sabato 8 agosto 2026

Perché noi non ci riusciamo...

Ab 1,12-2,46 e Mt 17,14-20

Gesù affronta una nuova crisi: da una parte la sofferenza di un padre che implora la guarigione del figlio, dall’altra l’incapacità dei discepoli di rispondere al suo dolore. La folla osserva in silenzio, mentre tutti gli sguardi sono rivolti a Lui. L’uomo si getta in ginocchio: «Signore, abbi pietà di mio figlio». Ma il vero ostacolo non è la malattia: è la mancanza di fede. Non tutti, infatti, riconoscono in Gesù l’inviato di Dio.
Le sue parole hanno il tono di un rimprovero, ma racchiudono soprattutto un invito a ritrovare una fede umile e sincera, capace di riconoscere in Lui il Messia atteso. Credere significa bussare alla porta di Dio, affidargli il proprio dolore e confidare nella forza del suo amore. Gesù chiede la fede perché sa che essa non è solo la condizione per il miracolo, ma anche la via per vincere la disperazione che si annida nel cuore e finisce per paralizzare ogni speranza.

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