mercoledì 7 ottobre 2026

Preghiera e ciò di cui ho bisogno

Gal 3,1-5   Lc 1 e  Lc 11,5-13

Pregare non significa chiedere e poi attendere passivamente che Dio faccia la sua parte, ma aprirsi alla grazia che viene dal Cielo per imparare a fare la nostra. «Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». Luca non rinnega le cose materiali: nel Pater ha insegnato a chiedere il «pane quotidiano», ma invita a vivere la preghiera come uno spazio di fiducia, perseveranza e apertura, in cui il Mistero si fa carne e ci riveste di grazia. L’evangelista ci insegna così a chiedere, cercare e bussare, desiderando anzitutto lo Spirito, «primo dono ai credenti», sapendo che con Lui riceviamo ogni altro bene, ma soprattutto Dio stesso. Accogliendo lo Spirito, il discepolo viene rigenerato e reso capace di trovare ciò di cui ha bisogno, o di vivere nella pace anche quando non possiede tutto ciò che gli è necessario.

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