Gal 3,22-29 e Lc 11,27-28
In tutta sincerità, dobbiamo chiederci se desideriamo davvero ascoltare la Parola di Dio e se, quando leggiamo e meditiamo la Scrittura o l’ascoltiamo proclamare durante la celebrazione liturgica, abbiamo l’intima certezza di udire la voce stessa di Dio. San Girolamo affermava che «il Vangelo è il Corpo di Cristo». Il brano evangelico di oggi, nella sua brevità, ci presenta una donna del popolo che, ascoltando Gesù, esprime il suo stupore e la sua lode per colei che lo ha portato in grembo e allattato. La risposta di Gesù potrebbe apparire un po’ fredda, quasi volesse distogliere l’attenzione da sua madre. In realtà, ci invita a guardare oltre, ricordandoci che la vera beatitudine è accessibile a tutti coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono nel cuore. Questa beatitudine, però, non rinnega le proprie origini: nasce proprio da Maria, che per prima ha accolto la Parola, l’ha custodita nel cuore e l’ha generata nella carne.
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