sabato 14 ottobre 2023

Giorni di giudizio

Gioele 4,12-21 e Luca 11,27-28

In Gioele il giorno del giudizio di Dio non tarderà ad arrivare, con tutto ciò che comporta. Questo è il modo di porsi di tutto l'antico testamento. Nel Nuovo Testamento, invece, il giudizio si impone come venuta del Figlio di Dio e del suo sacrificio in croce, da cui matura la consapevolezza che la salvezza è conseguente all'adesione all’amore di Dio, e da come incontriamo questo amore. Dio ci mette di fronte alle conseguenze dell'amore, sapendo che lui ci ha amati per primo e che l'amore ci trasformerà in figli di Dio, e diventerà di per sé il giudizio sulla nostra vita.

venerdì 13 ottobre 2023

Il giorno del Signore

Gioele 1,13-15;2,1-2 e Luca 11,15-26

Per chi crede, il Signore è venuto, viene continuamente, e verrà per giudicare il mondo e salvarci. In un simile contesto «il giorno del Signore» è un‘espressione privilegiata, abbreviata talvolta in «il giorno» o «quel giorno» oer indicare un evento storico, il giorno per eccellenza, che vede il trionfo di Dio, è il giorno consacrato in modo speciale al suo  culto.  Una delle caratteristiche del profeta Gioele, consiste nel fatto che egli parla del giorno del Signore, che si sta per abbattere come una devastazione dall’Onnipotente. Il giorno del Signore quindi non deve intendersi come quello del giudizio e della condanna: sarà quello in cui Dio "farà i conti" con noi, e sulla bilancia metterà il suo grande amore per noi e le nostre deboli risposte, ma dalla stessa parte del piatto.

giovedì 12 ottobre 2023

Arriva il Messia

Malachia 3,13-20 e Luca 11,5-13

L’arrivo del Messia in un modo tutto speciale va vissuta anche oggi con una  predisposizione d’animo tutta speciale: l’incontro con Lui va preparato!
Il Messia che Dio ci ha mandato, verrà ancora a cambiare i nostri cuori con la Parola e lo Spirito: è la Parola di Dio che come un fuoco purifica e converte i nostri cuori e ci insegna a vivere secondo Dio. Preparare il cuore alla sua venuta vuol dire saper attendere e perseverare nell’ascolto della sua Parola. Anche oggi le nostre comunità hanno bisogno del fuoco dello Spirito e della Parola per essere "cambiate" e rese adeguate altempo che viviamo.

mercoledì 11 ottobre 2023

La logica di Dio è la misericordia

Giona 4 1-11 e Luca 11,1-4

Giona scandalizzato è un profeta la cui profezia non si realizza: Ninive non sarà distrutta, Dio ha avuto misericordia, ma Giona non ci sta, egli ha preannunciato la distruzione, e questa non viene. Lui non riesce a perdonare gli abitanti di Nìnive per ciò che hanno fatto in passato. Non riesce a capire che il Signore, che è stato tanto buono con lui, che non lo ha abbandonato neppure quando egli è fuggito, vuole perdonare anche chi ha fatto ben peggio di lui. La logica divina è difficile da accettare. Possa questa misericordia plasmare le nostre vite, e questa pagina della Scrittura ci ricordi sempre che con Dio combattiamo il male, non le sue vittime.

martedì 10 ottobre 2023

Chiamati ancora

Giona 3,1-10 e Luca 10,38-42

Questa volta Giona parte alla volta di Ninive ed inizia la sua predicazione. Dio non ha scelto male il suo servo, Giona è davvero un bravo profeta e il popolo di Ninive lo ascolta! Il testo ci dice che per attraversare Nìnive occorrono tre giorni, ma quando Giona ha percorso solo un terzo della città, già le persone si convertono. Anche noi spesso sentiamo che la società in cui viviamo non è giusta, eppure il libro di Giona ci parla di un mondo che può cambiare se anche solo un uomo risponde alla chiamata del Signore.
Oggi, il Signore, per cosa ci chiama?

lunedì 9 ottobre 2023

Le nostre fughe da Dio

Giona 1,1-2,1-11 e Luca 10,25-33

Giona è un profeta molto particolare, non è coraggioso, non ha la forza di Elìa, che riesce a rimanere saldo, ma alla chiamata del Signore fugge il più lontano possibile. Giona tratteggia una fugura profondamente umana. La vicenda di Giona è la storia di ogni discepolo infedele, come quando anche noi preferiamo voltarci e andarcene, poiché temiamo cosa potrebbe accadere, temiamo di perdere qualcosa di noi stessi; temiamo di essere giudicati dal mondo e fuggiamo. Eppure Giona ama Dio nonostante la paura di obbedirgli, perché perché sa di essere amato da Lui. Spesso nella vita ci capita di viaggiare lontano dal Signore che ci ha chiesto di seguirlo, eppure non per questo lui ci abbandona, perché a Dio non basta salvare Ninive, ma vuole salvare anche Giona.

domenica 8 ottobre 2023

Gesù fa fruttare

Is 5,1-7; Sal 79; Fil 4,6-9; Mt 21,33-43

Dopo aver ascoltato questa parabola, chissà cosa si è smosso nel cuore di tanti, visto che Matteo ci informa che iniziano a prendere provvedimenti contro Gesù ...

Certamente è una immagine molteplice, cupa e affettiva insieme; la parabola è dura, sanguinaria ... ma emerge anche qualcosa di bellissimo cioè che a Gesù piace la vigna, amava le vigne, come già i profeti, lo si capisce fin dalle prime battute: un uomo, con grande cura, piantò, circondò, scavò, costruì. Gesù osserva l’uomo custode della vigna che ne diventa sfruttatore e predatore, ma al tempo stesso racconta come Dio non si arrende e prosegue nel suo intento ... quale è questo intento?

Il vino, sono convinto che l'intento di Dio è il vino della gioia, della letizia della vita, quel vino che nella Messa si offre con grande devozione: "il frutto della vite e del lavoro dell'uomo ... lo presentiamo a te perché diventi per noi bevanda di salvezza".

Questa parabola mi suggerisce un'immagine straordinaria: c'è una città antica nel deserto del Negev, una città che è stata abbandonata nel 6 secolo, è una città del regno nabateo, Avdat, sulla via carovaniera dell'area, che portava anche l'incenso dall'Oman a tutto il mondo antico.

Una città antica che ha una caratteristica, è nel deserto, ma attorno alla città coltivavano la vite, e le vigne producevano abbondantissimi grappoli ...

In città vicino alle mura, c'è un tino pubblico dove per uve venivano pigiate con i piedi di tutti ... che bello, la vendemmia era una azione collettiva e pubblica di tutta la città ... la pigiatura dei grappoli per produrre abbondante il frutto della vite: il vino. Mi piace pensare quale gioia il momento della vendemmia, quale gioia andare nei terreni curati e irrigati, dove le vigne, sotto quel sole caldo del deserto producevano i grappoli gustosi ... la vendemmia si rivela il tempo del frutto, tempo della gioia e della festa.

Di fronte a questa immagine mi chiedo, ma se la vigna oggi è la Chiesa, o la nostra comunità è importante che sia curata, che sia custodita con amore da noi, con la stessa premura del padrone della vigna.

Primo concetto la cura della comunità ... come io me ne prendo cura?

Con le chiacchiere, con la critica con il giudizio ... con l'indifferenza e l'astensione, questo è ciò che fanno i vignaioli omicidi ... spesso ogni siamo proprio così, invidiosi gli uni degli altri e in questo modo uccidiamo la vigna del Signore.

La cura deve essere quella pazienza buona che costruisce, accoglie, consola e anche soffrendo la fatica genera relazioni buone e sane, aperte al confronto e alla presenza di Dio, e a come lui si mostra dentro la nostra comunità. Abbiamo letto  cosa dice Paolo agli Efesini .. quello è l'atteggiamento da imitare per esprimere la cura della vigna che c'è la chiesa, che è la nostra Parrocchia.

Secondo concetto raccogliere il frutto ...

Per molto tempo ho pensato che il frutto fosse il grappolo buono: le nostre opere, il nostro agire ... ma ora sono convinto che il vero frutto della vite è il vino ... che è la bevanda di salvezza, un frutto di vita per l'eternità...

Ecco che mi chiedo la nostra umanità, il nostro esserci è frutto di vita, noi siamo solo operai della vigna e anche frutti che pigiati danno il vino della vita ... se noi siamo unito a Cristo non possiamo non essere frutto di vita ... per il mondo, per la Chiesa è fra di noi.

Ma ci pensate, ciascuno può essere frutto vivo per la moglie, per i figli, per gli amici, per il proprio parroco, al lavoro, a scuola, al bar ... il nostro esistere uniti Gesù è Frutto.
Dio, in questa vigna, in questa nostra comunità ci offre una casa di cui prenderci cura, e dove possiamo essere veramente noi stessi e trovare una vera intimità con lui, perché la nostra vita sia feconda e porti frutto e possiamo provare l’estasi della vera gioia, il vino buono dell’eternità.