Ap 21,9-14 e Gv 1,45-51
Filippo è pieno di entusiasmo e di sincera commozione, che traspare dal verbo greco eurískō, «trovare», «incontrare», ma anche «scoprire». L’incontro con Gesù ha cambiato radicalmente la sua vita: si sente immerso in una storia nuova e avverte il desiderio di condividere con Natanaele la sua scoperta. È significativo che, pur vivendo un’esperienza personale, Filippo dica: «abbiamo trovato». Si sente parte di una comunità: non è arrivato a Gesù da solo, ma è stato condotto a Lui da altri. Non è soltanto colui che ha trovato, ma anche colui che è stato trovato e accompagnato. Questa dinamica coinvolge ora Natanaele (per la tradizione cristiana è Bartolomeo) nell’amicizia: ciascuno aiuta l’altro a cercare la verità e ad andare oltre i propri limiti. La vera amicizia conduce così alla fede, mentre la fede dona la grazia di vivere l’amicizia come un cammino condiviso verso l’eternità.
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