sabato 7 settembre 2024

Lecito o non lecito, questo è il problema

1Cor 4,6-15 e Lc 6,1-5

Non è facile capire che la legge è per l'uomo e non l'uomo per la legge. Anche noi spesso ci nascondiamo diero la rigidita delle leggi e dei precetti. Lo affermiamo da tempo che il sabato è per l'uomo e non il contrario. Inoltre nel Vangelo è chiaro che Gesù è il Signore della legge. L'ha fatta Lui. Il brano di vangelo vuole portarci a forzare la legge come giustificazione di rigide osservanze in forza della novita che è Gesú  ... Ma nello stesso tempo il precetto ci richiama a un essenziale che non deve essere stravolto ma che evolve, nella verità, con il crescere e maturare dell'umano.

venerdì 6 settembre 2024

Nuovo contro vecchio

1Cor 4,1-5 e Lc 5,33-39

C'è una novità, una forza nuova, un pensiero nuovo, una notizia nuova in tutto ciò che è Gesù, e di questo i custodi di ciò che nuovo non è se ne sono accorti. Anche oggi nella Chiesa, nelle nostre parrocchie, quando si parla di novità, subito c'è chi con resistenza pone il principio del: perché cambiare? E se si cambia, è per non cambiare niente! Al massimo si rimescola vecchio e nuovo, giusto giusto, per far vedere che qualcosa si è fatto. Ma perché siamo così poco propensi al cambiamento? Forse semplicemente perché abbiamo un cuore "chiuso e vecchio", incapace di accogliere il nuovo,  pieno della paura che il "nuovo" rompa "gli otri vecchi" ... questo significa che siamo fatti di vecchiume.

giovedì 5 settembre 2024

La pesca della vita

1Cor 3,18-23 e Lc 5,1-11

È la scena stupenda della pesca miracolosa, tra le piu belle di tutto il vangelo. È un dialogo asciutto ed essenziale che mette in evidenza come Gesù voglia coinvolgere Simone (futuro Pietro), chiedendogli la barca - per compiere l'annuncio -; poi sempre quella barca per accogliere i moltissimi pesci - la Chiesa -; e a seguire per superare il limite rispetto alla cruda realtà - non abbiamo preso nulla -, con la fiducia nella sua Parola - sulla tua parola getterò le reti -. Ecco che quella barca conduce alla sequela: "tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono".

mercoledì 4 settembre 2024

La realtà si riempie di Dio

1Cor 3,1-9 e Lc 4,38-44

Gesù uscito dalla sinagoga dove ha scacciato il demonio (il male/maligno) elentra in casa (quella di Pietro) dove incontra l’umanità ferita. Ed ecco che quella casa al pari della sinagoga si riempie di sacralità, quella vera, fatta non tanto di rituali e catechesi, ma di relazioni buone e di fraternità. La potenza di Dio esce dal tempio e si aggira per le case di Cafàrnao dove accadono miracoli e guarigioni. Gesù vuole sacralizzare il mondo, le case, gli ambienti. La realtà quotidiana si riempie di mistero, di presenza, si riempie del Regno di Dio che viene!

martedì 3 settembre 2024

Una Parola autorevole

1Cor 2,10-16 e Lc 4,31-37

Oggi ci soffermiamo sulle caratteristiche e conseguenze delle Parole di Gesù. L'evangelista dice che erano stupiti del suo insegnamento, perché la sua Parola aveva autorità. Per chi è nella Sinagoga, non è Gesù ad avere autorità, ma la Parola. Ma per noi la Parola non esiste senza Gesù, perchè Gesù e la Parola sono la stessa cosa. È Lui la Parola che era fin da principio, è Lui la Parola che risuona nella Sinagoga e che realizza se stessa: la Parola è il centro della Liturgia della Sinagoga e rappresenta qualcosa di autorevole e potente, perchè quella Parola realizza ciò che dice, rende concrete e vere le Scritture. La Parola è autorevole perché, se la accogli ti cambia la vita.

lunedì 2 settembre 2024

Quando regana il pregiudizio.

1Cor 2,1-5 e Lc 4,16-30

Deve essere stato veramente duro per Gesù sentirsi indagato, giudicato e scartato. Il problema è uno solo: riuscire a fare accettare la sua identità... riuscire a fare accettare senza pregiudizi ciò che siamo e come siamo. Questi atteggiamenti prevenuti e dichiarerà appartengono alla nostra umana fragilità restia a credere che il Messia possa esistere insieme al figlio del falegname di quel piccolo e insignificante paese di pastori della Galilea. Ma quanto è accaduto a Gesù, quante volte accade anche a noi, e quante volte accade a causa dei nostri pregiudizi.

domenica 1 settembre 2024

Lavami nel tuo amore

Dt 4,1-2.6-8 Sal 14 Giac 1,17-18.21-22.27 Mc 7,1-8.14-15.21-23

Gesù ci ha dato un cuore nuovo e uno sguardo divino sulla vita ... è questo il motivo per cui un vero cristiano non riesce ad accettare le scelte di male che oggigiorno vengono  presentate come necessarie espressioni di giustizia e quindi legittimo risarcimento. "Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo".
Dobbiamo ammettere che il nostro cuore, il nostro cuore o realtà interiore è spazio di amore come anche di fragilità, una grande fragilità. Il popolo di Israele aveva appreso la necessità di riempire questo spazio interiore del mistero di Dio, per poter fare discernimento nella vita e vivere bene la propria condizione umana. Gli eccessi e lo stravolgimento delle leggi hanno portato all'indurimento del cuore e alla aridità della vita... lasciando spazio al peggio di noi e al male.
Ma se è vero che il male è dentro di noi, come ci è entrato il male nel cuore dell’uomo? Sì da renderlo cattivo?
Gesù dice una cosa importante: Non c’è nulla fuori di noi che possa contaminare il cuore. Per cui smettiamo di nasconderci dietro a delle scuse. Smettiamo di incolpare la televisione, Internet, il vino, la scollatura di una donna. Non sono loro il male. La responsabilità del peccato è del male che scelgo e voglio è solamente mia. 
A tutti noi suoi discepoli viene data la possibilità di compiere un vero salto di qualità nel proprio cammino di fede, una vera e propria traversata dentro le dinamiche e tensioni che abitano il cuore.
Prima di tutto saper discernere le nostre mentalità religiose e spesso bigotte che invece di esprimere la bellezza del mistero, allontanano dal Signore.
Il cambiamento che Gesù propone ai suoi discepoli va nella direzione di uno scardinamento di questa mentalità, scrutando in noi stessi per capire.
Gesù vuole metterci in guardia dalla tentazione di cercare l’origine del male fuori: sarebbe sempre colpa di qualcuno o di qualcos’altro. Gesù ci libera da quest’illusione
Ecco allora che non basta cioè alzare steccati, creare separazioni, escludere qualcosa o qualcuno: il male va cercato e guarito nella sua vera sorgente.
E poi, altra illusione, quella per cui basterebbero dei riti o l’osservanza di alcuni precetti per purificare il cuore.
Il cuore impuro è quello lontano dal Signore, un cuore cioè che cerca di salvarsi da solo e non si fida della salvezza che viene da Dio.
Il cuore impuro è anche quello lontano dai fratelli e, soprattutto, dai poveri e dai sofferenti: è il cuore egoista, ripiegato su se stesso.
La purezza cristiana non è mai dunque una questione giuridica e di purità legale, ma è una purezza incarnata, che ha il sapore di una solidarietà fraterna: è puro chi ama.