sabato 13 aprile 2024

Abbiamo paura pure noi

Atti 6,1-7 e Giovanni 6,16-21

Abbiamo paura anche noi? Come i discepoli nella tempesta dimostrano tutta la loro umana paura, non tanto di morire affogati nel mare, quanto piuttosto, hanno paura nel vedere Gesù che cammina sulle acque. Vedere Gesù che viene incontro a loro non consola ma causa turbamento: hanno una paura immediata. È la paura di Dio. Ciascuno di noi conserva dentro di sé una fondamentale paura di Dio: "non sarà che mi chieda qualcosa di strano, qualcosa che cambi il mio mdo di vivere e le mie scelte?" Meglio stare a distanza ... magari navigare con fatica nella tempesta, ma meglio tenerlo a distanza di sicurezza! Ma chi ci salverà poi dalla paura della morte? Perché arriverà anche la morte, camminando nella tempesta del vivere quotidiano.

venerdì 12 aprile 2024

Pane di vita e risurrezione

Atti 5,34-42 e Giovanni 6,1-15

In modo provocatorio, la liturgia pasquale richiama e lega le apparizioni del risorto, con il capitolo giovanneo del pane della vita, che ha il suo inizio nella moltiplicazione dei pani e dei pesci. "Era vicina la Pasqua dei giudei", quasi a sottolineare come tutto questo ha a che fare con la Pasqua, non è un semplice atto straordinario, non è un miracolo. La risurrezione è in modo concreto prefigurata nel pane che nutre la vita, perché Gesù è il vero nutrimento, Egli è il pane che non va perduto ma che dura per la vita eterna. Egli fa entrare gli uomini in una logica di gratuità e sovrabbondanza, che supera ogni calcolo puramente umano dei discepoli e costituisce per loro e per noi una prova di fede.

giovedì 11 aprile 2024

In ascolto di Gesú, ascolto dello Spirito.

Atti 5,27-33 e Giovanni 3,31-36

Questo brano del vangelo di oggi, in un modo un poco ermetico, svela in gergo giovanneo l'itinetario terreno di Gesù che si compie nell'innalzamento sulla croce.
Questo itinerario del Verbo che era nel seno del Padre, che si è fatto carne e che risale al Padre nell'atto di essere elevato sulla Croce, prende espressione concreta nella Parola di Dio, ossia l’ultima definitiva e insuperabile comunicazione di Dio all’uomo. È la Parola, Verbo fatto carne, che dona, esprime e realizza nel tempo e nella storia lo Spirito senza misura ..., e così facendo genera la comunità dei figli di Dio. Chi ascolta lo Spirito comprende tutto questo.

mercoledì 10 aprile 2024

Battezzati, immersi, amati.

Atti 5,17-26 e Giovanni 3,16-21

Gesù continua il dialogo con Nicodemo, ma lui si dimostra incapace e scompare; in realtà è un artificio narrativo per il quale ora, gli interlocutori di Gesù restiamo solo noi. Le parole di Gesù interpellato direttamente il segno del Battesimo nel quale siamo diventati cristiani. Nel battesimo, immersi nell'acqua e nello Spirito effuso dal Cristo crocifisso, siamo resi figli; cioè partecipi di quell'amore che solo Dio Padre rappresenta. Lì infatti Dio si mostra come il Padre che ama talmente gli uomini da donare loro il Suo figlio unigenito. È questo amare che Gesu vuole farci comprendere e soprattutto sperimentare.

martedì 9 aprile 2024

Tutti i maestri di Israele

Atti 4,32-37 e Giovanni 3,7-15

La vita nuova che ciascuno ha accolto nella pasqua, è la vita che la comunità credente è chiamata a riconoscere e realizzare dopo la Resurrezione. Il segno evidente di questa novità è la Pentecoste, che è lo spazio di felicità, nel quale la vita nuova si manifesta.
Ma Nicodemo è talmente radicato nelle proprie ragioni che non capisce, non riesce a immaginare una tale novità. Come noi quando le nostre tradizioni, i nostri progetti, i nostri ragionamenti sostituiscono la fede in Gesù e ci imprigioniamo nella solita vita. La vita cristiana, se vogliamo, porta in sé una meraviglia di grazia che è l'amore di Dio e il suo essere fedele che si esprime proprio nell'innalzamento sulla croce.

lunedì 8 aprile 2024

Annunciazione a Maria

Luca 1,26-38

Gerusalemme, anche oggi è la città predestinata ad accogliere la venuta del Salvatore. Gerusalemme, la città di Davide, la città del Tempio cioè del luogo d’incontro tra Dio e il suo popolo. Che strano ... stiamo parlando della stessa città?
E Betlemme ... e Nazareth? Rileggendo tutto con lo sguardo di oggi, è molto difficile pensare e accettare che in questi luoghi prediletti si renda evidente il mistero del Dio eterno ... Ma il Cristianesimo non è una religione, ma una Persona viva che non solo rivoluziona il nostro modo di pensare, di pregare, di incontrare Dio, ma ha la "pretesa",  allora come oggi, di stare dentro la vita di tutti i giorni, per riempirli di sé.

domenica 7 aprile 2024

Pace a voi

At 4,32-35; Sal 117; 1 Gv 5,1-6; Gv 20,19-31

Anche se tanti ironizzano circa la veridicità dello stile di vira della prima comunità apostolica, come descritta in Atti, ugualmente occorre lasciarsi interrogare circa il necessario cambiamento che la fede cristiana imprime nella vita dei singoli credenti. È questo cambiamento lo stimolo continuo nella vita delle stesse comunità; la necessaria novità nasce in forza della risurrezione. 
Che cosa passa nel cuore dei credenti di oggi? Come il risorto è colui che passa a porte chiuse, senza rumore, in punta di piedi, senza chiavi nella serratura, e neanche il cigolio di una maniglia; passa attraverso i muri che innalziamo tra di noi, muri di indifferenza e di paura dell'altro. Passa attraverso i muri che alziamo per difenderci e per imprigionarci.
A quel tempo i discepoli erano increduli e ritengono infondate le parole dette loro dalla Maddalena e le altre donne. Ma queste a differenza egli apostoli, hanno subito aperto il cuore a Gesù abbattendo i muri di separazione, i muri dell'indifferenza e della paura.
Fintanto che ci stringiamo circondati da muri, la risurrezione per noi è improbabile. Ma se il risorto con ma sua parola di vita abita in noi, e trova casa in noi, allora i muri crollano e ci troveremo all'esterno, cioè nel mondo.
Riporto le parole che ieri ci ha donato suor Carmela di Effetà a Betlemme: “Gesù ha detto di amare i propri nemici, di pregare per i propri nemici...quindi noi abbiamo questo compito, lui lo ha detto, noi dobbiamo farlo... possiamo portare così "speranza", l'unica possibile, quella che si fonda su Gesù". Ma la forza di queste parole è nell'essere parole di un vivo e non un ricordo di un morto.
E ancora: “non abbiamo dubbi, la presenza dei cristiani in Terra Santa è provvidenziale, solo in Gesù esiste il perdono, la preghiera e l'amore per tutti, anche per i nemici. Questo testimoniano i cristiani in Terra Santa ..., per questo vanno sostenuti, in un tempo tanto difficile, (…)”
In queste parole, di chi è segno di risurrezione in una terra di morte, è possibile rendere concrete e credibili la con le ultime sue parole che Gesù è tra di noi e lo era nel cenacolo per stare insieme ai discepoli: "pace a voi", come dire io sono la pace, sono la vostra pace, io mi dono come pace a voi.