giovedì 7 dicembre 2023

Sono atteso al banchetto

Isaia 25,6-10 e Matteo 15,29-37

Il profeta Isaia ci racconta di un grande banchetto sul monte. Possiamo ripensare come un comune pranzo festivo, oppure come un incredibile banchetto nuziale: simbolo di comunione e di amore tra il Signore e l’umanità. L’impressione è che Isaia non veda questo banchetto come un privilegio degli invitati, e che non sia una risposta alla fame della gente, ma sia un modo per suscitare la fame e il desiderio. Anche chi è pieno di cose e di sé stesso non può non avvertire questa fame. L’immagine del banchetto sul monte ci invita a salire, quindi a innalzarci, verso il Signore. Ricordiamo che questo invito al banchetto è per tutti, nessuno escluso. È un sottile, ma radicato peccato della nostra immersione nella mondanità escludere qualcuno o dal banchetto.

mercoledì 6 dicembre 2023

Fede forte

Isaia 26,1-6 e Matteo 7,21.24-27

La visione di Isaia, è lo splendore di Gerusalemme, è la città forte per le sue mura, come pure per la certezza della pace …, tutta questa prospettiva è legata e sgorga da una ragione diretta ed essenziale: il “popolo confida nel Signore”. Per questo il Signore gli assicurerà la pace. All'apice di questa certezza è la fede degli oppressi, di  coloro che hanno solo Dio: l’immagine della città così eccelsa cambia radicalmente sarà “rasa al suolo. I piedi la calpestano”: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri!!
La fede è la forza dei poveri, che non hanno altro su cui contare, se non su Dio solo! 

martedì 5 dicembre 2023

La speranza germoglia

Isaia 11,1-10 e Luca 10,21-24

Oggi per noi le parole di Isaia esprimono tutta la loro forza profetica; rinnovano una certezza e la speranza a cui possiamo aggrapparci; esprimono la vicinanza di Dio anche in questo tempo difficile e di criticità particolare. Annunciano il valore trascendente del tempo: il tempo come dono, da vivere e non solo come attesa della rivelazione di Dio, ma come esperienza di una esistenza feconda. Questo germoglio che nasce dalla radice di Iesse, rappresenta una realtà totalmente nuova, con la quale viene portato a compimento il progetto di Dio che si esprime nella vocazione del Re Davide.


lunedì 4 dicembre 2023

Mettiamoci in cammino verso il monte

Isaia 2,1-5 e Matteo 8,5-11

É una immagine che fa riferimento alla condizione particolare della terra di israele, quando sulle alture di tutta la regione c’erano templi dedicati alle divinità di Baal, ma in questa “visione” la situazione è cambiata radicalnente, e il profeta si concentra su due coordinate importanti: il tempo e lo spazio. Si guarda al futuro, “alla fine dei tempi”, contemporaneamente ci spinge verso un “luogo altissimo”, "s’innalzerà sopra i colli". Tutti sono invitati a mettersi in cammino. La frase "alla fine dei giorni" di cui parla Isaia sono già iniziati con il mistero dell’Incarnazione.

domenica 3 dicembre 2023

Il Kairos ... nella storia

Is 63,16-17.19; 64,2-7;  Sal 79;1 Cor 1,3-9; Mc 13,33-37

Un altro Avvento denso di trepidazione. Sono rimasto colpito da questa notizia: a Betlemme quest'anno non ci saranno i soliti festeggiamenti - manifestazioni e parate - inoltre il check point per Betlemme domenica sarà chiuso e non sarà possibile raggiungere la citta di Davide. Non fare parate, e festa, non è solo la risposta a una situazione di guerra che lì in Israele tutti coinvolge, ma è anche l'espressione, forse obbligata di una urgenza: come fare dell'avvento e del Natale l'esperienza originaria ed essenziale del Dio con noi.
Questo Avvento, questo Natale, dice il cardinale Pizzaballa, viviamolo come lo spazio di una casa che ci è stato affidato. La casa è la Chiesa, la nostra comunità, la nostra vita ...e in questa casa Gesú vuole tornare addebitare con noi.
Ecco allora: "Se tu squarciassi i cieli e scendessi!" Come sono belle queste parole di Isaia ...
Dense di attesa, di speranza e di compimento. Scendi a fare il tuo kairos nella nostra storia di conflitti; nel nostro tempo frantumto e nella nostra vita disorientata.
Scendi perché sia sempre possibile il passaggio da una «terra ferita» a «terra guarita». Nell’universo tutto attende, attendono anche le pietre, anche il grano attendiamo un Dio che deve sempre nascere. Questo venire di Dio nel Tempo è il Kairos, cioè il momento che realizza la possibilità di risurrezione nel cuore umano, é il tempo favorevole, il tempo della grazia. Avvento è un tempo in cui ci possiamo mettere in cammino: tutto si fa più vicino, a Dio. Io mi accodo a questa carovana di nomadi cercatori di stelle, e mi avvicino a quel mistero capace di generare pace. 
In questa prima domenica d’avvento, anche noi siamo immersi in una oscurità ... immersi nell'incertezza e nella paura, nel non sapere cosa questa notte porterà e dove ci condurrà, però egli viene: “non sapete quando arriverà, se alla sera, a mezzanotte, al canto del gallo o al mattino”, ma una cosa però è certa: arriverà. Perché lui in realtà conosce il Kairos ... egli da compimento al tempo e lo riempie di senso.
Proprio questi momenti di fragilita e al tempo stesso di concentrazione e di preghiera dovrebbero farci comprendere come il Signore viene sempre, nella nostra quotidianità, e che dobbiamo essere pronti a cogliere il suo arrivo, soprattutto oggi dove tutto sembra assurdo e stonato, ma l’amore d'altronde si celebra e si realizza tutti i giorni della vita.
Di fronte alla crisi che viviamo, l'Avvento, il Natale viene a ricordarci una promessa che non può venir meno perché é gia storia e pienezza: che nascerà un figlio, che il futuro è assicurato, che il cielo non è chiuso sopra di noi, ma si apre. L'avvento vuole ricordarci sempre che Dio prende corpo, affinché pure ogni nostra speranza prenda corpo; Dio si fida anche di questa nostra terra ferita perché diventi terra che genera Dio.









sabato 2 dicembre 2023

Finisce il tempo (kronos) per essere tutto momento (kairos)

Daniele 7,15-27 e Luca 21,34-36

Biblicamente il sogno rappresenta uno spazio di rivelazione del mistero di Dio. Nel sogno l'uomo e Dio si parlano. Daniele ha una visione notturna che lo tormenta e gli lascia grande inquietudine. Si sveglia dal sonno, turbato da bestie terribili, sa che non è soltanto un sogno, ma che gli svela verità importanti a cui deve prestare attenzione. Le bestie mostruose che disturbano il suo sogno indicano scenari di futuri terribili, distruzioni e stermini, a cui segue il trionfo del bene, vede periodi di dolore seguiti dalla redenzione e dalla salvezza che viene da Dio. Daniele confida in Dio e Lui lo salva, lo rialza, come fa con il suo popolo, dopo aver subito una prova.

venerdì 1 dicembre 2023

Un potere eterno ... nel divenire della storia

Daniele 7,2-14 e Luca 21,29-33

Il popolo d’Israele nei secoli e nella storia dell'alleanza, cresce con l’aspettativa, la speranza e la certezza che prima o poi arriverà il liberatore, che viene descritto come colui a cui "gli furono dati potere.. E il suo regno non sarà mai distrutto". Alla luce di ciò, forse possiamo capire l'aspettativa e lo stato d’animo del popolo d’Israele. L'attesa è in un certo qual modo esistenziale.
Nelle visioni di Deniele, alla fine, arriva un “re” potente che libererà il popolo d’Israele dai popoli che li hanno conquistati e oppressi negli ultimi secoli. 
E per noi, per ciascuno, quale lettura della storia?