giovedì 14 dicembre 2023

Condensato profetico

Isaia 41,13-20 e Matteo 11,11-15

Il "redentore" del versetto 14 traduce l’ebraico "go’el": colui che vendica il sangue versato del parente ucciso, oppure il difensore della vedova. Questo ruolo rispetto al popolo, è Dio stesso che lo rivendica. I versetti 15 e 16 riprendono Isaia, per cui si tratta di preparare la via e renderla piana affinché il ritorno a Gerusalemme sia agevole; questo ci porta a Giovanni Battista, che con il suo battesimo aprirà e spianerà la strada alla conversione dei cuori e alla Pasqua. I versetti 17 e 19 anticipano la profezia di Isaia: O voi tutti assetati, venite all’acqua…, ripresa da Gesù alla fine della Festa delle Capanne ...

mercoledì 13 dicembre 2023

Possiamo mettere le ali

Isaia 40,25-31 e Matteo 11,28-30

Sarebbe bello correre, affannarsi, camminare senza stancarsi! Sarebbe meraviglioso volare come aquile. Quanto spesso invece ci ritroviamo incastrati in condizioni che non sembrano rispettare le nostre aspettative?
Ciascuno di noi è immagine di Dio ma facilmente ce ne dimentichiamo, ci dimentichiamo chi siamo, da chi proveniamo e verso dove siamo diretti.
Questo ci porta a scegliere piccole libertà, ma noi non siamo stati creati per cose piccole, ma per volare alto. Ecco che oggi abbiamo paura della santità, abbiamo timore di lasciarci guidare dallo Spirito, non volendo lasciare le redini della nostra vita al Signore.

martedì 12 dicembre 2023

Consolate ... Consolate

Isaia 40,1-11 e Matteo 18,12-14

Consolare significa sostanzialmente “stare con uno che è solo”. L'idea è suggestiva perché tanta tristezza o dolore nasce proprio dall'essere soli e abbandonati, privi di una presenza che ti riscaldi, di una mano che ti accarezzi, di una parola che riempia il silenzio e le lacrime. Consola chi aiuta a cogliere la novità ed i segni, parlando al cuore perché sorgano pensieri e attese di speranza. In questa profezia di Isaia
le immagini e i significati si ripetono per rinvigorire e rinnovare la speranza, ma soprattutto viene presentata la presenza del Dio consolatore.

lunedì 11 dicembre 2023

Il vero profumo inebria

Isaia 35,1-10 e Luca 5,17-26

Per il mondo ebraico il narciso è associato alla bellezza e fertilità. Il significato del nome si potrebbe tradurre come “stordimento”, forse dovuto probabilmente al profumo intenso e penetrante. È una pianta che necessita di sole e fiorisce generalmente tra marzo e maggio, il periodo della Pasqua, quando il deserto fiorisce.
Rileggendo il testo emerge la vicenda di un popolo immerso nel piano di Dio, che lo crea e lo rigenera con il suo “soffio vitale”. Oggi facciamo attenzione al profumo di Cristo, al profumo del Regno e della vera umanità, dffidiamo dei falsi odori, che negano Dio e promuovono indifferenza.

domenica 10 dicembre 2023

C'è una buona notizia per tutti ...

Is 40,1-5.9-11; Sal 84; 2 Pt 3,8-14; Mc 1,1-8

La seconda lettera di Pietro sembra voler scrivere nella realtà in cui viviamo alcuni punti fermi:
- non perdere di visita ...
- Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, ...
- aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.
Orientare il nostro sguardo significa lasciare che il Signore ci conduca, ma soprattutto che ci accompagna nel vivere il nostro quotidiano.
All'inizio dell'essere cristiano,all'inizio della nostra scelta che cosa c'è?
Papa Benedetto XVI diceva che non può esserci una decisione etica o una grande idea - una fede così non regge -  ma solo l'incontro con un avvenimento, un fatto reale, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Ecco che non perdere di vista significa continuare a scegliere rispetto a quell'orizzonte, quindi  non scelte a singhiozzo o a gambero.  Ma scelte ponderate, ispirate e meditate, con la mente e il cuore,in un vero discernimento.
Fiducia nelle promesse. Cioè essere profetici. Essere profeti come il Battista. All'origine di Giovanni come anche all'origine di noi stessi c'è la Parola che Dio ha pronunciato fin da principio chiamandoci all'esistenza; prima del tempo per essere nel tempo e nel suo compiersi. La parola si realizza come promessa, non solo per Israele, non solo per chi attendeva il messia,  ma la parola si compie per me oggi, nella mia vita. Le promesse di Dio sono attuali. La Terra della promessa è dove la mia vita realizza la vocazione ad essere santo. Ma ci pensate che bello centrare la propria vocazione ... invece di essere una mina vagante di frustrazioni ..
Dove sperimento il giudizio di misericordia e riescono a dare al mio tempo il calore dell'amore. Questo è la penitenza, la confessione... dei miei peccati.
Fiducia nelle promesse, significa mai smarrire la speranza ed essere sempre portatori come Isaia di una notizia buona e nuova. Il vangelo riconduce sempre la nostra vita alla promessa di Dio, promessa di vita nuovamente di speranza, proprio quindi la vita e la speranza vengono tradite.
Aspettiamo cieli nuovi e terra nuova! Nel cielo con Dio, ma un poco anche qui su questa terra tanto amata dal Padre. Una terra splendida e meravigliosa, ferita e umiliata, ma sempre amata fino a versare su di essa il suo sangue. Segno di amore e di vita eterna.
Ecco allora che oggi Gesù attraverso la parola ci fa essere Vangelo, o meglio Evangelion, cioè buona notizia!
Ed ecco che finalmente è arrivato l'Avvento ... e posso dire che è realmente così?
Posso dire che in questo tempo mi ha raggiunto la buona notizia?
Abbiamo bisogno che torni l’Avvento a dirci perché siamo sempre qui ad aspettare qualcuno. 
Abbiamo bisogno che torni ogni l’Avvento a dirci il senso di questo desiderio che ci sospinge. 
Abbiamo bisogno che torni ogni anno l’Avvento sul cumulo di desideri e delle sconfitte  che accumuliamo, sulla fame di tenerezza di cui abbiamo sempre più bisogno.
Abbiamo bisogno che torni l’Avvento a dare senso al desiderio di essere più umani e più veri.
Abbiamo bisogno che torni  l’Avvento per poterti adorare nella carne, scoprirti nascosto nei miei desideri, accoglierti come infinito nel mio finito.


sabato 9 dicembre 2023

Il volto segreto della pace

Isaia 30,19-21.23-26 e  Matteo 9,35-10,1.6-8

lsaia afferma con grande  energia che il Popolo di Sion che abita Gerusalemme è in una condizione di assoluta grazia e pace con il suo Signore!
Questa grazia non è immaginaria e non si colloca in un universo  fuori dalla storia, ma è la concreta e vera esperienza della fede capace di generare una storia nuova e di pace!
Per questo è interesse quella precisazione: “
Anche se il Signore ti darà il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione, non si terrà più nascosto”!
Benediciamo il Signore!

venerdì 8 dicembre 2023

Ascolta, fidati e allora accade ...

Gen 3,9-15.20 Sal 97 Ef 1,3-6.11-12 Lc 1,26-38

Lo scorso anno, nel perdurare della guerra tra Russia e Ucraina, l'8 dicembre, papa Francesco ai piedi della Madonna in piazza di Spagna a Roma, così pregava: “Grazie, Madre nostra! Guardando a te, che sei senza peccato, possiamo continuare a credere e sperare che sull’odio vinca l’amore, sulla menzogna vinca la verità, sull’offesa vinca il perdono, sulla guerra vinca la pace. Così sia!”
A un anno di distanza la realtà del mondo in guerra si è ulteriormente complicata; restiamo sgomenti e senza possibilità di replica.
Attualmente - dati aggiornati al 21 settembre 2023 - le guerre in corso sono 59. Un numero che corrisponderebbe al livello più alto dal 1945. Oggi non vogliamo semplicemente lamentarci davanti a Dio e nemmeno elevare la solita supplica ala Madonna ... ma vogliamo riconoscere un fatto, un evento straordinario: che La Parola di Dio accade anche oggi!
Proprio in questa realtà risuona la parola di Dio che dice che "nulla è impossibile a Dio". È con queste parole che si chiude ciò che l'evangelista Luca ci ha raccontato, circa ciò che l’angelo Gabriele dice a Maria. Ma perché nulla sia impossibile a Dio è necessario che il nostro cuore si metta in ascolto della Sua Parola, sia disposto a Fidarsi, perché solo in questo modo accade quel ribaltamento, quella pienezza del tempo e del dono di grazia che è il mistero di Dio in noi.
Maria Immacolata, ci racconta cosa accade quando si ascolta e quando ci si ha fiducia.
La parola accade non in una favola di mille e una notte, ma accade sempre in una realtà di fatica. Infatti, la stessa parola ci aiuta a capire che occorre confrontarsi col mistero del peccato, così come all'inizio nel racconto della creazione: la parola mette in evidenza come il peccato ha la sua forza di deviazione sul cuore umano. Un'azione progressiva di disumanizzazione ... 
Ma ciò che avviene attraverso e con Maria ci apre tutto l'orizzonte della possibilità e della redenzione. Ecco che l’evangelista chiude questo racconto con questa assicurazione – che nulla è impossibile a Dio –.
Quel nulla è impossibile a Dio accade anche un una storia, una realtà in salita, nella fatica ...
La Galilea è una salita: è la regione disprezzata, Galilea delle genti pagane, la regione delle persone che si credeva neanche sarebbero potute risuscitare, perché escluse dall’azione di Dio.
È da questa città della Galilea, “chiamata Nazaret”, da questa città anonima, da un borgo di pastori ... selvatici, che abitavano in case grotte... gente rude e forse anche bellicosa. Tutta la fatica di essere coppia, di essere fidanzati e poi  famiglia, e di accogliere e custodire il figlio di Dio.
Ma è in questa fatica che risuonano proprio le parole dell'angelo! E' nelle nostre fatiche di oggi che hanno ancora forma e valore le parole dette a Maria: “Rallegrati”, cioè gioisci, “Piena di grazia”, che non è una constatazione che l’angelo fa delle virtù di Maria, ma dice sei “riempita dalla grazia”. Ed ecco “Il Signore è con te”, è l’espressione con la quale Dio confermava la sua presenza in e con coloro che chiamava a compiere le sue azioni, a coloro che ascoltano e che si affidano. Dio è il Dio della Promessa e della fedeltà. 
Dio oggi può riempire il nostro cuore? Se lo riempie allora cambierebbe tutto. Dio si fa ascolto, di fa fiducia da parte dell’uomo, e gli chiede di fidarsi della parola ascoltata .... “Allora Maria disse: Ecco la serva del Signore” ...