Es 23,20-23 e Mt 18,1-5.10
venerdì 2 ottobre 2026
La piccolezza dei piccoli
giovedì 1 ottobre 2026
Dove ci mandi ...
Gb 19,21-27 e Lc 10,1-12
Viviamo in una società che ha ricevuto il Vangelo di Gesù e per secoli si è riconosciuta cristiana. Oggi, invece, sembra spesso rifiutarlo o considerarlo superfluo, guardandolo con indifferenza, quando non addirittura come un ostacolo. Non dobbiamo farci illusioni: nell’essere inviati incontreremo difficoltà crescenti. Un segnale evidente è l’assenza di Dio dalla vita di molti bambini, ragazzi e giovani: un ateismo spesso non frutto di ostilità, ma di insensibilità al mistero di Dio, sostituito dalla realtà virtuale e dalla pervasività del digitale. Questa situazione può però diventare un’occasione per riscoprire la fede nella sua essenzialità. Come nei primi secoli, l’annuncio del Vangelo dovrà essere accompagnato da una autentica testimonianza di vita. Abbiamo bisogno di una fede audace, che non si arrenda alle difficoltà e sappia dare pubblica testimonianza anche nella condizione di minoranza o di emarginazione. Una fede così vissuta mostra che il Vangelo ha ancora la forza di rinnovare la nostra vita e quella degli altri.mercoledì 30 settembre 2026
Seguire
Gb 9,1-12.14-16 e Lc 9,57-62
martedì 29 settembre 2026
Santi Arcangeli
Dn 7,9-10.13-14 e Gv 1,47-51
lunedì 28 settembre 2026
È un brutto segno.
Gb 1,6-22 e Lc 9,46-50
domenica 27 settembre 2026
Conversione nel SI
Ez 18,25-28 Sal 24 Fil 2,1-11 Mt 21,28-32
Ecco l'immagine che oggi vorrei estrarre dalla Parola di Dio e condividere insieme.
Punto di partenza è che il regno dei cieli si rende evidente e concreto attraverso e nella nostra vita di tutti i giorni. È mistero di Dio nella vita reale, quando la vita diventa vangelo e quando io sono credibile testimone e discepolo di Gesù... non é quindi il premio dei buoni e dei giusti ...
Non basta dire “sì”: il nostro sì deve diventare vita
La parabola dei due figli ci porta a guardare con sincerità ai nostri “sì” e ai nostri “no”. Perché non sempre ciò che diciamo coincide con ciò che viviamo. Possiamo dire sì al Signore, alla fede, al Vangelo, e poi lasciare che le nostre scelte quotidiane dicano altro. E possiamo anche partire da un no, da una fatica, da una resistenza, e poi cambiare strada.
Il Padre non si ferma alle nostre parole: guarda ciò che la nostra risposta diventa nella vita.
Il vero sì è quello che prende carne, che diventa scelta, gesto, atteggiamento, modo di vivere.
La conversione è il cammino attraverso cui il nostro no può diventare sì
Per questo la parola decisiva è conversione. Non semplicemente diventare più bravi o rispettare meglio delle regole, ma lasciarci cambiare dal Vangelo. La conversione nasce dal riconoscere che siamo amati, che siamo già raggiunti dalla misericordia di Dio. Siamo mendicanti di amore, e proprio perché amati possiamo ricominciare.
Il Padre non ci definisce per il nostro primo no. Ci lascia la possibilità di tornare nella vigna, di riprendere il cammino, di ricominciare. La conversione è questa possibilità sempre aperta: trasformare un no in un nuovo sì.
Il Regno diventa visibile quando il Vangelo diventa vita.
La vigna nella quale siamo chiamati a lavorare è la nostra vita concreta: la famiglia, la comunità, il lavoro, le relazioni, il modo in cui guardiamo e parliamo agli altri.
Il Regno di Dio diventa visibile quando il Vangelo entra realmente nella nostra vita: quando la carità supera il pregiudizio, quando impariamo ad accogliere, quando perdoniamo, quando serviamo con gratuità, quando le nostre parole diventano più dolci e i nostri sguardi più benevoli.
Non basta quindi andare nella vigna: occorre lavorarci. Non basta appartenere: occorre lasciarsi trasformare. Non basta dire sì: occorre che quel sì diventi vita.
E forse, è proprio questa la domanda che oggi possiamo portare con noi: il mio sì a Dio, nella mia vita concreta, che cosa sta diventando?
Il mio “sì” che diventa vita è quello che compie la volontà del Padre.
Possiamo allora chiederci:
Qual è il mio “sì” che non diventa vita?
Qual è il mio “no” che mi impedisce di lavorare nella vigna?
C’è un “no” che il Signore mi sta chiedendo di trasformare in un nuovo “sì”?
Quale Si devo imparare a dire per essere libero veramente ed essere di Gesù... e con I suoi sentimenti?
Che cosa mi aiuta a crescere e a dire ogni giorno un SI?
- il confronto con il vangelo;
- la preghiera personalmente, intima, e quotidiana;
- la Messa e l'Eucaristia;
- vivere la comunità;
- essere gratuito e accogliente;
- la carità senza pregiudizio;
- la generosità nel servire ...;
- amorevolezza degli sguardi;
- dolcezza delle parole;
- un buon esame di coscienza ogni giorno.
sabato 26 settembre 2026
Aprite bene le orecchie
Qo 11,9-12,8 e Lc 9,43-45