giovedì 1 ottobre 2026

la piccolezza dei piccoli

Es 23,20-23 e  Mt 18,1-5.10

Nella sua predicazione, Gesù capovolge la logica del mondo e afferma che è veramente grande chi assume la condizione dei piccoli. Questo insegnamento acquista un significato particolare nella comunità ecclesiale: Gesù invita ad abbandonare la ricerca del primo posto e del potere e a scegliere l’ultimo posto, quello del servo. È questa la scelta che rende autentici discepoli. Il capitolo raccoglie alcuni insegnamenti attraverso i quali Gesù indica le condizioni perché un gruppo di discepoli diventi una vera comunità: la comunità della nuova alleanza, voluta da Dio e chiamata a essere sacramento del suo amore attraverso la Chiesa. L’evangelista presenta la piccolezza come condizione fondamentale della vita comunitaria, insieme alla responsabilità di non scandalizzare i fratelli, soprattutto i più piccoli. Ne deriva la carità fraterna, che spinge ciascuno a cercare e custodire l’altro, perché «il Padre vostro che è nei cieli non vuole che neanche uno di questi piccoli si perda». Diventare come bambini significa riconoscersi piccoli e coltivare la consapevolezza di essere figli, affidandosi con fiducia alla bontà del Padre.

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