domenica 4 ottobre 2026

Capaci di prenderci cura

Gal 1,6-12 e Lc 10,25-37

La compassione diventa azione, e il samaritano si prende cura dell’uomo ferito. La semplicità del racconto rischia, però, di attenuare la forza provocatoria dell’insegnamento evangelico. È naturale prendersi cura delle persone che amiamo e alle quali siamo legati da vincoli affettivi. La parabola, invece, parla di un estraneo e presenta come modello della carità proprio un samaritano, considerato dai Giudei un eretico e un escluso. Gesù annuncia così una verità radicale: la carità è rivolta a tutti e impegna tutti. Nessuno escluso. Agli occhi di Dio, nessun uomo è estraneo e nessuno può essere abbandonato. Non è facile vivere questa verità, perché supera il nostro modo spontaneo di amare. Ma Dio non propone illusioni né chiede l’impossibile. La carità evangelica nasce dall’accoglienza di Dio, che ci rende capaci di andare oltre noi stessi e di riconoscere nell’altro, anche nell’estraneo, un fratello da accogliere e custodire.

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