Ez 37,1-14 e Mt 22,34-40
La domanda dello scriba a Gesù sul grande comandamento diventa l'occasione per la rivelazione centrale del Vangelo: l'amore per Dio come fonte di ogni relazione. Amare Dio con tutto il cuore non è un sentimento astratto, ma la radice che dà forma e consistenza a ogni legame d'amore, affetto e amicizia. Da questo primo comando scaturisce indissolubilmente il secondo: l'amore per il prossimo, che non è semplice filantropia, ma riflesso dell'amore divino. Amare significa farsi carico delle persone, vegliando sulla loro fragilità con presenza e ascolto; al contempo, richiede l'umiltà di affidarsi agli altri, superando ogni autosufficienza. È così che l'amicizia cessa di essere un legame superficiale per diventare il riflesso vivo dell'amore di Dio.
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