martedì 11 agosto 2026

Nessuno si deve perdere

Ez 2,8-3,4 e Mt 18,1-5.10.12-14

Il vangelo vuole sottolineare la dimensione della fiducia: il bambino si affida ai genitori senza esitazioni, riserve o calcoli. È questa la dimensione dell’infanzia spirituale evocata dal Salmo 130: «Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia». Non si tratta semplicemente di un paragone, ma di un invito a diventare piccoli, imparando ad abbandonarci con fiducia nelle mani del Padre. Diventare bambini significa riconoscere che non siamo padroni della vita, né nostra né altrui, e che non possiamo conoscerne o controllarne tutti i meccanismi. ĤbbLa vera responsabilità nasce proprio da questa consapevolezza: riconoscere di non poter fare tutto da soli e accettare di aver bisogno di qualcuno. I bambini lo sanno: si lasciano condurre, si affidano, si fidano dei propri genitori. Anche la vita spirituale ci chiede questo atteggiamento: non il controllo, ma la fiducia; non la pretesa di bastare a noi stessi, ma l’umile abbandono nelle mani di Dio.

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