Ger 31,1-7 e Mt 15,21-28
Il grido di questa donna è il grido di chi si sente impotente e sperimenta un’angosciosa solitudine; richiama quello di Gesù sulla croce. Ma ciò che avviene nella donna cananea va oltre ogni ragionevole aspettativa. Non si tratta di una semplice insistenza, bensì di un autentico affidamento che rivela il suo itinerario di fede: la sua diventa una preghiera fiduciosa e perseverante, capace di superare il limite più grande del nostro tempo, quello di pensare, o addirittura pretendere, di organizzare la vita senza Dio. Sostenuta da questo cammino interiore, la donna matura una fede salda: non pretende nulla, ma sa di poter chiedere tutto. La sua preghiera è semplice ed essenziale: «Signore, aiutami!».
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