Ef 1,1-10 e Lc 11,47-54
Lo scenario di questa pagina evangelica è oscuro e drammatico. La Scrittura ci ricorda che i profeti incontrano spesso opposizione e nei casi più estremi, persino la morte. La storia di Israele insegna, infatti, che chi annuncia la Parola di Dio, soprattutto quando contrasta la logica della sapienza umana, deve mettere in conto una tenace avversione. Essere profeti di Dio è un grande onore, anzi un privilegio per ogni credente, ma comporta anche una responsabilità scomoda: esporsi, lottare e sopportare ingiustizie e ostilità. Siamo davvero disposti ad annunciare la Parola, sapendo che potrebbe non trovare accoglienza nella società e, talvolta, neppure nella comunità ecclesiale? Gesù non attenua la verità ma ne assume fino in fondo il peso. Noi, invece, per quieto vivere, siamo spesso tentati di scendere a compromessi. Per evitare il conflitto, c’è chi propone di adattare il Vangelo alla modernità. Ma fino a che punto è possibile dialogare con il mondo senza snaturare il messaggio evangelico?
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