; Mt 16,21-27


"Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà".

Questo perdere questo lasciare, quanto ci inquieta, ma è nella dinamica della seduzione, del lasciarci sedurre ...

Tutti sappiamo che prendere la propria croce su di sé, come invita a fare Gesù nel vangelo di oggi non è così facile. Gesù sa bene che noi, come i discepoli e come Pietro, abbiamo ancora molta strada da fare per riuscire ad andare dietro a lui. Ecco che di fronte a tanto timore, Gesù pone una condizione che sembra impossibile, ma che è necessaria: la croce.

Oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza la croce, anzi, ci impegniamo a proporre un Dio fatto secondo noi; ma Gesù ci ricorda che la sua vita e la sua via sono la via dell’amore, e non c’è vero amore senza il sacrificio di sé stessi. Essere disposti al sacrificio di noi stessi questa è la croce.

Forse è proprio per questo che oggi i credenti sono pochi ... è molti si dileguano e abbandonano la fede cristiana, nessuno vive con vera consapevolezza il sacrificio di sé stesso, anche solo nel dono all'altro e al fratello.

Ma come è possibile caricarsi della croce? Accogliere la logica della croce?

La croce è possibile solo nella logica della seduzione.

Signore mi hai affascinato, dice il profeta Geremia descrivendo la sua esperienza di fede: mi hai sedotto/affascinato e mi sono lasciato sedurre/affascinare.

Il termine deriva dal latino se-ducere e significa letteralmente "portare a sé", "condurre fuori dal retto cammino".

Ecco che la parola conserva una valenza negativa, tentare qualcuno a far qualcosa che non vorrebbe normalmente fare; ma porta con se anche un senso positivo l'affascinare.

Riconosciamo che Dio attira a sé persone di ogni lingua, razza e cultura, con il suo amore seducente e attraverso loro anch’essi hanno sedotto altri uomini e donne che li hanno seguiti, come ad esempio Chiara ha seguito Francesco.

Il solo fatto che molte persone in diversi luoghi e in diversi tempi si siano lasciate sedurre da Dio − non da una sua idea, da una sua immaginata o immaginaria presenza, ma da un appello concreto, da una reale chiamata − ci spiazza palesemente e dimostra quel Dio che parla nel profondo della nostra umanità, anche oggi.

Di qui la necessità di guardare dentro di noi per chiederci: “Dove mi trovo”? Da che cosa sono sedotto, dalle creature o dal creatore? Perché ho sete dell’invisibile e mi fermo a ciò che è visibile? Perché mi faccio sedurre da cose piccole e passeggere e non da Colui che è grande e perenne? Dio può interessarsi a me? Sono io davvero tanto importante per Lui?

Ci accorgeremo così che la nostra vita è un continuo oscillare tra le seduzioni del mondo e la seduzione di Dio che parla nel silenzio. La Sua seduzione, infatti, non ci priva mai del. dono della libertà. Infatti, la domanda di Gesù per ciascuno evolve inevitabilmente nel: "E tu, non potresti dare la tua vita per me?”.

Dobbiamo imparare nuovamente a lasciarci sedurre da Dio, da Gesù. Il suo invito è nella libertà di chi sceglie per amore di accettare il costo di amare, cioè il dono di se stessi.

Ecco che allora la risposta non potrà essere che dono, cioè offerta di sé, come risposta a colui che tutto ci ha dato, fino a morire per noi.

domenica 3 settembre 2023

Una speranza viva

1 Tessalonicési 4,13-18 e Luca 4,16-30

In questi versetti di 1 Tessalonicési, Paolo ci sfida a credere nella resurrezione .., a fare quel salto che permette di superare la disperazione nel confronto con la morte. D'altronde è evidente che la morte rappresenta per molti la tristezza che non si può vincere, dice infatti "... non siate tristi come gli altri che non hanno speranza". Ma la speranza in cosa? nella vita eterna? nella resurrezione dei morti? Ma noi a mala pena capiamo cosa significhi che i morti risorgono, e facciamo fatica ad immaginarci cosa ci sia dopo la morte. La Parola di oggi ci  vuole raggiungere, vuole arrivare dritta al cuore.. e con un messaggio chiaro e rassicurante, convincente, è una parola pacifica, che conforta: la speranza è il Signore Gesù Cristo morto e risorto.

sabato 2 settembre 2023

Un amare facile

1 Tessalonicési 4,9-11 e Matteo 25,14-30

Vivere in pace, occuparsi delle proprie cose e lavorare con le proprie mani. Per amare gli altri occorre partire da sé. Semplici azioni pratiche per una vita serena, e soprattutto per riuscire ad amare.
Credo proprio che Paolo dica chiaramente che, per imparare ad amare, occorre tradurre concretamente nella vita quella esperienza d'amore che la fede ci rivela: "siamo amati da Dio". Credere ed esprimere una tale consapevolezza significa perdere qualcosa del nostro comfort (egoismo, auto gratificazione) per mettere al centro il bene dell’amato, questo allenamento ci porterà ad essere fedeli nel piccolo per diventarlo anche nelle cose più grandi.

venerdì 1 settembre 2023

La santità del corpo

1 Tessalonicési 4,1-8 e Matteo 25,1-13

Paolo esorta ad astenersi dall’impurità, esorta a non lasciarsi dominare dalle passioni e a trattare il corpo con rispetto. Che parole anacronistiche, parole di un tempo che fu. Per il mondo di oggi la malizia e l’impurità  sembrano essere un valore aggiunto, mentre parole come castità e verginità risultano avere un senso quasi illusorio se non dispregiativo. Tutti facciamo i conti con il desiderio di felicita, ma è anche facile cadere nei surrogati di tale felicità, nell’impurità, ripiegare per avere attimi fuggenti invece che una vita. Dio ci ha chiamati alla santificazione, siamo chiamati alla felicità che non ha il sapore dei surrogati, ma è piuttosto un ascoltare quell’impulso, prenderlo seriamente, e scoprirvi un amore santo dono dello Spirito.