Romani 10,9-18 e Matteo 4,18-22
Sant’Andrea apostolo
Ciascuno di noi è abituato a determinare la direzione della propria vita, proprio come Simone e Andrea che conducono la loro barca. Arrivato Gesù … è lui che si propone come loro pilota nella vita … a seguirlo senza calcoli, convenienze, senza possibili previsioni. Quello che per noi assume il carattere impegnativo e solenne della chiamata vocazionale in realtà è semplicemente la realizzazione di una amicizia. È il desiderio di Gesù, di essere accolto, a cui corrisponde la disponibilità ad accogliere di Simone, di Andrea, Giacomo e Giovanni. Ecco che la vocazione si rivela un percorso di normalità in cui scoprire sempre più intimamente attraverso la relazione di amicizia con il Signore la dignità della nostra vita, e quale meta è la nostra felicità.
mercoledì 30 novembre 2022
martedì 29 novembre 2022
La gioia vera
Isaia 11,1-10 e Luca 10,21-24
Quale gioia è veramente la vera gioia?
La vera gioia è il nostro nome scritto nei cieli, nel Padre! Ma cosa significa?
A questo punto, Gesù si spinge oltre, rivela come la quotidianità di ognuno è il riflesso del cielo, ed è lo spazio della gioia vera: “beati i vostri occhi che vedono … e gli orecchi che ascoltano …”
È generalmente la nostra piccolezza, la fragilità e l’umiltà che ci permette di entrare in quell’ascolto della Parola di Dio che senza ideologico pregiudizio diviene spazio di verità e condizione di una gioia vera e piena. Se non deponiamo la pretesa di leggere giudicare la vita da noi stessi e quindi essere “maestri” sapienti e dotti non assaporeremo mai la gioia vera.
lunedì 28 novembre 2022
Verrò e lo guarirò
Is 4,2-6 e Matteo 8,5-11
Accade quanto ci saremmo aspettati, cioè che Gesù si muove a compassione e per amore di chi soffre. Ma il contesto è ben diverso dal solito: chi implora, chi chiede è un centurione, un nemico, ma ciò che chiede è ancora più strano, e anche disdicevole rispetto alla nostra mentalità e moralità: la guarigione del duo servo/amico. La parola greca usata per indicare il servo del centurione è "pais". Nel linguaggio del tempo, "pais" aveva tre possibili significati che dipendevano dal contesto in cui era usato. Poteva significare “figlio o ragazzo”, “servo”, o poteva significare un particolare tipo di servo, un servo "amato/amante del suo padrone”.
Qualunque sia l’interpretazione, ciò che fa Gesù è normale per quanto è straordinario. Segue il dettami di amare e insieme sbalordisce perché supera ogni barriera culturale e di pregiudizio morale mettendo in evidenza la fede e la dignità di ogni figlio di Dio, anche se "pais".
domenica 27 novembre 2022
Avvento: dolce attesa!
Is 2,1-5; Sal 121; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44
La Chiesa, ci invita sempre, nella prima domenica di avvento, alla vigilanza nell'attesa, quale condizione necessaria per camminare verso il Natale, perché l’attesa di Gesù è l’attesa propria di chi ama, ed è quindi una attesa fervente e quotidiana.
Cosa significa l'invito alla vigilanza oggi?
I giorni di Noè sono i come i nostri giorni fatti di tutta la pesantezza e la fatica del nostro vivere, segnato ora anche da quei segni che sembrano prefigurare la fine imminente ... ma non è così!
Perché il senso di tutto ciò che accade non è spaventare ma sollecitarci a metterci in uno stato di gioiosa vigilanza: "Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo".
Il nostro tempo liturgico di avvento è un tempo in cui riappropriarci della vita, senza soccombere al caos e al caso. Riscoprire la vita nella sua possibilità …
E' tempo per essere vigili, come una madre in attesa; come fu il tempo di attesa di Maria e di Elisabetta, madri che hanno vissuto una dolce attesa della venuta alla luce dei loro figli.
Il vangelo è esplicito, e la Liturgia della Chiesa con prontezza ha recuperato pienamente il senso di una attesa vigilante, lo stare svegli, desti, che nulla ha a che fare con l'insonnia, ma che vuole esprimere attenzione, interesse e priorità.
Svegliati! Non lasciare che la tua vita interiore si addormenti. Dio dimora in te, sentilo come Maria lo sentiva nel suo grembo: un lieto Avvento vissuto con attesa e desiderio. Noi di fronte alla vita spesso poniamo il caso e la fatalità, ma non Gesù. Forse ci sembra che Dio giochi ai dadi con la nostra vita e la nostra storia, ma quel linguaggio apocalittico, che non lascia spazio alla nostra possibilità di gestire, progettare e possedere, ci pone di fronte a colui che dice di venire, come l'unico che dà senso e pienezza.
Ecco allora l'occasione per generare, custodire e camminare in questo avvento, vediamo come:
1) Un tempo di preghiera … Sveglia, c'è tanto da fare! - Avvento è vivere in uno stato di dolce attesa in cui la preghiera, quella vera, ti permette di non lasciare che la tua vita interiore si addormenti. Dio dimora in ciascuno di noi e ci abita proprio a partire dalla nostra interiorità, poi tutto il resto.
2) Impariamo a tessere con Maria l'accoglienza del Signore: Nelle mani di Maria intrecciamoci per accogliere Gesù: la vita e l'impegno quotidiano diviene la lana necessaria che daremo a Maria per tessere quella copertina che accoglierà il Signore Gesù!
E' un'immagine, è un adesivo, ma rappresenta in figura ciò che siamo disposti a offrire.
3) Avvento: è una comunità che si mette in cammino. Un avvento Sinodale, cioè in cammino per vivere insieme la passione per la Chiesa, per la comunità, per essere ancora una volta protagonisti di una primavera della Chiesa nel nostro paese.
Ogni venerdì di Avvento, chi vuole, mi auguro in molti, e comunque nelle possibilità di tutti, alle ore 20,45 faremo il nostro cammino sinodale con tutta la Chiesa italiana e non solo.
Viene adesso il Signore, camminatore dei secoli e dei giorni, ma la nostra vita, le nostre case, sono la prima tappa del cammino verso la meta del suo viaggio.
La Chiesa, ci invita sempre, nella prima domenica di avvento, alla vigilanza nell'attesa, quale condizione necessaria per camminare verso il Natale, perché l’attesa di Gesù è l’attesa propria di chi ama, ed è quindi una attesa fervente e quotidiana.
Cosa significa l'invito alla vigilanza oggi?
I giorni di Noè sono i come i nostri giorni fatti di tutta la pesantezza e la fatica del nostro vivere, segnato ora anche da quei segni che sembrano prefigurare la fine imminente ... ma non è così!
Perché il senso di tutto ciò che accade non è spaventare ma sollecitarci a metterci in uno stato di gioiosa vigilanza: "Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo".
Il nostro tempo liturgico di avvento è un tempo in cui riappropriarci della vita, senza soccombere al caos e al caso. Riscoprire la vita nella sua possibilità …
E' tempo per essere vigili, come una madre in attesa; come fu il tempo di attesa di Maria e di Elisabetta, madri che hanno vissuto una dolce attesa della venuta alla luce dei loro figli.
Il vangelo è esplicito, e la Liturgia della Chiesa con prontezza ha recuperato pienamente il senso di una attesa vigilante, lo stare svegli, desti, che nulla ha a che fare con l'insonnia, ma che vuole esprimere attenzione, interesse e priorità.
Svegliati! Non lasciare che la tua vita interiore si addormenti. Dio dimora in te, sentilo come Maria lo sentiva nel suo grembo: un lieto Avvento vissuto con attesa e desiderio. Noi di fronte alla vita spesso poniamo il caso e la fatalità, ma non Gesù. Forse ci sembra che Dio giochi ai dadi con la nostra vita e la nostra storia, ma quel linguaggio apocalittico, che non lascia spazio alla nostra possibilità di gestire, progettare e possedere, ci pone di fronte a colui che dice di venire, come l'unico che dà senso e pienezza.
Ecco allora l'occasione per generare, custodire e camminare in questo avvento, vediamo come:
1) Un tempo di preghiera … Sveglia, c'è tanto da fare! - Avvento è vivere in uno stato di dolce attesa in cui la preghiera, quella vera, ti permette di non lasciare che la tua vita interiore si addormenti. Dio dimora in ciascuno di noi e ci abita proprio a partire dalla nostra interiorità, poi tutto il resto.
2) Impariamo a tessere con Maria l'accoglienza del Signore: Nelle mani di Maria intrecciamoci per accogliere Gesù: la vita e l'impegno quotidiano diviene la lana necessaria che daremo a Maria per tessere quella copertina che accoglierà il Signore Gesù!
E' un'immagine, è un adesivo, ma rappresenta in figura ciò che siamo disposti a offrire.
3) Avvento: è una comunità che si mette in cammino. Un avvento Sinodale, cioè in cammino per vivere insieme la passione per la Chiesa, per la comunità, per essere ancora una volta protagonisti di una primavera della Chiesa nel nostro paese.
Ogni venerdì di Avvento, chi vuole, mi auguro in molti, e comunque nelle possibilità di tutti, alle ore 20,45 faremo il nostro cammino sinodale con tutta la Chiesa italiana e non solo.
Viene adesso il Signore, camminatore dei secoli e dei giorni, ma la nostra vita, le nostre case, sono la prima tappa del cammino verso la meta del suo viaggio.
sabato 26 novembre 2022
... ci manca solo il Figlio dell'uomo!
Apocalisse 22,1-7 e Luca 21,34-36
Se ci fermiamo a guardare con attenzione gli avvenimenti della storia passata e attuale, è facile sentirsi imbrigliati in quel laccio di cui parla Gesù: "... come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra".Quel laccio è una trappola che ci cattura in un inferno reale e attuale. Siamo ormai consapevoli che possiamo costruire l’inferno fin da qui, infatti, se viviamo una vita in cui il nostro cuore è concentrato su altro che non sia Dio, proprio quello è inferno. Se Dio è un esodato dalla nostra vita, la nostra solitudine esistenziale grida senza ritegno il proprio originario bisogno di senso e di pienezza. Per questo dobbiamo vivere in un presente vigilante, per accogliere con desiderio e trepidazione ogni altrui presenza come possibilità di compimento. Che bello nella vigilanza attendere con un cuore intrepido l’arrivo dell’Amato, e riconoscerlo come originario di senso.
venerdì 25 novembre 2022
Capire da noi stesi ...
Apocalisse 20,1-4.11-15.22,2-2 e Luca 21,29-33
Capire da noi stessi che il regno di Dio è vicino non è cosa così immediata. Capire questa presenza che è da un lato altra da noi, e ci spaventa; ma è anche interazione con noi e ci coinvolge, rappresenta la vera difficoltà circa il riconoscerne la presenza. ll regno infatti, si rende presente e riconoscibile nel presente di ogni generazione umana, attraverso quella sua Parola eterna che tutto pervade e riempie di sè. E' quella stessa Parola che ci accompagna all'incontro con Dio Padre, ci invita a camminare verso Dio. La nostra storia, quella "grande", come anche la nostra "piccola" storia personale è il luogo dove riconoscere la vicinanza di Dio. Di fronte a questo avvicinarsi sono due gli atteggiamenti che derivano dal "capire da noi stessi": la paura e il terrore:"Oh Dio mio, come è tremendo il mondo ..." quando si è pervasi dalla paura del male; oppure ci accorgiamo che in questa storia siamo chiamati a vivere da figli di Dio e da fratelli, cioè siamo chiamati a testimoniare un modo diverso di vivere la vita”.
giovedì 24 novembre 2022
Quando cominceranno ad accadere queste cose ...
Apocalisse 18,1-2.21-23 e Luca 21,20-28
E' una fortissima contrapposizione: quando accadrà tutto questo, la liberazione è vicina. E' questa immagine che ci occorre per definire un tempo nuovo, un tempo di svolta; il tempo per riprendere in mano la nostra vita e capire se c'è qualcosa da sistemare. E in questo tempo di svolta, Gesù parla di segni angosciosi, di difficoltà grandi, di momenti di crisi; ma non sarà anche il tempo che tutti stiamo attraversando, e dal quale sembra non si sia più capaci di uscire?
Gesù dice anche con chiarezza che quando ci troviamo in periodi di grande fatica, «risolleviamo e alziamo il capo, perché la nostra liberazione è vicina». Diamo un senso pieno e fecondo all'attesa.
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