Gal 3,7-14 e Lc 11,15-26
Di fronte all’accusa di essere il capo dei demòni, Gesù non rimane in silenzio, ma invita a non lasciarsi guidare dai pregiudizi, e di guardare con attenzione ai suoi gesti e di riconoscere in essi l’azione di Dio. Per questo afferma: "Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio". L’espressione "dito di Dio" richiama la Legge donata a Mosè e scritta sulle tavole. Gesù rivela così che la sua missione non è semplicemente quella di un profeta, ma quella del Messia che agisce con la potenza di Dio e dello Spirito. Egli è venuto per affrontare il male e liberare l’uomo da ciò che lo ferisce, lo schiavizza e deturpa la sua dignità. La Legge antica era stata scritta sulla pietra; in Gesù, invece, la Legge nuova viene scritta nel cuore dell’uomo. La sua opera trasforma la persona dall’interno e restituisce alla vita la bellezza originaria. Anche la Chiesa è chiamata a continuare questa missione: lasciarsi guidare dallo Spirito e "scrivere" nella storia pagine nuove di carità, custodendo la dignità di ogni persona e difendendo l’uomo da tutto ciò che lo abbrutisce, lo ferisce e lo allontana dal bene.
Nessun commento:
Posta un commento