martedì 25 agosto 2026

Un giusto esame di coscienza

2Ts 3,6-10.16-18 e Mt 23,27-32

Con queste parole Gesù non si limita a denunciare gli atteggiamenti e i comportamenti deplorevoli di scribi e farisei, ma arriva a descriverli come portatori di morte, persone da cui guardarsi: ostentano la propria fede e si presentano come suoi testimoni, ma in realtà "sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume". Il Vangelo, in realtà, non fa sconti a nessuno, soprattutto quando la fede rimane ostentata a parole, senza trovare riscontro nelle scelte della vita: quando, ad esempio, ci lasciamo guidare dalla convenienza, rifiutiamo di assumerci le nostre responsabilità o, peggio ancora, rinunciamo al bene. Il Vangelo, oggi, ci invita a guardare con sincerità dentro noi stessi e a riconoscere con umiltà il male che, così spesso, trova dimora in noi. Un buon esame di coscienza ci aiuta anche a verificare quanto facilmente ci ripieghiamo su noi stessi, fino a perdere il coraggio di dare una vera testimonianza di fede.

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