mercoledì 20 marzo 2024

Libertà, verità e felicità

Deuteronomio 3,14-20.46-50.91-92.95 e Giovanni 8,31-42

La libertà e la verità corrono insieme, non si è liberi se la verità della vita, dell'orizzonte del desiderio è negata. La Verità vi farà liberi", proclama oggi Gesù con forza, ...ma di fronte alle sue parole risuona la domanda di Pilato: "Cos'é la Verità?" Per molti, come per i Farisei, una domanda senza risposta. Per il vecchio protagonista del racconto di Dostoevskij "Il Grande Inquisitore", la libertà va sacrificata a vantaggio della felicità. Rivolto a Gesù, lo accusa di aver illuso gli uomini, proponendosi come libertà e verità ... come colui che realizza la loro felicità. Ma a pensarci bene, Gesù realizza proprio la nostra felicità, cioè il bisogno di senso del nostro esistere. 

martedì 19 marzo 2024

Custodire

Matteo 1,16.28-21.24

Giuseppe ha custodito Maria e Maria ha custodito Gesù. Si dice infatti di Maria che custodiva queste cose nel suo cuore. Quindi un passaggio di consegne. Giuseppe custodisce Maria, la donna, se ne prende cura, e Maria custodisce il Mistero nel cuore nell’intimo. IL verbo custodire tratta la concretezza della vita ma anche l’invisibilità del mistero. (...) Come esercita Giuseppe questa custodia? Con discrezione, con umiltà, nel silenzio, ma con una presenza costante e una fedeltà totale, anche quando non comprende. (...)  Custodiamo Cristo nella nostra vita, per custodire gli altri, per custodire il creato!"

Papa Francesco 19.03.2015

lunedì 18 marzo 2024

La misericordia di Dio

Daniele 13,42-62 e Giovanni 8,1-11

Che cos'è la  misericordia? Ciò che Gesù fa con l'adultera è la misericordia: non le dice sei una peccatrice, sei adultera! Non la condanna secondo la legge. E questo è il mistero della misericordia. La misericordia di Gesù dice papa Francesco non è cancellare i peccati ma generare il perdono di Dio.
La misericordia è il modo come perdona Dio. Gesù dice alla donna: "Vai in pace"’, e le consiglia di non peccare più. Qui si vede l’atteggiamento misericordioso di Gesù: difende il peccatore dai suoi nemici; difende il peccatore da una condanna giusta. Così è la misericordia di Dio: un grande amore e tenerezza. Dio perdona con una carezza, carezzando le nostre ferite del peccato.

domenica 17 marzo 2024

Chi vuole vedere Gesù?

Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33

Esiste ancora tra noi il desiderio di vedere Gesù, di vedere il suo Volto?
Ma dove posso veramente vedere il suo Volto?
Chi oggi verrebbe da noi a chiederci di fargli vedere Gesú?
E noi chi o che cosa gli potremmo fare vedere?
Quella domanda dei greci è la domanda che oggi gli uomini e le donne del nostro tempo rivolgono alla Chiesa: vogliamo vedere Gesù, fatecelo vedere?
Nel vangelo di Giovanni, a questa domanda da Gesù risponde con: "è venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. […] Se il chicco di grano, caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
Sembrerebbe che Gesù leghi il suo farsi vedere alla possibilità di entrare nella sua ora e nell'immagine del chicco di grano che muore. Per vedere, cioè per conoscere e capire Cristo, si deve guardare “il chicco di grano che muore nel terreno”, si deve guardare la croce.
Cosa vuol dire entrare nella sua ora ... cosa vuol dire oggi per noi perdere la vita come un seme che muore, cosa significa stare con lui sulla croce?
Ad una prima osservazione, non mi sembra che come credenti stiamo dando una bella immagine del volto di Cristo, forse è più una immagine di noi stessi, della nostra tiepidezza di fede, della nostra irrilevanza culturale, anzi a volte è il volto del compromesso dei nostri peccati che ostentano senza pudore o vergogna.
Ma chi vuole vedere Gesù ci chiede ragione della nostra fede ... e lo chiede perché noi affermiamo di avere con Gesù un rapporto particolare.
Vedere la ora, significa non rinnegare o essere indifferenti al nostro tempo, perché questo nostro tempo, ferito e umiliato è il tempo di Dio. Il Padre mostra la sua gloria anche nella nostra quotidianità complessa e contraddittoria: Dio mai abbandona i suoi figli.
Morire, è l'espressione più vera del donare la vita, dell'amore gratuito, della tenerezza e vicinanza senza tornaconto,  del servizio costante e fedele ... sicuramente non è il caso di certi spot di bene episodico.
La croce è la vita ferita del fratello, la croce è un intreccio di morte e di vita "dove possiamo sperimentare la forza vitale e la vera fecondità dell’amore" che sempre "si dona come: vicinanza, compassione, tenerezza".
Per me oggi vedere Gesù significa stare davanti al crocefisso e riempire il desiderio di vederlo con parole molto semplici, come quelle che abbiamo cantato ... 
Perché Tu, solo Tu
Solo Tu sei il mio Maestro e insegnami
ad amare come hai fatto Tu con me
Se lo vuoi
Io lo grido a tutto il mondo che Tu sei
L'Unico Maestro sei per me …
Che mi insegna a vivere nel presente; condividendo la quotidianità dell'altro, la fatica e la drammaticità del presente.
Che mi insegni a morire, cioe donare la vita, come il chicco di grano; unico modo per risorgere ed unico modo per produrre molta vita da condividere con tutti.
Che mi insegni a stare sulla croce con te crocifisso... che fatica ..., ma è l'unico modo di mostrare la vera bellezza del tuo volto: un amore senza condizioni e compromessi.



sabato 16 marzo 2024

Come una sentenza spietata

Geremia11,18-20 e Giovanni 7,40-53

La situazione che sta emergendo è estremamente drammatica. In pochi versetti di Gesù è detto tutto e il contrario di tutto. Ciò che emerge è una decisione già presa, una condanna che prima o poi si troverà il modo di eseguire. La morte di Gesù non è un caso accidentale o una situazione che improvvisamente si realizza: la sua morte è una decisione presa. Anche rispetto ai dubbi che emergono nella gente, nei soldati e anche in alcuni nembri del sinedrio, il lato umano che non riconosce in Gesù il Cristo, dovrà  fare un fitto e sporco lavoro di plagio collettivo per riuscire a suscitare il grido davanti a Ponzio Pilato: crocifiggilo!


venerdì 15 marzo 2024

La ora si compie

Sapienza 2,1.12-22 e Giovanni 7,1-2.10.25-30

L’evangelista Giovanni usa il termine ora sulla bocca di Gesù per dire un avvenimento promesso e atteso che si realizza adesso. La ora realizza e porta a compimento il già e non ancora giovanneo. La ora di Gesù quindi, l’ora di cui si parla nel Vangelo di oggi è l’ora del suo passaggio. Non parliamo solo della morte, ma di tutto l’evento pasquale. Nel Vangelo di Giovanni non si parla di venerdì e di tre giorni e nemmeno di quaranta giorni dopo la Pasqua per l’Ascensione o cinquanta per la Pentecoste. Questi elementi cronologici che costituiscono il mistero pasquale sono per San Giovanni un’unica realtà: non vengono uno dopo l’altro, ma sono presenti uno nell’altro.

giovedì 14 marzo 2024

La testimonianza

Esodo 32,7-14 e Giovanni 5,31-47

I destinatari della testimonianza siamo tutti noi, ogni uomo che è fatto per la verità ed è in ricerca della verità. La testimonianza di Gesù ci provoca, innanzitutto rispetto alla nostra intelligenza priva di pregiudizi, altrimenti resterò fisso nei miei pregiudizi, poi circa la disponibilità ad accettarla. Quindi la testimonianza esige una libertà del cuore che ama la verità, al di sopra di ogni interesse. Ecco che Gesù svela il motivo della nostra incredulità: il “non sapere” da dove proviene la sua testimonianza. Chi non ama, non capisce.