Ef 3,2-12 e Lc 12,39-48
È proprio a Pietro che Gesù rivolge la parabola dell’amministratore fedele, quasi ad anticipare il compito che gli sarà affidato di lì a poco. Nella rilettura lucana, Pietro diventa figura di tutti coloro che sono chiamati a guidare la comunità ecclesiale, ricordando che la responsabilità ricevuta non è un privilegio, ma un servizio, e che tutto resta affidato alla libertà dell’uomo. Il Vangelo mette in guardia dal rischio di tradire questa chiamata: l’amministratore che abusa della propria autorità, si serve degli altri e si preoccupa unicamente del proprio benessere. Dimentica di essere un servitore e si comporta da padrone, preferendo l’abito di chi si approfitta degli altri all’umile veste di chi se ne prende cura. È una deriva che purtroppo attraversa la storia della Chiesa e che anche le vicende più recenti confermano. Solo l’amore, infatti, dona la forza di vivere fedelmente le responsabilità ricevute, trasformando l’autorità in servizio e la cura degli altri nella priorità del proprio agire.
Nessun commento:
Posta un commento